MARZO rischia una brutta piega ciclonica: non ci piace per nulla
Dopo le super piogge invernali non sarebbe affatto una buona notizia
Ricordiamoci tuttavia che siamo pur sempre a Marzo e pur sempre dentro l’Inverno astronomico. A prescindere dal fatto che le giornate si stiano allungando, che i primi tepori siano già arrivati a scaldare l’atmosfera marzolina. Ma Marzo, per chi se lo fosse scordato, è un mese capace di ribaltare tutto in men che non si dica.
A tal proposito stiamo seguendo quei segnali atmosferici di cui vi abbiamo parlato in tantissimi articoli precedenti e che riguardano il Vortice Polare. Diciamo, per farla breve e semplice, che le prossime settimane potrebbero risultare piuttosto turbolente. Fredde o meno lo vedremo, ma nel frattempo stiamo monitorando un quadro evolutivo che non ci piace affatto.
Non tanto per il ritorno delle piogge, quanto per l’entità e la persistenza che le stesse potrebbero assumere qualora l’impianto barico venisse confermato. Di che si tratta? Ecco la risposta.
Stiamo già osservando una certa tendenza – preoccupante – a inserimenti depressionari tra la Penisola Iberica e il Nord Africa. Una posizione “pericolosa”, perché oltre lo scontro tra masse d’aria certamente più fredde provenienti da nord con l’aria ben più umida e mite subtropicale è letteralmente una miscela esplosiva.
Il gradiente termico è colui che innesca – così come accadde a metà Gennaio – strutture cicloniche secondarie di un certo spessore. Talvolta veri e propri Cicloni Mediterranei. Ed è quel che si evince dall’analisi modellistica comparata delle ultime ore, ovvero un possibile sviluppo ciclonico di quel genere attorno a metà mese.
La causa primaria sarebbe il netto cambio di circolazione che avverrebbe a livello europeo, laddove l’Alta Pressione punterebbe verso nord facilitando lo scivolamento di masse d’aria fredda – addirittura freddo artico – verso sud. Ma la direttrice, lo ripetiamo, potrebbe essere quella indicata: Penisola Iberica e Nord Africa.
Ovvio, tutto andrà rivisto, eventualmente confermato ed eventualmente modificato. La traiettoria degli assalti depressionari potrebbe cambiare e ci si potrebbe ritrovare col freddo sopra le nostre teste. Un colpo di coda dell’Inverno che non stupirebbe per niente e diciamolo, sarebbe meglio di quanto descritto fino a poco fa.
Perché se quanto emerso dall’analisi modellistica odierna dovesse realizzarsi il rischio di trovarci qui, tra una settimana circa, a parlare di un nuovo Ciclone Mediterraneo sarebbe elevatissimo.
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