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Meteo, fine stagione cambia tutto: le DATE decisive

Le date chiave indicano una possibile rottura del blocco continentale, ma sarà decisiva la propagazione del segnale dalla stratosfera alla troposfera

Angelo Ruggieri di Angelo Ruggieri
27 Feb 2026 - 17:00
in A La notizia del giorno, Alla Prima Pagina Meteo, Meteo News
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Siamo giunti a quel momento dell’anno, quel febbraio inoltrato che di solito accende le speranze di chi ama freddo e neve. Eppure il quadro che emerge dai modelli meteo è tutt’altro che scontato.

 

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(METEOGIORNALE.IT) In stratosfera sta succedendo molto, con una fase negativa dei venti zonali a 10 hPa che suggerirebbe un possibile crollo del Vortice Polare. In teoria, uno scossone del genere potrebbe aprire la strada a correnti gelide verso le medie latitudini, ma la dinamica reale è più complessa: non basta che il segnale parta dall’alto, deve anche avere la forza di propagarsi verso il basso.

 

Il passaggio di consegne verso la troposfera, lo strato dove avvengono i fenomeni che viviamo ogni giorno, sembra infatti destinato a interrompersi. Il segnale di debolezza del Vortice Polare è visibile e concreto, ma rischia di restare confinato in alta quota, senza riuscire a influenzare in modo diretto il tempo al suolo.

 

Il muro invisibile sull’Europa

Il principale elemento che alimenta questo stallo è la cosiddetta seconda onda planetaria. Questa struttura, di chiara matrice subtropicale, si è radicata sull’Europa centrale agendo come un vero scudo anticiclonico.

 

In pratica è un muro di alta pressione che impedisce alle anomalie fredde di scivolare verso sud: mentre la stratosfera tenta di spingere il freddo verso il basso, il blocco continentale respinge l’affondo, proteggendo il cuore del continente e anche l’Italia.

 

Ne deriva una circolazione che appare “stanca”, con una marcata inerzia atmosferica. La persistenza di questa configurazione rende poco efficaci le spinte dinamiche, lasciando l’Europa in una sorta di limbo meteorologico in cui anche le perturbazioni faticano a trovare un varco.

 

Una stagione ormai logorata

Guardando al quadro complessivo, la stagione invernale appare logorata. Anche nel caso in cui un improvviso cedimento del muro pressorio permettesse ai flussi freddi di scendere verso l’Europa centro-meridionale, il risultato potrebbe rivelarsi poco incisivo: il gradiente termico in libera atmosfera, cioè la differenza di temperatura tra masse d’aria, risulta ormai troppo debole per sostenere dinamiche davvero profonde e nevicate memorabili.

 

In altre parole, il motore del clima invernale sembra aver perso parte della sua energia proprio sul più bello. Anche oltre i 1000 metri, dove di solito l’inverno mostra il volto più severo, cresce la sensazione di una primavera anticipata pronta a chiudere i conti con largo anticipo rispetto al calendario.

 

CREDIT:
National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA)

European Centre for Medium-Range Weather Forecasts (ECMWF)

Met Office – UK National Weather Service

NASA Earth Observatory

World Meteorological Organization (WMO) (METEOGIORNALE.IT)

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Tags: alta pressioneEuropa Centraleinverno 2026onde planetarieprevisioni meteostratosferavortice polare
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Angelo Ruggieri

Angelo Ruggieri

Angelo Ruggieri ha acquisito la certificazione di Tecnico Meteorologo Dekra nel 2019 e nel 2020 è entrato a far parte di AMPRO (Associazione Meteo Professionisti) in qualità di Meteorologo. Si occupa di previsioni meteorologiche da oltre 25 anni. Ha redatto rapporti di eventi e studi climatologici sul proprio territorio regionale. Si occupa saltuariamente di presentazione di previsioni meteorologiche all'interno di rubriche televisive. Ha pubblicato nel 2017 un'opera dal titolo "La neve a Lanciano dal 1836 al 2016". Pubblica quotidianamente previsioni ed analisi meteorologiche su diversi siti meteo. Ha diverse specializzazioni conseguite negli anni in: 'Meteorologia di base', 'Meteorologia avanzata', 'Meteorologia in mare' presso il Centro Epson Meteo.

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