
(METEOGIORNALE.IT) Può sembrare incredibile, ma si parla già di disagio da calore per i prossimi giorni. Non è uno scherzo: se da un lato l’Italia vivrà la prima vera fase meteo di stampo estivo, dall’altra si profileranno condizioni davvero particolari. A dominare la scena sarà l’Anticiclone Subtropicale Africano, responsabile di una vera e propria fiammata di caldo tra le più intense mai registrate nella storia di Maggio.
Che cosa sta succedendo
O meglio, sta già succedendo. Quando una massa d’aria di stampo sahariano raggiunge le nostre latitudini, tende a restare ferma e a scendere verso il basso in un processo chiamato subsidenza. Durante la discesa, l’aria si comprime e si riscalda ulteriormente, favorendo un aumento marcato delle temperature al suolo – anche superiore a quello che emergerebbe da una semplice analisi termometrica della colonna d’aria.
Il risultato è la formazione di una sorta di “cupola” di alta pressione, il cosiddetto Dome di calore, che ostacola l’ingresso delle perturbazioni atlantiche per parecchio tempo. Questo significa giornate soleggiate, precipitazioni del tutto assenti e valori termici ben superiori alla media del periodo. Soltanto qualche isolato rovescio temporalesco sui monti potrà momentaneamente interrompere la calura, ma la sostanza non cambia.

Caldo davvero intenso
La fase più intensa e critica si concentra tra lunedì 25 e giovedì 28. Oltre al caldo vero e proprio, inizieranno a diventare tangibili i primi disagi legati all’afa e all’umidità elevata, soprattutto nelle grandi aree urbane e nelle pianure del Nord.
In queste situazioni si parla spesso di “disagio da caldo”, un’espressione che non indica soltanto una sensazione soggettiva di fastidio, ma una vera e propria condizione fisiologica di malessere. Il nostro organismo, infatti, mantiene normalmente una temperatura interna attorno ai 36,5-37°C attraverso il sistema di termoregolazione. Quando il caldo diventa eccessivo e l’umidità ostacola la dispersione del calore corporeo, il corpo fatica a rinfrescarsi in modo efficace.
Ed è in questo ambito che entra in gioco un interessante parametro biometeorologico chiamato Stress Index, o Indice di Stress Termico. Non si basa soltanto sulla temperatura dell’aria, ma tiene conto di diversi fattori ambientali che concorrono alla cosiddetta temperatura percepita.
Un breve approfondimento
Tra gli elementi principali troviamo innanzitutto la temperatura atmosferica, che rappresenta la base del calcolo. Fondamentale è poi il ruolo dell’umidità relativa: quando l’aria è molto umida il sudore evapora con maggiore difficoltà – a maggior ragione se manca la ventilazione – e quindi percepiamo un valore termico più elevato rispetto a quello reale. Non da ultimo, anche la radiazione solare incide notevolmente, poiché l’esposizione diretta ai raggi del sole aumenta la quantità di calore assorbita dalla pelle.
A tutto ciò si aggiunge la mappa elaborata dal GFS su base Meteociel, che indica l’indice Humidex, ovvero ciò che la pelle percepisce mettendo insieme umidità e temperatura. Si esprime in gradi e di norma risulta più alto rispetto al valore indicato dal termometro.

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