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Meteo seconda metà di Marzo: le ipotesi di due modelli AUTOREVOLI

Davide Santini di Davide Santini
08 Mar 2026 - 09:00
in A La notizia del giorno, Alla Prima Pagina Meteo, Meteo News
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Analizziamo la questione

Affinché ci sia la possibilità del ritorno delle piogge in grande stile sull’Italia ce devono essere alcune condizioni importanti. La prima è un netto rallentamento della corrente a getto proveniente da ovest. Senza questa opzione possiamo scordarci le grandi perturbazioni. Attualmente il Jet Stream è molto alto e spiccatamente veloce. Ciò non depone a favore di piogge per l’Italia.

 

Un altro punto essenziale sarebbe una disposizione favorevole delle aree di alta pressione ai margini del continente europeo. Questo perché se i massimi anticiclonici fossero comunque in una posizione favorevole per l’Italia potrebbe piovere solo in alcune regioni e lasciare a secco tante altre.

 

Il comportamento della corrente a getto

Attualmente, questo flusso di aria in alta quota è sia eccessivamente veloce, sia troppo a ovest rispetto alla penisola italiana e, di fatto, non fa piovere da noi. Se non giusto qualche pioggerella o rovescio qua e là. Ma noi analizzeremo la possibilità di vere e proprie perturbazioni. Quelle dove piove per più giorni.

 

Di fatti, per consentire a una saccatura di scendere con decisione verso il Mediterraneo centrale e colpire in pieno il nostro Paese, è assolutamente necessario che ci sia un corposo rallentamento del jet stream. Quando perde velocità diventa molto più facile che le saccature riescano ad approfondirsi sul bacino il Mediterraneo, scavando un minimo di pressione più marcato e coinvolgendo appieno lo stivale.

 

Fase di instabilità a metà mese. Non sarebbe comunque una svolta decisiva. SI vede come non ci siano profondi minimi di bassa pressione in Italia.

 

I rischi di un flusso troppo veloce

Prendiamo l’opzione contraria. Se la corrente a getto dovesse mantenere una velocità elevata, la perturbazione rischierebbe di scorrere troppo rapidamente. Magari coinvolgendo solo alcune regioni e lasciando all’asciutto altre.

 

In questi casi accade spesso che la saccatura passi più a nord dell’Italia oppure scivoli, quasi timidamente, verso l’Atlantico sud-occidentale e l’area del Marocco, come si è già verificato recentemente, del resto. In codesti casi saremmo sotto deboli correnti occidentali, portatrici di molti nubi, anche compatte, ma scarsissime piogge. Magari solo sui rilievi esposti ai flussi.

 

Possibili rapide saccature da metà mese. Non ci sono però i presupposti per una svolta totale.

 

Il ruolo delle alte pressioni

Il secondo elemento decisivo per le sorti di marzo riguarda invece la posizione dei campi anticiclonici. Non è cosa da poco. Ricordiamo che, per favorire l’ingresso delle perturbazioni sul Mediterraneo centrale, è necessario che due aree di alta pressione si dispongano in modo ben preciso.

 

La prima dovrebbe collocarsi a ovest del continente, almeno a un migliaio di chilometri dal nostro paese. La seconda, invece, dovrebbe stazionare stabilmente a est, che bloccherebbe la rapida avanzata del maltempo verso Levante.

 

Modesto canale depressionario secondo il modello americano nella seconda metà del mese. Qualche pioggia, rovesci a macchia di leopardo, ma mancano ancora le vere perturbazioni primaverili.

 

Un equilibrio molto delicato

Si tratta di una situazione che non è rara nella dinamica europea, intendiamoci, ma che richiede un allineamento molto preciso dei sistemi di pressione per funzionare a dovere. Ricordiamo una cosa, per concludere. Anche uno spostamento piccolo, dell’ordine di qualche centinaio di chilometri, può modificare completamente il quadro finale.

 

L’alta pressione potrebbe prendere il sopravvento, oppure potremmo essere interessati da perturbazioni. L’equilibrio climatico in questi casi è davvero molto delicato. Soprattutto quando si tratta di tendenze meteo a lungo termine.

 

Credit

  • NOAA National Weather Service

  • ECMWF (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts)

  • Met Office (UK)

  • Nature Geoscience (METEOGIORNALE.IT)

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Tags: alta pressionecorrente a gettoMediterraneo centralemeteo Italiasaccatura atlanticasvolta meteotemperature marzo
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Davide Santini

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Davide Santini, laureato magistrale in Fisica. Ha effettuato una tesi triennale con il professor Vincenzo Levizzani sui temporali, sulla loro suddivisione e sui fenomeni più violenti. Ha poi approfondito la tesi magistrale, con il professor Maugeri e il professor Miglietta, analizzando la correlazione tra aumento termico della temperatura estiva e probabilità di promontori di alta pressione di matrice subtropicale. Ha collaborato e collabora tuttora con Nimbus, la rivista di meteorologia italiana. Collabora dal 2018 per diverse testate meteorologiche italiane (5 in totale) e in particolare ha una esperienza quinquennale con il sito web Meteo Giornale. Tratta numerose tematiche, tra le quali previsioni a breve, medio e lungo termine; climatologia; cambiamenti climatici; etica ambientale. È esperto di analisi modellistica, di tendenze a lungo termine e analisi di radiosondaggi e profili termici verticali dell'atmosfera. È inoltre insegnante rinomato, dove prepara gli studenti delle superiori e dell'università, idoneo a trattare concorsi pubblici e privati, con professionalità e impegno.

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