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Marzo dal meteo pazzo come Febbraio? Ce lo svela un INDICE chiave

Davide Santini di Davide Santini
23 Feb 2026 - 10:00
in A Scelta dalla Redazione, Ad Premiere, Meteo News
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(METEOGIORNALE.IT) Marzo potrebbe riproporre le condizioni meteo di febbraio? Molti lettori ci hanno fatto questa domanda. Anche se adesso le precipitazioni, oseremmo dire per fortuna, si sono placate in tutte le regioni d’Italia, la possibilità che ci sia un mese altalenante c’è e come. Questo perché il Vortice Polare rimane particolarmente debole. Abbiamo trattato di questa eventualità in un nostro approfondimento che vi invitiamo a leggere.

 

Analizziamo un indice

Un elemento molto importante di questa configurazione è rappresentato dall’andamento dell’indice NAO (North Atlantic Oscillation), che -per la prima volta dopo diversi mesi- viene previsto in una fase nettamente positiva. Per chi non lo sapesse, esso descrive la differenza di pressione tra due figure bariche fondamentali dell’Atlantico settentrionale: la depressione d’Islanda e l’anticiclone delle Azzorre. Quando la NAO assume valori positivi marcati, aumenta il gradiente pressorio tra queste due aree, favorendo un flusso occidentale rapido e teso alle medie latitudini.

 

Indice meteorologico molto tecnico, che però ci dice che -per la prima volta da mesi- l’oscillazione nord atlantica comincia a calare parecchio. Questo vuol dire che il getto di piogge dovrebbe alzarsi. In altre parole, le precipitazioni più consistenti aumenterebbero di latitudine, coinvolgendo sempre di meno il meridione.

 

Che cosa comporta

Le perturbazioni atlantiche tendono a scorrere con maggiore velocità verso le alte latitudini europee, limitando la loro capacità di scendere verso sud. Di conseguenza, l’Europa meridionale risulta spesso protetta, in modo totale o parziale, da promontori anticiclonici. Le masse d’aria più fredde rimangono così confinate prevalentemente tra la Scandinavia e le aree nord-orientali del continente.

 

Questo comporterebbe un’Italia a due velocità. Precipitazioni abbastanza frequenti al Nord, area geografica che sentirebbe maggiormente la propaggine dei flussi oceanici, e precipitazioni deficitarie al Meridione. È uno schema meteo già visto, esasperato nell’incredibile primavera 2024.

 

Mese di marzo che potrebbe risultare a due velocità. Precipitazioni sopra media nelle zone nord-occidentali, al di sotto delle medie altrove.

 

Analizziamo la cartina

Sul fronte delle precipitazioni, analizziamo la mappa sopra citata, ovvero le elaborazioni del modello europeo European Centre for Medium-Range Weather Forecasts (ECMWF). Le mappe delle anomalie pluviometriche suggeriscono che il Nord Italia e le regioni centrali affacciate sul versante tirrenico potrebbero registrare quantitativi di pioggia mediamente superiori ai valori tipici del periodo.

 

Non si tratterebbe di freddo, anche perché la quota neve rimarrebbe a media o alta montagna. Quasi impossibile che con un flusso simile ci siano condizioni meteo nevose al piano. Ciò non toglie che le precipitazioni di certo non mancherebbero. Sappiamo già che Marzo è un mese di netta ripresa pluviometrica al Nord. Con certe mappe vorrebbe dire che le precipitazioni non mancherebbero per nulla…

 

Credits

ECMWF

Global Forecast System del NOAA, 

ICON

AROME

ARPEGE

IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change)

Copernicus Climate Change Service (C3S)

NASA Goddard Institute

American Meteorological Society

JMA –

WMO – World Meteorological Organization (METEOGIORNALE.IT)

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Tags: American Meteorological Societyanomalie pluviometricheanticiclone delle AzzorreAROMEARPEGECopernicus Climate Change Servicedepressione d'islandaEuropa meridionaleflusso occidentalegetto polareGlobal Forecast SystemICONindice NAOIPCCJMAmeteo Italiameteo marzomodello ECMWFNASA Goddard InstituteNorth Atlantic OscillationOscillazione Nord-Atlanticaperturbazioni atlantichepiogge nord italiaprecipitazioni marzoprevisioni meteo marzoprimavera 2024promontorio anticiclonicosiccità Sud Italiavortice polare deboleWMO
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Davide Santini

Davide Santini

Davide Santini, laureato magistrale in Fisica. Ha effettuato una tesi triennale con il professor Vincenzo Levizzani sui temporali, sulla loro suddivisione e sui fenomeni più violenti. Ha poi approfondito la tesi magistrale, con il professor Maugeri e il professor Miglietta, analizzando la correlazione tra aumento termico della temperatura estiva e probabilità di promontori di alta pressione di matrice subtropicale. Ha collaborato e collabora tuttora con Nimbus, la rivista di meteorologia italiana. Collabora dal 2018 per diverse testate meteorologiche italiane (5 in totale) e in particolare ha una esperienza quinquennale con il sito web Meteo Giornale. Tratta numerose tematiche, tra le quali previsioni a breve, medio e lungo termine; climatologia; cambiamenti climatici; etica ambientale. È esperto di analisi modellistica, di tendenze a lungo termine e analisi di radiosondaggi e profili termici verticali dell'atmosfera. È inoltre insegnante rinomato, dove prepara gli studenti delle superiori e dell'università, idoneo a trattare concorsi pubblici e privati, con professionalità e impegno.

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