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Quando l’Arno diventava ghiaccio: neve e ghiaccio a Firenze dal Medioevo al 2025

Andrea Meloni di Andrea Meloni
18 Feb 2026 - 18:10
in A La notizia del giorno, A Scelta dalla Redazione, Cronaca Meteo
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Neve e gelo 1985 Gennaio a Firenze.

(METEOGIORNALE.IT) Tra Medioevo e Piccola Era Glaciale – tra il XIV e il XIX secolo – il clima europeo era complessivamente più freddo e anche Firenze conobbe episodi di gelo oggi quasi impensabili. In quelle occasioni l’Arno gelò parzialmente o completamente, tanto da permettere attraversamenti a piedi, giochi, feste e perfino partite di calcio storico sul ghiaccio.

Le testimonianze non appartengono alla leggenda, ma provengono da diari, edizioni critiche, cronache cittadine, osservazioni dell’Osservatorio Ximeniano e studi meteorologici storici. Con l’introduzione delle misurazioni strumentali sistematiche, dal 1874, i dati diventano numericamente precisi.

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Di seguito la ricostruzione completa, cronologica e documentata, integrata con le informazioni ufficiali contenute nel volume di riferimento La neve a Firenze 1874-2010 di Emilio Borchi e Renzo Macii, basato sulle osservazioni storiche dell’Osservatorio Ximeniano.

 

I grandi geli storici con Arno ghiacciato

Gennaio 1303

L’Arno ghiacciò in porzioni consistenti, probabilmente completamente in alcuni tratti. L’11 gennaio testimoni oculari attraversarono il fiume “super glaciem”, cioè sul ghiaccio.

Fonte primaria: Diario di Giovanni di Lemmo da Comugnori (1299-1319), edito dalla Deputazione di Storia Patria per la Toscana.

All’epoca l’alveo era più ampio, con rami secondari e isolette, e la portata non regolata favoriva la formazione del ghiaccio.

10 gennaio 1490

L’Arno ghiacciò “tanto […] in modo che vi si fece su alla palla”. Tra Ponte Vecchio e Ponte Santa Trinita si giocò il calcio storico direttamente sul ghiaccio. Furono accesi fuochi con scope per scaldarsi.

Fonti primarie:

  • Diario fiorentino di Luca Landucci
  • Istorie Fiorentine di Scipione Ammirato
  • Registri dei Priori della Repubblica

Il freddo persistette per giorni.

Gennaio 1604

Gelo intenso e nevicate abbondanti. L’Arno ghiacciò con uno spessore tale da sostenere cavalli e cavalieri in armatura. Il 17 gennaio, festa di Sant’Antonio Abate, si tenne una sfilata in maschera sul fiume ghiacciato.

L’episodio è riportato nelle cronache raccolte in La neve a Firenze 1874-2010 .

Gennaio 1709 – il gelo più estremo

Tra il 13 e il 27 gennaio 1709, con picco tra il 14 e il 16, si verificò uno degli inverni più terribili della storia europea.

A Firenze caddero 70 cm di neve in soli 3 giorni. L’Arno divenne una distesa di ghiaccio continuo. Il mare della costa toscana gelò in più punti.

Temperature stimate:

  • minime fino a -23/-24°C
  • massime pomeridiane tra -8 e -10°C

Morirono centinaia di persone, soprattutto tra poveri e anziani.

Ulivi e alberi da frutto vennero distrutti.

Fonti:

  • Lettere del medico Filippo Marini
  • Osservazioni termometriche di Lorenzo Magalotti
  • Cronache fiorentine successive

Il dato dei 70 cm in 3 giorni rappresenta il record storico assoluto per la città.

 

L’era strumentale: dal 1874 in poi

I dati completi sono contenuti esclusivamente nel volume La neve a Firenze 1874-2010 . Tuttavia, grazie all’integrazione tra Osservatorio Ximeniano e fonti verificate, esiste la serie dei giorni con neve osservata dal 1874 al 2025 .

