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      Home » Meteo tra CALDO e FREDDO estremi, ma il terzo segnale è il più preoccupante
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      Meteo tra CALDO e FREDDO estremi, ma il terzo segnale è il più preoccupante

      Qual è esattamente? Deriva evidentemente dai primi due

      Ivan Gaddari
      Ivan Gaddari
      Pubblicato: 22/04/2026
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      3 Min Lettura
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      Osserviamo i modelli matematici con attenzione. Quotidianamente proviamo a intercettare il trend meteo climatico in divenire, valutando chiaramente tutte le ipotesi in campo. E no, non stiamo parlando di previsione, ma di linee di tendenza. La linea di tendenza, in questo caso, è quella che ci accompagnerà a fine mese e quindi attraverso il weekend del 25 Aprile e fino al ponte del 1° Maggio

       

      Dobbiamo essere onesti: a prescindere dal modello matematico analizzato ci sono almeno 3 elementi che non ci piacciono affatto. Non presi singolarmente, piuttosto contestualizzati nello stesso scenario meteorologico. Parliamo del caldo, del freddo e dei conseguenti contrasti termici. Ecco, nel titolo parlavamo di un terzo elemento, ovvero il peggiore. Sono gli sbalzi termici, il gradiente termico, i contrasti termici. La sostanza non cambia.

       

      Ciò che conta è il risultato finale e qualora dovessero realmente miscelarsi aria caldo umida subtropicale col freddo proveniente da est-nordest sarebbero dolori. In queste ore, giusto per farvi un esempio concreto, i temporali stanno attraversando le nostre regioni e in virtù dello sbalzo termico stanno assumendo spesso e volentieri carattere di vero e proprio nubifragio. Per non parlare delle grandinate, che localmente cominciano a far danno.

       

      Figuriamoci qualora dovesse accadere quanto evidenziato pocanzi, ovvero aria caldo umida vs aria fredda: il risultato sarebbe il medesimo, ovvero i temporali. Ma non temporali qualsiasi, temporali ancor più violenti rispetto a quelli che ci stanno colpendo in questo momento. Chiaramente non possiamo affatto spingerci in dettagli previsionali, d’altronde stiamo parlando di un tipo di fenomeno atmosferico in parte prevedibile ma in parte totalmente imprevedibile.

       

      Imprevedibile in particolare su entità ed esatta collocazione, le celle temporalesche sappiamo rappresentare una vera e propria spada di Damocle sull’affidabilità dei modelli a più alta risoluzione. Si possono ipotizzare condizioni ideali per lo sviluppo dei moti convettivi, ma ipotizzare esatta entità e posizionamento no, al più si possono tracciare linee guida.

       

      Comunque, tornando a quanto esposto precedentemente: il periodo a cavallo tra fine Aprile e inizio Maggio andrà seguito con molta attenzione. Perché tra l’altro stante le attuali proiezioni modellistiche non escludiamo che l’una o l’altra ipotesi possa prendere il sopravvento. Potrebbe prevalere il caldo anomalo – il Nord Africa si sta scaldando all’inverosimile – oppure il freddo – persistono strascichi artico-continentali dovuti alle pregresse dinamiche di split del Vortice Polare.

       

      Di carne al fuoco ne abbiamo davvero tanta e quel che è certo è che nelle prossime 2 settimane ci sarà tanto di cui discutere. Tanto e forse troppo, ma siamo pur sempre in Primavera e che le condizioni meteo climatiche possano cambiare umore da un momento all’altro è assolutamente parte del gioco stagionale.

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