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Home A Scelta dalla Redazione

MITEZZA fuori stagione: il lato positivo ora, l’INCUBO in Estate

Davide Santini di Davide Santini
27 Feb 2026 - 10:00
in A Scelta dalla Redazione, Ad Premiere, Meteo News
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(METEOGIORNALE.IT) Quanto è cambiata la stagione invernale negli ultimi anni? Tantissimo! Le condizioni meteo non sono praticamente più paragonabili rispetto anche solo a una trentina di anni fa. Chi abita in Valle Padana ricorda, sul finire dello scorso millennio, che era abbastanza comune avere qualche nevicata paralizzante. Non necessariamente tutte le annate, ma almeno due o tre al decennio erano garantite. Adesso invece sono sparite da anni.

 

Ci sono dei vantaggi?

Indubbiamente sì. In linea generale, non deve stupire che qualcuno possa intravedere nel riscaldamento globale perfino alcuni aspetti apparentemente vantaggiosi. Con inverni meno freddi, ad esempio, si sparge meno sale sulle strade e ciò contribuisce a preservare l’asfalto e le infrastrutture, son meno esposte a deterioramento e si può risparmiare sui costi comunali. Senza contare poi lo stress di dover sbrinare macchine, il fatto che consumino di più e che si deteriorino prima quando fa molto freddo.

 

Inverni sempre più miti. Pare lampante che sia sotto gli occhi di tutti.
Inverni sempre più miti. Pare lampante che sia sotto gli occhi di tutti.

 

Altri vantaggi

Anche sul piano domestico non ci sono pochi privilegi. Stufe, caminetti e impianti di riscaldamento vengono utilizzati per periodi più brevi, con un conseguente risparmio economico sulle bollette del gas. Chi lavora all’aperto, poi, gode di aria meno rigida. Magari ci si può anche ammalare di meno, comunque vestirsi meno imbacuccati.

 

A ciò si aggiunge un ulteriore elemento: le attività produttive subiscono meno interruzioni dovute a eventi meteo estremi invernali, come grosse nevicate. Come vedete, di pregi ce ne sono diversi. Ma non dimentichiamoci Il rovescio della medaglia. Stiamo parlando di riscaldamento globale in tutte le stagioni e non solo di mitigazioni invernale.

 

Il problema del caldo

Viene subito in mente lo stress termico quando fa molto caldo. Non tutti dispongono di impianti di climatizzazione. Soprattutto in case vetuste costruite secoli addietro dove non c’era nemmeno la benché minima possibilità di affrescarle artificialmente.

 

Nei periodi di caldo più intenso, si adottano strategie tradizionali. Che andavano bene un tempo e lo fanno tutto. Si tengono chiuse imposte e finestre durante le ore più calde della giornata, si rimane in casa fino al calare del sole e si privilegiano le attività serali o notturne.

 

Problemi anche strutturali

Non solo le nottate bollenti o le giornate rinchiusi al fresco. C’è anche un altro problema. Per quanto riguarda le infrastrutture, si osserva talvolta che l’asfalto tende a deformarsi con il caldo intenso. Anche se è vero che ci sono meno danni da gelo. Quindi è come se ci fosse una sorta di compensazione.

 

L’ulteriore rovescio della medaglia

Non dimentichiamoci però degli effetti oscuri del caldo. L’aumento dei fenomeni estremi. Quello sì che è un vero problema. Bombardamenti di grandine, raffiche di vento furiose, tornado e alluvioni lampo estive. Ci sono sempre stati tali episodi, ma non con questa violenza. Né tantomeno frequenza degli ultimi anni. Non dimentichiamoci quindi che le condizioni meteo più calde possono comportare tanti lati negativi, non sempre in mente a chi vuole solo caldo.

 

Il concreto rischio di grandine grossa nei prossimi mesi sarà una conseguenza dell'eccesso di caldo. Non tutti ci pensano...
Il concreto rischio di grandine grossa nei prossimi mesi sarà una conseguenza dell’eccesso di caldo. Non tutti ci pensano…

 

Credits

ECMWF

Global Forecast System del NOAA, 

ICON

AROME

ARPEGE

IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change)

Copernicus Climate Change Service (C3S)

NASA Goddard Institute

American Meteorological Society

JMA –

WMO – World Meteorological Organization (METEOGIORNALE.IT)

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Tags: adattamento al climaalluvioni lampoAROMEARPEGEattività produttivecambiamento climaticoclima italianoCopernicus C3Sdeterioramento asfaltoECMWFefficienza energeticafenomeni meteorologici estremigrandineICONimpatti sulle infrastruttureinverni mitiIPCCJMAmeteorologiaNASA Goddardneve in valle padanaNOAAondate di caldoprevisioni meteoprotezione abitazioniriscaldamento domesticoriscaldamento globalerisparmio energeticosalute e climasicurezza stradalestagioni invernalistress termicotornadoWMO
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Davide Santini

Davide Santini

Davide Santini, laureato magistrale in Fisica. Ha effettuato una tesi triennale con il professor Vincenzo Levizzani sui temporali, sulla loro suddivisione e sui fenomeni più violenti. Ha poi approfondito la tesi magistrale, con il professor Maugeri e il professor Miglietta, analizzando la correlazione tra aumento termico della temperatura estiva e probabilità di promontori di alta pressione di matrice subtropicale. Ha collaborato e collabora tuttora con Nimbus, la rivista di meteorologia italiana. Collabora dal 2018 per diverse testate meteorologiche italiane (5 in totale) e in particolare ha una esperienza quinquennale con il sito web Meteo Giornale. Tratta numerose tematiche, tra le quali previsioni a breve, medio e lungo termine; climatologia; cambiamenti climatici; etica ambientale. È esperto di analisi modellistica, di tendenze a lungo termine e analisi di radiosondaggi e profili termici verticali dell'atmosfera. È inoltre insegnante rinomato, dove prepara gli studenti delle superiori e dell'università, idoneo a trattare concorsi pubblici e privati, con professionalità e impegno.

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