
(METEOGIORNALE.IT) Abbiamo già avuto modo di evidenziare, nelle nostre quotidiane analisi sul medio termine, che l’evoluzione più immediata della circolazione atmosferica sul bacino centrale del Mediterraneo e sull’Italia, ma anche a più lungo termine, almeno fino a metà della prossima settimana, sarebbe caratterizzata da una crescente figura anticiclonica.
Un po’ tutta l’Italia, dunque, vivrebbe una settimana circa all’insegna della prevalente stabilità e con ampio soleggiamento. Da evidenziare, semmai, qualche fastidio instabile occasionale sui rilievi in genere, qualcuno in più su quelli del Centro Sud, ma essenzialmente da calura pomeridiana, magari instabilità un po’ più estesa e più significativa dal weekend e verso l’inizio della settimana prossima, sui rilievi tra Calabria e Sicilia, qui per modeste infiltrazioni di correnti settentrionali sulla base anticiclonica.
Anche il quadro termico sarebbe in crescendo progressivo, dapprima sulle regioni settentrionali, più vicine al “core anticiclonico” che si collocherebbe a Ovest e non sul Mediterraneo centrale, ma temperature che crescerebbero progressivamente anche verso le aree centro meridionali entro il fine settimana prossimo.
Insomma, tutto deporrebbe, stando al quadro evolutivo nel medio periodo, per una evoluzione, per il resto di maggio, con progressive sembianze più estive che non primaverili in questa stagione oramai all’epilogo. Naturalmente, con queste premesse ci si auspicherebbe che il trend fosse oltremodo crescente in senso estivo anche in seguito, visto l’approssimarsi meteorologico della bella stagione con il primo di giugno.
Ma, indagando sulle prospettive disegnate dai modelli matematici nelle ultime ore e volte al più lungo termine, emergono dati per cui questo auspicio potrebbe essere disatteso. Il modello matematico europeo ECMWF, uno dei più performanti per cercare di cogliere le possibili tendenze bariche a lungo termine, sta proponendo scenari, nelle sue ultime simulazioni, tutt’altro che estive all’orizzonte.
Dalle ultimissime elaborazioni mattutine, ma già con cenni nei prospetti di ieri, la vasta alta pressione, che comunque nel corso dei prossimi giorni avrebbe il fulcro piuttosto decentrato verso Ovest o Centro Ovest Europa e non sul Mediterraneo, sebbene anche qui efficacemente protettiva, potrebbe essere attaccata sul lato più debole, appunto quello in propagazione verso Est e verso i nostro bacino, a opera di una ben strutturata saccatura artico-continentale in discesa dal settore russo scandinavo e puntante l’Europa centrale e anche il Mediterraneo centrale (evoluzione nella mappa di copertina su base ECMWF).

La fase di riferimento in cui questa manovra cadrebbe sarebbe proprio quella a cavallo tra maggio e giugno e, sostanzialmente, a cavallo anche tra le due stagioni, primavera e estate, estate che, con il mese di giugno, lo ribadiamo, prenderebbe il suo avvio meteorologico.
Se effettivamente l’evoluzione dovesse essere questa ultima proposta, e va sottolineato che anche il quadro ensemble dello stesso modello inizia a convergere in questo senso, dando ulteriore credibilità alla tendenza, la fase estiva o simil estiva prossima non durerebbe molto. Nel giro di una settimana circa, poco più, poco meno, le infiltrazioni di aria fresca settentrionale sull’Italia potrebbero farsi via via più determinate, con un crescendo dell’attività temporalesca soprattutto diurna.
Tra gli scenari proposti nelle varie corse del modello europeo, ci sarebbe anche l’ipotesi di affondo decisamente più sostanzioso da parte della seccatura artica, con in seno addirittura vortici instabili di matrice baltica all’indirizzo proprio dell’Italia, dunque con ipotesi anche di possibile maltempo su diverse aree del territorio.
Naturalmente, allo stato attuale dei dati e a distanza di circa 10 giorni dai possibili eventi, non è consigliabile dare apprezzabile credibilità a quanto specificamente viene proposto da ogni singola corsa modellistica, ma cogliere la possibile rottura della fase stabile anticiclonica non è affatto fuori luogo.
La contaminazione più fresca in quota potrebbe iniziare a farsi più influente da giovedì 28 maggio, arrecando possibili temporali pomeridiani più diffusi, i quali potrebbero manifestarsi con maggiore evidenza, sebbene a giorni alterni, negli ultimi giorni di maggio. Poi, con l’avvento di Giugno, ci sarebbe la possibilità che la saccatura baltica-russa possa farsi più incisiva, al punto da portare un calo termico generale sull’Italia e anche instabilità più accesa e più diffusa.
Nell’immagine pluviometrica interna, abbiano evidenziato, sempre sulla base dei dati ultimi del modello europeo ECMWF, le aree con piogge o temporali tra il 28 maggio e il 4 giugno.
Stando al prospetto attuale, i rovesci e i temporali si farebbero più ricorrenti, magari giorni più estesi, giorni meno, tuttavia sarebbero più presenti e, nel computo complessivo dell’intera settimana presa in considerazione, essi sarebbero più intensi e più continui sul Centro Nord Appennino e diffusamente al Nord, soprattutto sui settori alpini e prealpini, ma anche localmente su diverse pianure più alte o più prossime alle Alpi.
Fenomeni più irregolari via via verso Sud, meno ricorrenti su aree ioniche e su Sicilia. Soprattutto con l’arrivo di Giugno, via via inizierebbero a calare nuovamente anche le temperature, dapprima su aree adriatiche e di Nordest, poi anche sul resto dei settori, con valori che si porterebbero nelle medie del periodo o anche un po’ sotto.
Continueremo a monitorare questa evoluzione tendenzialmente più instabile a cavallo di maggio e giugno, nei nostri quotidiani aggiornamenti sul più lungo termine. Su elaborazione dati del Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio-Lungo Raggio (ECMWF). (METEOGIORNALE.IT)