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      Meteo in tilt: il caos atmosferico non è ancora finito

      Federico De Michelis
      Federico De Michelis
      Pubblicato: 12/04/2026
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      10 Min Lettura
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      Meteo in tilt.

      Primavera 2026, settimana di svolta: ciclone africano, temporali e temperature anomale sull’Italia

      Il ciclone nordafricano colpisce l’Italia: lunedì 13 di forte maltempo

      Osservando l’insieme delle proiezioni dei modelli matematici, si ha l’impressione di avviarsi verso una stagione primaverile più prossima alla media per quanto riguarda le temperature. Dopo la grande sfuriata di caldo ci sarà un abbassamento dei valori termici, ma attenzione: questo non significa che avremo temperature nella media. È l’impressione che emerge da un’osservazione attenta dei modelli di previsione meteorologica. Ciò che noto con persistenza, ad esempio, è un’anomalia in Pianura Padana di almeno 3°C superiore alla media. Anomalie abbastanza simili si osservano anche lungo le coste laziali.

      Contents
      • Primavera 2026, settimana di svolta: ciclone africano, temporali e temperature anomale sull’Italia
        • Il ciclone nordafricano colpisce l’Italia: lunedì 13 di forte maltempo
        • Dopo il maltempo: instabilità tra masse d’aria orientali e occidentali
        • Caldo anomalo e possibili picchi sopra i 30°C
        • Cambiamento climatico ed El Niño: prospettive preoccupanti

      Per quanto riguarda le precipitazioni nell’arco di dieci giorni, non sono attesi eccessi, tranne in qualche area più esposta.

      Il peggioramento ormai imminente avrà un forte impatto nella giornata di lunedì 13, con forte maltempo sul settore occidentale e marcata instabilità atmosferica su tutta la penisola italiana, Sardegna e Sicilia incluse. Non solo il nord-ovest sarà interessato: i temporali si organizzeranno questa volta in maniera ben più diffusa rispetto a quanto avvenuto a marzo nelle regioni del Nord Italia, con possibilità di grandinate. Le temperature stanno ormai aumentando e i contrasti termici si faranno sentire parecchio, considerando anche che negli scorsi giorni le massime sono state quasi 10°C superiori rispetto a quelle di domenica 12 aprile, in particolare sul settore nord-occidentale. C’è dunque un’energia considerevole in gioco.

      Tra le altre cose, in Sardegna si sono raggiunti, nella giornata di sabato 11, anche i 30°C. L’instabilità atmosferica, però, non viene generata dal caldo precedente: la cosa è molto più complessa.

      L’evento atmosferico più rilevante nell’imminenza è questa bassa pressione che andrà a posizionarsi col minimo – come già detto – sulla Sardegna, dove stazionerà soprattutto nella giornata di lunedì 13, per poi spostarsi verso sud-est. Questo minimo di bassa pressione si trova attualmente nel Nord Africa mentre vi scrivo, ma si porterà verso nord. La cosa che rimane eclatante è la sua vista dal satellite, che mostra un immenso corpo nuvoloso in espansione su mezza Europa occidentale, Italia compresa. Abbiamo una copertura diffusa del cielo, che tra le altre cose è intriso di polvere del deserto del Sahara, poiché c’è attualmente una corrente proveniente dal Nord Africa che sta sollevando enormi quantità di pulviscolo atmosferico.

      Già dalla notte entreremo nel vivo del peggioramento. Ne abbiamo parlato ampiamente, con approfondimenti a carattere regionale, soprattutto su Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia e Sardegna: saranno le regioni maggiormente coinvolte da questo cambiamento del tempo, con precipitazioni localmente piuttosto intense. Si sta avviando, come detto, la stagione dei temporali, che inizieranno a colpire le regioni settentrionali – un po’ a macchia di leopardo, come succede spessissimo. Non si possono definire le aree esatte che ne saranno coinvolte: con i temporali non è possibile fare diversamente, poiché al momento non esistono strumenti così efficaci da poterci dire esattamente quale località sarà interessata, anche se le previsioni forniscono comunque una probabilità buona.

       

      Dopo il maltempo: instabilità tra masse d’aria orientali e occidentali

      Passata questa perturbazione, si instaurerà temporaneamente una fase di alta pressione, ma attenzione: non avrà la durata dell’anticiclone precedente. Da ovest avanzerà, così sembrerebbe, una nuova instabilità atmosferica: si formerà un nuovo minimo di bassa pressione sull’Oceano Atlantico, che si approfondirà spingendo masse d’aria umida verso di noi. L’Italia, tutto sommato, vivrà una situazione intermedia tra aria fredda proveniente da nord-est – ovvero dall’Europa orientale – e aria più umida in arrivo da ovest. Non si profila una situazione ben definita: non c’è un’irruzione di aria fredda dalla Russia e non c’è neanche un’incursione di venti oceanici, perlomeno fino al 20-23 aprile, stando a quanto osservano i modelli matematici al momento.

