(METEOGIORNALE.IT) L’immagine satellitare da te condivisa evidenzia con estrema chiarezza una preoccupante anomalia termica nella regione dell’Atlantico settentrionale, con picchi anomali anche sul Mare del Nord. Le aree colorate in rosso intenso e fucsia rappresentano temperature superficiali del mare (SST) molto superiori alla media climatologica di riferimento. Queste anomalie sono il sintomo evidente di un surriscaldamento marino persistente, esacerbato dalla presenza di un blocco anticiclonico statico sull’Europa centro-settentrionale, in particolare su Isole Britanniche, Francia e Germania.
Quando l’oceano si riscalda oltre la norma, si altera profondamente il bilancio energetico atmosfera-oceano. Le masse d’aria che scorrono sopra queste acque eccezionalmente calde si caricano di umidità e calore, creando le condizioni per:
Deviazione del flusso zonale: il getto polare tende a rallentare e ondularsi, favorendo l’insediamento di blocchi anticiclonici persistenti. Questi ostacolano l’arrivo delle classiche perturbazioni atlantiche che in primavera e estate garantiscono equilibrio termico e precipitazioni diffuse.
Esaltazione dei fenomeni convettivi: l’instabilità latente aumenta nei settori più interni del continente, in particolare sull’Europa centrale e sulla Pianura Padana, facilitando la formazione di temporali violenti, grandinate e tornado locali, alimentati dall’energia disponibile nell’atmosfera.
Impatto su estate e agricoltura: un rischio concreto di siccità e ondate di calore
Nei prossimi mesi, l’Europa meridionale (Italia compresa) rischia di subire:
Prolungate fasi siccitose: il blocco della circolazione atlantica può causare lunghi periodi senza piogge. Ciò mette in crisi il settore agricolo, specialmente nelle zone collinari e nelle regioni più esposte al soleggiamento come Spagna, Sicilia, Sardegna e Grecia.
Anticipo delle ondate di calore: la cupola anticiclonica favorisce la risalita di masse d’aria subtropicale dal Sahara, innalzando rapidamente le temperature anche oltre i 40 °C in pianura. Già nel mese di Giugno, si potrebbero verificare valori record, con ripercussioni su salute pubblica e consumi energetici.
Il mare più caldo trattiene meno ossigeno e altera gli ecosistemi marini, con conseguenze serie per:
Pesca commerciale: il cambiamento nella distribuzione delle specie può spostare i banchi di pesce verso nord, impoverendo aree storicamente ricche come il Canale della Manica o il Golfo di Biscaglia.
Fenomeni di fioritura algale: temperature elevate favoriscono la proliferazione di alghe tossiche, con rischio di danni alla salute umana e alla fauna marina in zone come le coste atlantiche della Francia e del Regno Unito.
Infine, l’anomalia dell’Atlantico settentrionale potrebbe interferire con cicli climatici globali come l’AMOC (Atlantic Meridional Overturning Circulation), che regola la circolazione oceanica e il clima tra emisferi. Un rallentamento o una modifica strutturale dell’AMOC, già osservata negli ultimi anni (fonte: Nature Climate Change), rappresenterebbe un punto di svolta drammatico per l’equilibrio climatico dell’intero pianeta. (METEOGIORNALE.IT)
