
Ennesimo affondo del Jet Stream e l’Omega Blocking
(METEOGIORNALE.IT) Previsione per la prossima settimana: ennesimo affondo del jet stream polare in Atlantico e gobbo africano che risale soprattutto al Centro-Nord in risposta – un classico Omega Blocking.
È palese l’incapacità del jet stream di avanzare in direzione ovest-est – flusso zonale inesistente, W2 atlantica non pervenuta, assolutamente anomalo per Aprile, vedasi la statistica – e invece la costante meridianizzazione del flusso nordatlantico, costretto a puntare sempre da nord verso sud in direzione Marocco, dove andrà come di consueto in cut-off.
Isole Canarie, Madeira e Marocco: il paradosso del freddo anomalo
Questa situazione tende, in questa fase, a favorire flussi di aria calda africana verso l’Europa e l’Italia, ma risulta allo stesso tempo estremamente attiva – e questo accade ormai da mesi, specialmente verso le aree a ovest del continente europeo – interessando ad esempio le Isole Canarie, Madeira e il Marocco, dove si verificano ripetutamente condizioni di freddo anomalo, ovvero temperature sotto la media. Le precipitazioni sulle Isole Canarie, mediamente irrisorie, quest’anno sono state eccezionalmente abbondanti. Questo schema si ripete già dall’inverno scorso, quindi dal 2025.
Nel settore orientale, ovvero l’area italiana, si sviluppano prepotentemente aree di blocco in contrapposizione a quanto descritto: anticicloni che generano lunghissimi periodi con scarse o assenti precipitazioni. Quando queste poi si verificano – e le abbiamo osservate nei primissimi periodi – sono estremamente abbondanti: impulsi di aria fredda scendono da nord ed entrano in contatto con le acque del Mar Mediterraneo, che a seguito dei lunghi periodi anticiclonici presentano temperature superiori alla media, favorendo fenomeni molto intensi.
Neve record sull’Appennino, Alpi quasi spoglie
Abbiamo visto di recente nevicate eccezionalmente abbondanti sull’Appennino centrale e su quello meridionale, con accumuli anche oltre i 3 metri. Se doveste andare a vedere i monti dell’Abruzzo e del Molise, della Basilicata, della Calabria e dell’Etna, vedreste dei veri e propri muri di neve: una quantità impressionante per quelle aree, soprattutto per il mese di Aprile.
Al contrario, al Nord le Alpi sono quasi prive di neve – o quantomeno il manto nevoso è irrisorio sino alle medie quote – e si va fondendo specialmente nei periodi di alta pressione, quando le temperature salgono e lo zero termico si porta anche oltre i 3.000 metri, superando l’altezza dei ghiacciai alpini. Con il passare dei giorni le temperature si innalzano ulteriormente: queste aree di alta pressione diventano piuttosto potenti anche in quota, favorendo una compressione dell’aria nei bassi strati con un sensibile incremento termico. Si realizzano così delle ondate di calore che, per fortuna, sono spesso di breve durata – ma stiamo pur sempre parlando di un periodo di transizione tra inverno ed estate, quello della primavera. Il problema reale arriverà d’estate, quando queste ondate avranno lunga durata e saranno estremamente persistenti.
Aria siberiana e siccità al Nord: il nodo delle precipitazioni
Fintanto che queste correnti, tendenzialmente dall’Islanda e dalla Groenlandia, punteranno verso le Isole Canarie, l’Italia continuerà a vivere questo richiamo di aria calda con anticicloni. Va però osservato anche quanto accade a est, verso la Russia: l’aria fredda proveniente dalla Siberia si va espandendo, con masse molto fredde che si porteranno verso l’Europa centro-orientale sfiorando l’Italia quanto a intensità del fenomeno. Le previsioni attuali indicano che il nostro Paese sarà solo marginalmente toccato da questo evento freddo.
Sul fronte delle precipitazioni, il quadro previsionale è alquanto arduo: i dati sono caotici e non offrono indicazioni precise. Non sono previste grandi piogge, soprattutto sulle regioni settentrionali – area che dovrebbe vedere il ritorno delle precipitazioni dopo la carenza invernale – e per il momento non sembrano essere in arrivo. Detto questo, molto spesso abbiamo visto una prima parte di Aprile piuttosto scarsa di piogge, seguita poi da un’abbondanza anche eccessiva. Il Nord Italia può risultare estremamente vulnerabile man mano che passano le settimane, soprattutto da Maggio, per i temporali che potrebbero assumere forte intensità, essere accompagnati da grandinate e dar vita a supercelle: una situazione che è ormai diventata tipica di questa area climatica.
In questo articolo ci limitiamo a un’analisi a due settimane, pur avendo una visione d’insieme più ampia. Il principale interrogativo riguarda quando inizieranno le precipitazioni sulle regioni settentrionali, che i modelli sembrano prevedere con troppo ritardo rispetto a come dovrebbero arrivare. C’è quindi il rischio che, quando giungano, lo facciano in modo imponente, soprattutto nel mese di Giugno – un mese che negli ultimi anni si è rivelato particolarmente piovoso, con fenomeni autorigeneranti: temporali che si alimentano da soli e causano precipitazioni abbondanti in aree relativamente ristrette, con accumuli nelle 24 ore che abbiamo osservato superare i 200-300 millimetri. Parliamo di eventi importanti, soprattutto se si verificano in aree densamente abitate.
