Il panorama meteorologico che si sta delineando sull’Italia ha quasi dell’incredibile, ricordando certi inverni d’altri tempi ma con la violenza tipica dell’era del Riscaldamento Globale. I modelli matematici parlano chiaro: entro la fine del Mese di Febbraio, una massa d’aria gelida scenderà direttamente dalla Lapponia verso le nostre latitudini. Ma prima di allora, dobbiamo fare i conti con un susseguirsi di tempeste atlantiche che stanno flagellando la Penisola.
Si tratta di centri di bassa pressione talmente profondi da ricordare più le depressioni oceaniche che i classici fenomeni del Mediterraneo. Questo dislivello barico così marcato è il responsabile dei venti di tempesta che hanno sferzato diverse regioni. In Sardegna, lo scorso Giovedì 12, le raffiche hanno toccato punte di 180 chilometri orari, raggiungendo persino i 200 chilometri orari in alcune località abitate. I danni sono ingenti: tetti scoperchiati, infrastrutture spazzate via e mareggiate distruttive lungo le coste. Insomma, un’energia cinetica impressionante che non accenna a placarsi, visto che una nuova perturbazione sta già bussando alle porte.
Al Centro e al Sud, in effetti, piove con una costanza che non si vedeva da decenni. È come se fossimo piombati in un autunno infinito, caratterizzato però da temperature piuttosto miti. Proprio questo tepore fuori stagione rappresenta un carburante pericoloso per i fenomeni estremi. Mentre noi facciamo i conti con l’umidità, nel nord del continente il Mar Baltico è quasi completamente ghiacciato, con banchise che stringono in una morsa le coste di Polonia, Germania e Danimarca.
Questa configurazione è figlia di una Nao negativa molto profonda, un indice che ha dominato l’intero Inverno. Se il Sud affoga sotto piogge torrenziali che hanno mandato in piena fiumi come l’Arno e il Tevere, il Nord vive una situazione a due facce. In Piemonte e in Valle d’Aosta abbiamo assistito a nevicate storiche, con accumuli fino a 3 metri a Prato Nevoso, ma spostandosi verso est le precipitazioni sono state decisamente più scarse.
Cosa accadrà quando l’aria fredda della Lapponia incontrerà le acque calde del Mediterraneo? Il contrasto termico esalterà ulteriormente l’instabilità. È lecito attendersi un crollo delle temperature e la trasformazione della pioggia in neve a quote bassissime, forse anche in pianura tra la fine di Febbraio e l’inizio di Marzo. Nonostante il Riscaldamento Globale renda più rari questi eventi, la dinamica attuale non esclude sorprese bianche anche nelle città del settentrione. Diciamolo chiaramente, il meteo sta diventando estremo ovunque: basti pensare ai 0°C toccati recentemente a Cuba o alle alluvioni che hanno colpito la Spagna e le Isole Canarie. Restare vigili, in questo contesto, non è più un consiglio, ma una necessità.
Credit
- World Meteorological Organization (WMO)
- National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA)
- European Centre for Medium-Range Weather Forecasts (ECMWF)
- Copernicus Climate Change Service
- Nature Geoscience