 

Numero di giorni con neve osservata a Firenze (1874-2025)

Include anche nevischio senza accumulo al suolo.

Dati principali emersi dalla serie :

  • 1874: 2 giorni
  • 1875: 5 giorni
  • 1876: 6 giorni
  • 1877: 6 giorni
  • 1878: 7 giorni
  • 1879: 6 giorni
  • 1887-1888: massimo 9 giorni in un inverno
  • 1895: 14 giorni (record storico di giorni nevosi)
  • 1904 e 1906: 11 giorni
  • 1917: massimo 8 giorni
  • 1929: 10 giorni (Arno ghiacciato, 30-40 cm totali)
  • 1940: 10 giorni (calcio sul ghiaccio)
  • 1960: 3 giorni (12 gennaio: 9 cm)
  • 1963: 7 giorni (19 gennaio: 15 cm; 3 febbraio: 18 cm)
  • 1966: 9 gennaio: 5 cm
  • 1968: 9 gennaio: 19 cm
  • 1973: 1 dicembre: 19 cm (record rapido)
  • 1976: 8 marzo: 3 cm
  • 1979: 4 gennaio: 4 cm

 

Febbraio 1929 – la nevicata del secolo

Accumulo complessivo 30-40 cm.
L’Arno ghiacciò completamente, attraversabile a piedi.
Temperatura minima all’Osservatorio Ximeniano: -10,5°C.
In Mugello si registrarono valori fino a -22°C.

 

Gennaio 1985 – il gelo dell’età moderna

L’evento più documentato del Novecento.

Accumuli giornalieri:

  • 5 gennaio: 3,5 cm
  • 7 gennaio: 3,5 cm
  • 8 gennaio: 16 cm
  • 9 gennaio: 21 cm
  • 10 gennaio: 18 cm
  • 11 gennaio: 15 cm
  • 12 gennaio: 12 cm
  • 13 gennaio: 8 cm
  • 14 gennaio: 4 cm

Totale caduto nel periodo: oltre 100 cm cumulati.
Accumulo massimo al suolo: circa 40 cm .

Record assoluto di freddo moderno:

  • -23,2°C a Peretola
  • circa -11°C all’Osservatorio Ximeniano

L’Arno gelò in larghi tratti.

 

Eventi recenti significativi

  • 28-29 dicembre 2005: 6-12 cm
  • 18-19 dicembre 2009: circa 5 cm
  • 17 dicembre 2010: 15-30 cm (20-25 cm nelle zone limitrofe)
  • 31 gennaio-1 febbraio 2012: 1-2 cm
  • 1 marzo 2018: 2-3 cm
  • 2019-2025: solo spolverate, nessun accumulo significativo in centro

 

Record assoluti di accumulo a Firenze

Secondo i dati Ximeniano/Borchi-Macii :

  • 1709: 70 cm in 3 giorni
  • 1985: circa 40 cm massimi al suolo
  • 1929: 30-40 cm
  • 2010: 15-30 cm

 

Confronto con le altre città toscane

Non esistono serie giornaliere complete pubbliche per Pisa, Siena, Arezzo, Lucca, Grosseto .

Medie annue neve in pianura (2001-2012):

  • Arezzo: circa 8,25 cm/anno
  • Pistoia/Prato: 10-15 cm/anno
  • Firenze centro: 3-6 cm/anno
  • Siena: 5-10 cm
  • Pisa: 0,25 cm
  • Grosseto/Livorno: meno di 1 cm

Eventi comparati:

  • Febbraio 1929: neve diffusa e Arno ghiacciato
  • Gennaio 1985: record regionale
  • Febbraio 1991: Siena più colpita
  • 17 dicembre 2010: neve su tutta la Toscana fino al mare

 

Perché oggi è quasi impossibile vedere l’Arno ghiacciato

Le cause principali:

  • Isola di calore urbana (+2-3°C in centro come valore spesso superiore delle periferie)
  • Arginature e regimazione dell’Arno
  • Minori portate di freddo invernale
  • Riscaldamento Globale

Le nevicate superiori a 20 cm sono diventate rarissime. Dal 2010 in poi si registrano soltanto episodi marginali. L’ultimo grande gelo con immagini spettacolari dell’Arno ghiacciato resta quello del gennaio 1985.

