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Si tratta di unโevoluzione di grande rilievo dinamico, perchรฉ gli eventi di split rappresentano la forma piรน energica di disturbo del vortice in quota e sono spesso associati a conseguenze troposferiche persistenti nelle settimane successive.
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Cosa significa โsplitโ del vortice polare
In condizioni normali, il vortice polare stratosferico si presenta come una vasta struttura ciclonica compatta centrata sullโArtico. Durante un SSW major, lโintenso riscaldamento alle quote isobariche piรน elevate (tipicamente intorno ai 10 hPa) puรฒ indebolire drasticamente la circolazione zonale, fino a invertire i venti occidentali medi.
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Quando il forcing dโonda รจ particolarmente vigoroso, il vortice non si limita a spostarsi (displacement), ma si frammenta in due lobi principali: uno spesso proteso verso il Nord America, lโaltro verso il comparto euro-asiatico.
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Questo assetto modifica in modo sostanziale la distribuzione dei geopotenziali e apre una finestra temporale โ generalmente compresa tra 2 e 6 settimane โ in cui lโanomalia stratosferica puรฒ propagarsi verso il basso, influenzando la troposfera. Non รจ un automatismo, ma una possibilitร fisicamente fondata e statisticamente significativa.
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La โfinestraโ per il freddo tardivo
Quando la propagazione verso il basso si realizza, aumentano le probabilitร di configurazioni con flusso zonale indebolito e maggiore frequenza di scambi meridiani. In termini operativi, ciรฒ si traduce in una crescita della probabilitร di blocchi alle alte latitudini e di discese fredde verso le medie latitudini.
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Per lโEuropa, il periodo piรน sensibile diventerebbe quello compreso tra la seconda metร di febbraio e gran parte di marzo. Non รจ raro, in presenza di SSW major con split, osservare fasi con NAO negativa, ovvero con alta pressione tra Groenlandia e Islanda e correnti atlantiche deviate verso sud. In tali contesti, lโaria fredda continentale o artico-marittima puรฒ trovare corridoi favorevoli verso Europa centrale e meridionale.
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Va tuttavia sottolineato che la semplice presenza di un SSW non garantisce automaticamente un marzo rigido. Affinchรฉ si instauri una โcoda invernaleโ significativa, รจ necessario che la risposta troposferica si organizzi in un pattern persistente, con blocchi capaci di rigenerarsi nel tempo. La reiterazione del blocking โ i cosiddetti โreloadโ โ รจ spesso il fattore discriminante tra un episodio freddo isolato e una fase invernale prolungata.
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NAO, AO e incertezza previsionale
Lโevoluzione degli indici emisferici, in particolare NAO (North Atlantic Oscillation) e AO (Arctic Oscillation), sarร decisiva. Una NAO stabilmente negativa favorirebbe assetti piรน propensi a irruzioni fredde sullโEuropa. Viceversa, un rapido riassorbimento del segnale stratosferico o una risposta troposferica poco coerente potrebbero limitare gli effetti a semplici ondulazioni del getto senza esiti particolarmente freddi alle nostre latitudini.
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Dal punto di vista metodologico, รจ fondamentale mantenere un approccio probabilistico. Gli ensemble indicano un aumento del rischio di scenari freddi tardivi, ma non un esito deterministico. La climatologia recente mostra che marzo puรฒ ancora proporre episodi invernali, soprattutto in presenza di forcing stratosferici importanti, ma la loro intensitร e durata dipendono dallโinterazione tra dinamica emisferica e configurazioni regionali.
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Conclusioni
Lโatteso SSW major con split del vortice polare rappresenta un segnale dinamico di primo piano per lโevoluzione di fine inverno. La probabilitร di una fase fredda tra fine febbraio e marzo รจ aumentata rispetto a uno scenario privo di tale disturbo, ma resta subordinata alla reale propagazione verso il basso e alla configurazione degli indici atlantici.
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In sintesi, la โcoda invernaleโ รจ uno scenario plausibile e fisicamente motivato, ma non garantito. Le prossime settimane saranno decisive per capire se il disturbo stratosferico riuscirร a imprimere una firma marcata sulla troposfera europea o se, al contrario, verrร progressivamente riassorbito in un contesto piรน tipico di fine stagione.
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Credit: questo articolo รจ stato realizzato analizzando i dati dei modelli matematici ECMWF e GFS per le previsioni meteorologiche.
