
Pasqua soleggiata con oltre 20°C, ma prima arriva un ciclone mediterraneo freddo
Pasqua soleggiata? Alta pressione africana in arrivo, ma con alcune riserve
(METEOGIORNALE.IT) Come un bagliore improvviso all’orizzonte, ecco il meteo di Pasqua di cui si parla diffusamente: promette di essere soleggiata, addirittura mite, sotto un imponente evento di alta pressione africana che porterà le temperature verso valori superiori alle medie. Così sembrerebbe, tuttavia siamo ancora a una settimana da quel giorno e nel frattempo – pensate – avremo una nuova irruzione d’aria fredda proveniente dai Balcani, con matrice orientale, che porterà un sensibile abbassamento delle temperature su molte regioni italiane, soprattutto al centro e al sud Italia, con precipitazioni abbondanti nelle regioni meridionali, in Sicilia e in parte della Sardegna, con nevicate che sull’Appennino si spingeranno fino a quote collinari sul versante adriatico.
Sarà un vero colpo di coda invernale: una nuova bassa pressione estremamente profonda, un minimo barico eccezionalmente insolito in altri tempi, ma che negli ultimi anni è divenuto sempre più frequente, distribuendosi nelle varie stagioni dell’anno. E sì, la primavera che ci darà questo barlume di bel tempo pasquale promette anche ben altro, ovvero un’escalation di maltempo nella settimana che precede le festività. Così indicano i principali centri meteo, e stavolta a essere colpito duramente sarà il Nord Italia, che peraltro, per la sua orografia molto complessa, è capace di produrre enormi precipitazioni – come del resto molte altre regioni del Belpaese.
L’Italia è un paese dalla morfologia così articolata da risultare tra i territori con le precipitazioni più intense d’Europa per singolo evento meteorologico. Spesso lo diamo per scontato perché ci siamo abituati, eppure il fenomeno sembra intensificarsi. È vero che ci sono sempre state alluvioni, nubifragi, ondate di caldo e di freddo, ed è altrettanto vero che fa più caldo rispetto al passato, che il clima sta cambiando e che le temperature – soprattutto in Europa – sono salite come valore medio. Con l’arrivo di aprile è imminente il passaggio verso un clima più mite, ma attenzione: aprile è diventato, negli ultimi anni, un mese molto vulnerabile. Negli ultimi cinque anni è stato colpito dai colpi di coda invernali con maggiore frequenza rispetto a marzo.
Aprile il nuovo “mese pazzerello”: perché l’instabilità si è spostata in avanti
Eh sì, aprile è diventato un mese pazzerello, ben più di marzo, che in passato lo era per antonomasia. Questa inversione di tendenza si spiega col fatto che i mesi invernali sono divenuti diversi rispetto al passato – e non è cosa recente: da oltre dieci anni assistiamo a inverni miti, con brevi periodi di freddo, e a fasi così temperate da aver ridotto in modo tangibile le nevicate in pianura padana. La neve ormai non si vede quasi più, e non solo per il Riscaldamento Globale che porta a temperature più elevate, bensì perché sono cambiate le situazioni sinottiche, cioè quelle condizioni atmosferiche che portano precipitazioni in coincidenza con un periodo freddo. Il freddo arriva, ma è generalmente secco; durante la stagione invernale nevica raramente, persino sulle Alpi.
Di questo siamo consapevoli, eppure continuiamo a guardare il meteo del nostro angolo di mondo senza osservare il quadro d’insieme, nel quale invece si verificano fenomeni spesso previsti. Mi è capitato, in questi giorni, di leggere che non c’era stata alcuna irruzione d’aria fredda in Italia – tutto ciò perché evidentemente si tende a vedere solo ciò che succede nel proprio orticello. Magari chi scrive vive nell’estremo nord-ovest, che ha effettivamente registrato il favonio durante l’irruzione d’aria fredda; ma nel centro Italia la neve è caduta in alcune località fino a 400 metri di quota, la grandine è scesa a bassa quota, in Sardegna e nei paesi più alti della Sicilia i centri abitati si sono ritrovati imbiancati. Sull’Appennino è poi caduta così tanta neve da bloccare la circolazione stradale.
