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In stratosfera sta succedendo molto, con una fase negativa dei venti zonali a 10 hPa che suggerirebbe un possibile crollo del Vortice Polare. In teoria, uno scossone del genere potrebbe aprire la strada a correnti gelide verso le medie latitudini, ma la dinamica reale รจ piรน complessa: non basta che il segnale parta dallโalto, deve anche avere la forza di propagarsi verso il basso.
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Il passaggio di consegne verso la troposfera, lo strato dove avvengono i fenomeni che viviamo ogni giorno, sembra infatti destinato a interrompersi. Il segnale di debolezza del Vortice Polare รจ visibile e concreto, ma rischia di restare confinato in alta quota, senza riuscire a influenzare in modo diretto il tempo al suolo.
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Il muro invisibile sullโEuropa
Il principale elemento che alimenta questo stallo รจ la cosiddetta seconda onda planetaria. Questa struttura, di chiara matrice subtropicale, si รจ radicata sullโEuropa centrale agendo come un vero scudo anticiclonico.
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In pratica รจ un muro di alta pressione che impedisce alle anomalie fredde di scivolare verso sud: mentre la stratosfera tenta di spingere il freddo verso il basso, il blocco continentale respinge lโaffondo, proteggendo il cuore del continente e anche lโItalia.
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Ne deriva una circolazione che appare โstancaโ, con una marcata inerzia atmosferica. La persistenza di questa configurazione rende poco efficaci le spinte dinamiche, lasciando lโEuropa in una sorta di limbo meteorologico in cui anche le perturbazioni faticano a trovare un varco.
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Una stagione ormai logorata
Guardando al quadro complessivo, la stagione invernale appare logorata. Anche nel caso in cui un improvviso cedimento del muro pressorio permettesse ai flussi freddi di scendere verso lโEuropa centro-meridionale, il risultato potrebbe rivelarsi poco incisivo: il gradiente termico in libera atmosfera, cioรจ la differenza di temperatura tra masse dโaria, risulta ormai troppo debole per sostenere dinamiche davvero profonde e nevicate memorabili.
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In altre parole, il motore del clima invernale sembra aver perso parte della sua energia proprio sul piรน bello. Anche oltre i 1000 metri, dove di solito lโinverno mostra il volto piรน severo, cresce la sensazione di una primavera anticipata pronta a chiudere i conti con largo anticipo rispetto al calendario.
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CREDIT:
National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA)
European Centre for Medium-Range Weather Forecasts (ECMWF)
Met Office โ UK National Weather Service
World Meteorological Organization (WMO)