 

Conclusione

Firenze si colloca in una posizione intermedia nel panorama toscano: più nevosa di Pisa e Livorno, meno esposta rispetto ad Arezzo, Pistoia e talvolta Siena .

Dalle cronache medievali ai dati scientifici moderni, la storia dimostra che l’Arno ghiacciato non è mito, ma realtà documentata. Oggi, però, quelle scene appartengono quasi esclusivamente alla memoria storica.

  (METEOGIORNALE.IT)

Fonti

  • Osservatorio Ximeniano – https://www.ximeniano.it
  • ARPA Toscana – https://www.arpat.toscana.it
  • Aeronautica Militare – https://www.meteoam.it
  • Borchi E., Macii R., La neve a Firenze 1874-2010, Pagnini Editore, 2011
  • Deputazione di Storia Patria per la Toscana
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Sono il fondatore, editore e responsabile di questo portale, nonché di numerosi altri siti dedicati alla meteorologia. La mia avventura nel mondo digitale è iniziata nel 1995, quando pubblicai i primi articoli meteorologici in lingua italiana sui portali dell’epoca e su siti web amatoriali. Dopo aver sfiorato l’ingresso all’Accademia Aeronautica, ho intrapreso un percorso formativo alternativo che mi ha permesso di costruire una solida competenza in meteorologia. Tale preparazione, avviata con il corso per controllore di volo, si è consolidata attraverso lo studio indipendente di oltre 500 testi specialistici in meteorologia, climatologia e fisica dell’atmosfera. Coltivo inoltre una profonda passione per le lingue straniere — inglese, francese, spagnolo e portoghese — che continuo a studiare con costanza, anche in relazione alle mie attività professionali internazionali. Ho fondato il primo giornale meteorologico online italiano, recensito alla fine degli anni Novanta da La Repubblica e da altre testate nazionali. Nel corso degli anni ho creato società editoriali e imprese specializzate nella fornitura di servizi meteorologici per realtà di rilievo, curando previsioni e analisi per gruppi editoriali e aziende di primo piano come RCS – Corriere della Sera, Libero Quotidiano, ENI Italgas, Siemens e molte altre. Mi sono occupato anche della gestione contrattuale e della realizzazione dei siti web per i clienti, sviluppando — attraverso la mia agenzia web — le sezioni meteo dei principali quotidiani italiani. Tra le prime esperienze innovative figurano la creazione di servizi di informazione meteo via SMS per compagnie come TIM ed Eutelia, e una linea telefonica dedicata alle previsioni con un meteorologo in diretta. Le mie competenze hanno raggiunto una dimensione internazionale, con la fornitura di dati e previsioni a società in Australia, Sud America, Stati Uniti e in diversi Paesi europei. Attualmente gestisco il flusso informativo meteorologico per aziende editoriali e per operatori del settore energetico. Sono stato inoltre il primo al mondo a ideare i “Report Grandine” per l’Italia, l’Europa e il resto del mondo. Negli ultimi anni ho ampliato i miei interessi professionali, dedicandomi anche ai servizi per il turismo, allo sviluppo software e alle strategie avanzate di SEO e SEM per imprese di diversi settori. Parallelamente, ho approfondito e applicato le potenzialità dell’intelligenza artificiale avanzata, campo nel quale opero oggi come consulente e imprenditore. Sono attualmente CEO di diverse aziende, impegnate nell’innovazione digitale e nella diffusione della conoscenza meteorologica su scala globale.

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