Il ciclone di inizio aprile: neve, vento e precipitazioni intense
Tutto questo potrebbe replicarsi nei prossimi giorni, esattamente a cavallo del 1° aprile, quando giungerà da oriente un flusso d’aria fredda associato a una profondissima area di bassa pressione, con minimo verso lo Ionio. Questa configurazione spingerà le precipitazioni da est verso ovest e, a ridosso dei rilievi, saranno intensissime. Con l’aria fredda in quota, cadrà tantissima neve – tanta, davvero tanta. Ebbene sì, e saremo in aprile, mese di primavera. Poi, quasi per magia, ecco che la Pasqua sembra darci quell’attesa speranza di bel tempo: stavolta gli operatori turistici, che finalmente si trovano davanti a un annuncio di sole, la smetteranno di prendersela con chi si occupa di meteorologia come se potessimo governare il meteo. Se avessimo quel potere…
La cultura meteorologica in Italia: un deficit da colmare
In Italia la meteorologia è molto trascurata – diciamolo pure. C’è una lacuna culturale diffusa che risente anche della scarsa attenzione dedicata alla geografia nella scuola: molti testi scolastici non sono aggiornati sul clima o ne parlano in modo estremamente superficiale. Mi capita di incontrare persone con una laurea in materie scientifiche che mostrano, in ambito meteorologico, lacune davvero sorprendenti. Ricevo email e telefonate di chi chiede: “Vedo che c’è un temporale, quindi sarà brutto tempo tutto il giorno?” – e queste domande arrivano in piena estate, nel Nord Italia.
Ebbene, il temporale è un fenomeno di breve durata: dovremmo saperlo tutti. La singola cella temporalesca, secondo i vari studi, ha una vita media di circa venti minuti. Quando dura di più è perché c’è un’auto-rigenerazione della cella: se ne aggiungono altre, si creano famiglie di temporali e allora sì, il fenomeno può protrarsi per ore, con una giornata quasi interamente sotto il maltempo. In questo caso, però, si tratta di situazioni ben organizzate che i bollettini meteorologici sono in grado di comunicarvi in anticipo.
Tornando alla previsione di bel tempo e mitezza – addirittura forse fuori stagione – che ci aspetta per Pasqua: chi andrà in Spagna vivrà giornate quasi estive, pensate un po’, eppure in Spagna hanno avuto recentemente un’ondata di freddo. Il clima è molto variabile e lo sta diventando sempre di più in Europa, dove il meteo si sta continentalizzando. Stiamo cioè osservando quelle caratteristiche meteorologiche che si riscontravano in passato – e che si ritrovano tuttora – nel Nord America, anche se là i fenomeni risultano decisamente più vistosi.
Pasqua col sole, ma con le virgolette
Pasqua col sole, così sembrerebbe, ma ci metterei le virgolette. Tutto può ancora cambiare: la tempesta che si abbatterà sul sud Italia in settimana non era prevista molti giorni fa – è arrivata di improvviso, esattamente come è apparsa di colpo la previsione di alta pressione pasquale. Il meteo è estremamente variabile, soprattutto nelle stagioni di mezzo. Ricordiamocelo: Pasqua non è Ferragosto, e una previsione oggi favorevole potrebbe tramutarsi in pioggia. Al tempo stesso, come avete visto, i cenni meteo pasquali che qualche giorno fa indicavano addirittura condizioni fredde sono improvvisamente diventati molto primaverili, con temperature ben oltre i 20°C persino nel Nord Italia. Questa è la variabilità atmosferica: frutto, sicuramente, di un Cambiamento Climatico in atto, oltre che delle fluttuazioni naturali del clima.
Il nubifragio di Dubai: un segnale che si ripete
Voglio concludere con una notizia già riportata: un gran nubifragio si è abbattuto sulla zona di Dubai, negli Emirati Arabi Uniti. In quella zona si è formata un’area temporalesca immensa nella parte desertica, là dove non c’è praticamente umidità al suolo – ma l’umidità si trova in quota, ed è quella la quota da osservare soprattutto quando si fanno le previsioni meteo. Questo temporale immenso ha scatenato in alcune località quantitativi di pioggia superiori a 200 mm. È importante sottolineare come, in quell’area, i nubifragi di estrema violenza si stiano ripetendo negli anni – anche più di uno per stagione – specialmente verso la fine dell’inverno. Segnale di un Cambiamento Climatico? Forse. Tuttavia, sappiamo che il clima viene definito dopo un’osservazione del tempo atmosferico della durata di trent’anni, con strumenti e analisi meteoclimatiche adeguate.
Credit
- WMO – Global Seasonal Climate Update Aprile-Maggio-Giugno 2026
- WMO – Extreme heat, cold, precipitation and fires mark the start of 2026
- ECMWF – Increasing observation coverage in the Mediterranean
- Copernicus/ECMWF – Climate change and public health in the Mediterranean
- WMO – Global Seasonal Climate Update Marzo-Aprile-Maggio 2026