      Vediamo comunque una contrazione delle temperature rispetto al periodo precedente: la settimana appena trascorsa ha visto picchi termici notevolissimi, iniziati a Pasqua. Questi si sono già contenuti e stanno scendendo. Avremo temperature mediamente superiori alla media, con la tendenza a un temporaneo calo qualora quel vento da est dovesse acquisire più forza. In questo caso – cosa che purtroppo non si può prevedere con largo anticipo – potremmo avere una riduzione anche sensibile delle temperature per l’arrivo di correnti orientali, che andranno però a interferire con quelle occidentali. Si potrebbero così verificare delle precipitazioni, niente di paragonabile a quanto avverrà tra lunedì e martedì, ma le cose potrebbero cambiare e portare a una maggiore instabilità: cosa del tutto normale quando due masse d’aria completamente differenti interagiscono tra loro su un territorio, in primavera per di più, stagione di mezzo.

      In effetti, mi sorprenderebbe un po’ che non ci fossero fenomeni rilevanti: mi aspetterei più che altro dei temporali, che potrebbero manifestarsi sia di giorno che di notte. Si tratta di un’instabilità atmosferica che verso il 18-23 aprile tenderà a essere più marcata nell’arco delle 24 ore, dovuta al fatto che due differenti masse d’aria entreranno in contatto proprio sull’Italia. L’asse di incontro, ovviamente, potrebbe variare e a quel punto provvederemo a un aggiornamento.

      Al momento non c’è una previsione che veda un’irruzione di aria fredda come avvenuto in altri anni, proveniente dalla Russia o dall’Europa settentrionale. Ricordo che in annate passate ci sono state gelate che hanno colpito i fondovalle alpini e le pianure francesi e tedesche, innescando un notevole allarme tra gli agricoltori, che accendevano i falò o annaffiavano determinate colture per impedire che il gelo procurasse danni. Una stagione che tutto sommato sembra discreta – ma attenzione: le temperature sopra la media, tendenzialmente di 2-3°C, non sono poche.

       

      Caldo anomalo e possibili picchi sopra i 30°C

      Non bisogna neppure trascurare il fatto che, con un’influenza sia da est che da ovest, nelle regioni centro-meridionali possono innescarsi correnti meridionali provenienti dall’Africa. Queste si sono già fatte sentire nella giornata di sabato 11, soprattutto sulla Sardegna, con temperature massime anche di 30°C. Nel periodo che va indicativamente fino al 18-25 aprile, questi fenomeni potrebbero replicarsi, anche in forma più intensa, con picchi termici superiori ai 30°C: cosa avvenuta anche in passato, niente di eccezionale, ma comunque possibile data l’elevata dinamicità dell’atmosfera.

      Non ci sarà un anticiclone stabile – un Anticiclone delle Azzorre, tanto per intenderci, che tende a mitigare il clima – bensì figure bariche piuttosto forti a ridosso dell’Italia, che andranno a influenzare il tempo atmosferico con estremi meteo. Questa è ormai la caratteristica che contraddistingue il clima del nostro Paese.

       

      Cambiamento climatico ed El Niño: prospettive preoccupanti

      Il clima sta cambiando e le temperature stanno crescendo a livello globale – il Riscaldamento Globale. Bisogna ricordarlo, perché ogni volta che si chiude un mese se ne parla, ma ci siamo talmente abituati che su questo argomento si registra ormai una certa assuefazione, e non se ne fa quasi più cenno se non in ambito meteorologico e scientifico. Le temperature stanno salendo in Europa e nel Nord America, con incrementi rilevanti, eppure sembra che tutti continuino a pensare all’utilizzo del petrolio come materia prima per produrre energia. Siamo in una fase di crisi molto grave, ben nota, e un cambiamento è necessario, perché il nostro pianeta inizia a essere decisamente saturo di gas serra.

      Questo aspetto è diventato politico, è diventato business ed economia: i danari muovono sia l’economia che la politica, e si creano così contraddizioni molto gravi, a discapito della scienza. È quello che sta succedendo, purtroppo. Nel frattempo dobbiamo occuparci del meteo, considerando anche questo Cambiamento Climatico che – come indicano alcuni articoli che abbiamo pubblicato – fa sì che certi indici di comportamento del clima abbiano, seppur indirettamente, un impatto maggiore rispetto al passato.

      Ci aspettiamo l’avvento di El Niño, che avrà un impatto superiore rispetto al passato, perché sarà più forte secondo i meteorologi e i climatologi che studiano questi fenomeni. In futuro li avremo più intensi, e di conseguenza i fenomeni meteorologici saranno più violenti. Questo è tutto per ora: ci aggiorneremo con nuovi articoli.

       

      Credit:

      • ECMWF – European Centre for Medium-Range Weather Forecasts
      • NOAA – National Oceanic and Atmospheric Administration
      • WMO – World Meteorological Organization
      • Copernicus Climate Change Service
      • NASA Global Climate Changeo e l’impatto visivo.
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