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Home A Scelta dalla Redazione

SPLIT del Vortice Polare: tutte le novità emerse dai modelli

Davide Santini di Davide Santini
09 Feb 2026 - 10:00
in A Scelta dalla Redazione, Ad Premiere, Meteo News
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(METEOGIORNALE.IT) Che fine ha fatto lo split del vortice polare? In questo articolo andiamo a vedere gli aggiornamenti meteo sulla stratosfera. Chiariamo subito il concetto. In una prima fase, sembrava acquisire una certa consistenza la possibilità di una rottura. Ultimamente però le analisi hanno progressivamente ridimensionato questa prospettiva.

 

Che cosa potrebbe succedere

Stando alle ultime simulazioni meteo, lo scenario della vera e propria rottura appare sempre meno plausibile. I ricalcoli indicano piuttosto un vortice che tende a deformarsi, allungandosi o spostandosi lateralmente, ma senza arrivare a spaccarsi in due tronconi decisi.

 

Continuiamo a ribadire il seguente fatto. L’arrivo dell’inverno e delle condizioni fredde non è legato esclusivamente a uno split del vortice polare. Quest’ultimo rappresenta sì una componente fondamentale della dinamica atmosferica alle alte quote.

 

E su questo non c’è dubbio. Ma non è l’unico meccanismo in grado di favorire ondate di freddo o fasi invernali. Inoltre, anche in assenza di una rottura certificata e validata, potrebbe non arrivare un’ondata di gelo dalle nostre parti.

 

Split del vortice polare molto meno probabile rispetto ad alcuni giorni fa. Non significa che arriveranno sole e caldo, ma le probabilità di freddo e neve diminuiscono rispetto alle prime proiezioni.

 

Analizziamo la questione

Il vortice polare si trova in una sorta di equilibrio instabile. Per farla breve, non è abbastanza forte e concentrato da imporre una circolazione zonale, ma allo stesso tempo non mostra la debolezza necessaria per innescare una svolta radicale sul continente europeo. Il suo ruolo è una sorta di borderline. Fa trattenere il freddo Alle alte latitudini e conduce sistemi perturbati verso di noi.

 

Ma non è tutto. Tanto per complicare il quadro, intervengono pure le dinamiche delle regioni tropicali. C’è troppo vapore acqueo e le precipitazioni risultano davvero intense. Oltretutto non fa nemmeno freddo, perché sul bacino il Mediterraneo vincono le dinamiche tropicali e non quelle artiche.

 

Flusso di calore veramente elevato per il periodo. Questo significa che le masse d’aria subtropicali riescono ad avere la meglio. Almeno sul bacino del Mediterraneo. L’aria artica rimane ancora piuttosto lontana.

 

Cosa potrebbe accadere?

Secondo le proiezioni dei modelli numerici, almeno fino alla metà del mese continuerà a dominare l’influenza delle correnti atlantiche sul Mediterraneo e sull’Italia. Aspettiamoci quindi precipitazioni incessanti. Ci sono poi novità a cominciare dal fine settimana del 14-15 febbraio.

 

In questo scenario, le precipitazioni intense sull’Europa occidentale e sul Mediterraneo tenderebbero ad attenuarsi, mentre l’aria fredda di origine artica potrebbe avanzare verso sud coinvolgendo, almeno in parte, anche le nostre regioni. Per ulteriori dettagli però è opportuno continuare a seguire i nostri aggiornamenti meteo.

 

È possibile un parziale cambio del pattern meteo a livello europeo. Rimane sempre un flusso piuttosto instabile, ma stavolta con temperature più basse e quota neve in calo un po’ in tutta Italia, soprattutto nel weekend del 14/15. Serviranno comunque ulteriori conferme.

 

Credits

L’articolo è stato redatto analizzando attentamente i run dei modelli meteo seguenti e rieditati dall’autore: ECMWF, Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE (METEOGIORNALE.IT)

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Tags: aria articacorrenti atlantichedinamica atmosfericaECMWFfreddogfsinstabilità atmosfericainvernomediterraneometeomodelli meteonevepattern meteo europeoperturbazioniprevisioni meteoquota nevesplit vortice polarestratosferavortice polare
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Davide Santini

Davide Santini

Davide Santini, laureato magistrale in Fisica. Ha effettuato una tesi triennale con il professor Vincenzo Levizzani sui temporali, sulla loro suddivisione e sui fenomeni più violenti. Ha poi approfondito la tesi magistrale, con il professor Maugeri e il professor Miglietta, analizzando la correlazione tra aumento termico della temperatura estiva e probabilità di promontori di alta pressione di matrice subtropicale. Ha collaborato e collabora tuttora con Nimbus, la rivista di meteorologia italiana. Collabora dal 2018 per diverse testate meteorologiche italiane (5 in totale) e in particolare ha una esperienza quinquennale con il sito web Meteo Giornale. Tratta numerose tematiche, tra le quali previsioni a breve, medio e lungo termine; climatologia; cambiamenti climatici; etica ambientale. È esperto di analisi modellistica, di tendenze a lungo termine e analisi di radiosondaggi e profili termici verticali dell'atmosfera. È inoltre insegnante rinomato, dove prepara gli studenti delle superiori e dell'università, idoneo a trattare concorsi pubblici e privati, con professionalità e impegno.

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