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Home A Scelta dalla Redazione

Possibile El Niño STRONG nei prossimi mesi: gli effetti meteo per l’Italia

Davide Santini di Davide Santini
08 Mar 2026 - 10:00
in A Scelta dalla Redazione, Ad Premiere, Meteo News
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(METEOGIORNALE.IT) Molti lettori e meteo appassionati conoscono bene questo termine. El Niño rappresenta uno degli ingranaggi principali del sistema climatico mondiale. Forse il più potente. Per chi non lo sapesse, cerchiamo di fare un sunto molto veloce. Nasce lì nel cuore tropicale dell’Oceano Pacifico, ma le sue conseguenze non restano certo confinate a quelle latitudini.

 

Basti pensare che, quando parte, stravolge i ritmi climatici dell’intero pianeta. Modifica i regimi delle piogge, stravolge le temperature e altera la circolazione dell’atmosfera in numerose aree del mondo. Lo abbiamo visto tante volte.

 

Cosa emerge dai dati

Negli ultimi tempi, gli esperti che scrutano i satelliti e le boe oceaniche hanno notato qualcosa di interessante. Un rafforzamento dell’attività convettiva tropicale, proprio nella fascia compresa tra l’Oceano Indiano e il Pacifico occidentale. Solitamente, l’esperienza scientifica insegna che è in un contesto atmosferico di questo tipo che possono svilupparsi particolari episodi di vento lungo l’equatore.

 

Non entriamo troppo in dettagli tecnici. Potremmo risultare noiosi. Diciamo brevemente che gli Alisei (i venti tipici delle latitudini equatoriali) vengono decisamente rallentati. Il risultato è quasi immediato: una grossa fetta d’acqua calda, che solitamente si accumula nella porzione occidentale del Pacifico, viene spinta decisamente verso est.

 

Cosa ne consegue?

Queste anomalie vengono Traslate in buona parte del Pacifico. Ne consegue che il termoclino, lo strato che separa le acque superficiali più calde da quelle profonde e più fredde viene rallentato e spinto verso la profondità. Anche qui, attraverso un meccanismo meteo climatico noto ma molto complesso, permette di bloccare questo ciclo.

 

Se manca vigore alle acque profonde, ne consegue che lo strato superficiale non ha scampo: continua a scaldarsi, giorno dopo giorno. È proprio questo incastro di passaggi, ovviamente molto semplificati per i nostri lettori, che originano il tanto famigerato El Niño.

 

C’è la possibilità che si origini un Nino, magari anche di forte intensità. Seguiranno ulteriori sviluppi.

 

Alcuni presupposti

Come sempre accade in questi casi bisogna analizzare molto bene la questione. Non c’è ancora la certezza matematica. Ciò non toglie che anche diversi modelli climatici iniziano a suggerire uno scenario di questo tipo. Numerose simulazioni di lungo termine e specifiche di questa area di Globo evidenziano la possibilità di un graduale aumento delle temperature superficiali nel Pacifico equatoriale nel corso dei prossimi mesi.

 

Concludiamo dicendo che è ancora troppo presto per stabilire con precisione quanto intenso potrà essere l’eventuale evento meteo climatico, però alcuni dettagli ci indicano che potrebbe essere un episodio molto forte. Ovviamente ne riparleremo nei prossimi mesi…

 

Nino strong? Non è affatto una possibilità remota. Ci saranno eventuali aggiornamenti per capire se l’atmosfera tende verso questa opzione.

 

CREDIT

  • World Meteorological Organization (WMO) – El Niño/La Niña Update

  • National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) – Climate Prediction Center

  • European Centre for Medium-Range Weather Forecasts (ECMWF)

  • Nature Geoscience – Research Articles on Climate Dynamics

  • Science Magazine – Climate Change and Oceanography News (METEOGIORNALE.IT)

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Tags: anomalie climaticheEl Ninooceano pacificoonde di kelvinriscaldamento superficialetermoclinowesterly wind bursts
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Davide Santini

Davide Santini

Davide Santini, laureato magistrale in Fisica. Ha effettuato una tesi triennale con il professor Vincenzo Levizzani sui temporali, sulla loro suddivisione e sui fenomeni più violenti. Ha poi approfondito la tesi magistrale, con il professor Maugeri e il professor Miglietta, analizzando la correlazione tra aumento termico della temperatura estiva e probabilità di promontori di alta pressione di matrice subtropicale. Ha collaborato e collabora tuttora con Nimbus, la rivista di meteorologia italiana. Collabora dal 2018 per diverse testate meteorologiche italiane (5 in totale) e in particolare ha una esperienza quinquennale con il sito web Meteo Giornale. Tratta numerose tematiche, tra le quali previsioni a breve, medio e lungo termine; climatologia; cambiamenti climatici; etica ambientale. È esperto di analisi modellistica, di tendenze a lungo termine e analisi di radiosondaggi e profili termici verticali dell'atmosfera. È inoltre insegnante rinomato, dove prepara gli studenti delle superiori e dell'università, idoneo a trattare concorsi pubblici e privati, con professionalità e impegno.

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