
(METEOGIORNALE.IT) Le ultime analisi dei campi di pressione al suolo e in quota evidenziano la progressiva espansione di un promontorio anticiclonico dal settore iberico verso il Mediterraneo centrale, destinato a coinvolgere l’Italia nei prossimi giorni.
Il ruolo dell’alta pressione subtropicale
L’anticiclone in formazione trae alimento da correnti miti di matrice subtropicale, convogliate lungo il bordo orientale di un’ondulazione atlantica. Questa configurazione favorirà un rialzo dei geopotenziali in quota e una generale stabilizzazione della colonna atmosferica, con riduzione dell’instabilità convettiva e progressiva attenuazione delle precipitazioni.
Gli effetti saranno più evidenti al Centro-Nord, dove sono attese condizioni in prevalenza asciutte e un aumento delle schiarite, specie nelle ore centrali della giornata. Le temperature tenderanno a portarsi su valori leggermente superiori alle medie del periodo, in particolare nei settori pianeggianti e lungo le coste, anche grazie a un contributo favonico locale nelle aree sottovento rispetto ai rilievi.
Impatti sul territorio: decrue fluviali e bilancio idrico
Dal punto di vista idrologico, la pausa perturbata rappresenta un passaggio cruciale. Dopo settimane di accumuli pluviometrici significativi, molti bacini fluviali si trovano ancora in condizioni di saturazione. La prevista diminuzione delle precipitazioni consentirà l’avvio di una fase di ‘decrue’ fluviale, con graduale abbassamento dei livelli idrometrici e alleggerimento della pressione sugli argini.

È tuttavia importante sottolineare che il miglioramento non equivale a un ritorno immediato alla normalità: i suoli, in diverse aree del Nord e del versante tirrenico, restano fortemente imbibiti. Questo significa che eventuali nuove piogge, anche non particolarmente intense, potrebbero innescare risposte rapide del reticolo idrografico secondario.
Tendenza di fine mese: possibile nuovo cambio di scenario
Le proiezioni modellistiche a medio termine suggeriscono che la fase anticiclonica potrebbe avere carattere temporaneo. Tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo si intravede la possibilità di una nuova ondulazione del getto polare, con ripresa del flusso atlantico verso l’Europa occidentale e centrale.
In tale contesto, l’Italia potrebbe tornare a essere interessata da sistemi depressionari più strutturati, accompagnati da precipitazioni diffuse e da un rinforzo della ventilazione, in particolare sui bacini occidentali e lungo le coste tirreniche. Si tratterebbe di una configurazione più dinamica, coerente con la stagionalità di fine inverno, quando gli scambi meridiani tendono a intensificarsi.
Al momento si tratta di una tendenza da confermare nei prossimi aggiornamenti modellistici, ma la traiettoria generale appare plausibile alla luce dell’evoluzione emisferica in atto.
In sintesi, il Paese si prepara a una breve tregua stabile, utile per il territorio e per la gestione delle criticità, ma con un finale di mese che potrebbe riportare l’attenzione sul ritorno del maltempo.
Credit: questo articolo è stato realizzato analizzando i dati dei modelli matematici ECMWF e GFS per le previsioni meteorologiche. (METEOGIORNALE.IT)
