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TEMPORALI: è il sintomo che il Meteo non è ancora del tutto guarito

Soprattutto è il sintomo che l'Estate non è ancora decollata definitivamente

E’ vero, stiamo parlando di fenomeni atmosferici tipici di questo periodo ma il fatto che su alcune regioni insistano i temporali pomeridiani è il sintomo che qualcosa non è perfettamente a piombo. Nello specifico, è evidente, è l’Alta Pressione a mostrare ancora qualche incertezza

Gli acquazzoni diurni, accompagnati spesso e volentieri da lampi, tuoni, grandinate, scaturiscono da alcuni spifferi d’aria fresca provenienti da est. Spifferi che avevamo ampiamente pronosticato, anzi per la precisione li avevano predetti – correttamente – gli autorevoli matematici. Confermando, quindi, la presenza di un’area depressionaria secondaria sui Balcani.

Non è un caso, quindi, che l’instabilità diurna sia destinata a proseguire sui rilievi dell’estremo Sud e nelle zone interne della Sicilia. Instabilità che potrebbe produrre, oltre a quanto descritto pocanzi, anche locali nubifragi. Perché più si alzerà la colonnina di mercurio – complice l’avvezione calda subtropicale – maggiore sarà il gradiente termico verticale.

Nella fase centrale di questa settimana non è da escludere che qualche temporale sia capace di propagarsi verso l’Appennino centrale, soprattutto verso Lazio e Abruzzo. Nulla che possa far gridare al cedimento dell’Alta Pressione, che al contrario sembra destinata ad accelerare ancora. Ma questo è argomento che abbiamo già ampiamente trattato in altri articoli.

Un altro settore che potrebbe distinguersi per la presenza dei temporali sarà quello alpino. Soprattutto la parte centro occidentale. Ma in questo caso la natura dell’instabilità diurna sarà un po’ diversa. Non sarà provocata da sbuffi d’aria fresca, piuttosto da bolle d’aria calda che alzandosi rapidamente in quota tenderanno a raffreddarsi velocemente, condensando e generando conseguentemente nubi convettive particolarmente imponenti.

Un tipico fenomeno di questo periodo ed è giusto evidenziarlo, altrimenti si corre il rischio di imputare tali fenomeni a un imminente cambiamento del tempo. Cambiamento che, a quanto pare, non dovrebbe esserci.

E’ meglio utilizzare il condizionale, in primis perché quando si parla di previsioni meteo è d’obbligo. In secondo luogo perché alcune emissioni modellistiche americane continuano a mostrarci qualche timodo segnale di cedimento dell’Alta Pressione. Segnale che nei giorni scorsi era certamente più nitido, ma che non è scomparso del tutto.

Fin tanto che permarranno queste timide incertezze non si potranno dare certezze assolute. A prescindere dalla presenza di una struttura anticiclonica così possente, che come ben sappiamo spegne sul nascere qualsivoglia spunto di discussione. L’unico spunto, infatti, è rappresentato dal caldo, dalle anomalie termiche positive che rischiano di farsi ancora più marcate.

Ed ecco quindi, per concludere, che Giugno promette un esordio all’insegna dell’Estate. Estate che sembrava non voler cominciare e che invece, come d’altronde avevamo previsto, ha scelto di rompere gli indugi in men che non si dica. Siamo passati dal freddo al caldo, senza mezze misure. Un rischio conclamato, ma d’altronde il freddo di una settimana fa non era affatto normale ed ora che Maggio si appresta a chiudere i battenti ecco che la bella stagione ha tutta l’intenzione di non farsi più mettere i bastoni tra le ruote.

Avremo modo e tempo di parlare delle ultimissime interpolazioni stagionali, quindi di ciò che potrebbe riservarci l’Estate 2026. Già a partire da Giugno, che al contrario di ciò che si possa pensare sembra orientato verso un progressivo consolidamento estivo a suon di insidie di vario tipo. Soprattutto quelle atlantiche, che potrebbero pesare come un macigno sulla tenuta dell’attuale fase anticiclonica. Anche se non prima di 7-10 giorni.