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      Home ยป Neve di Marzo, fittissima. Questa la storia in Val Padana
      A La notizia del giornoA Scelta dalla RedazioneCronaca Meteo

      Neve di Marzo, fittissima. Questa la storia in Val Padana

      Andrea Meloni
      Andrea Meloni
      Pubblicato: 18/02/2026
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      8 Min Lettura
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      Neve Val Padana a marzo.

      Le grandi nevicate di marzo in Valle Padana: gli eventi piรน memorabili degli ultimi 100 anni

      Le grandi nevicate di marzo in Valle Padana negli ultimi 100 anni, circa dal 1926 al 2026, sono state episodi sporadici ma memorabili, piรน rari rispetto a gennaio e febbraio a causa dellโ€™avanzata stagionale primaverile.

      Contents
      • Le grandi nevicate di marzo in Valle Padana: gli eventi piรน memorabili degli ultimi 100 anni
      • 1-2 marzo 2018: il classico โ€œdopo teporeโ€ estremo
      • 9-11 marzo 2010: la piรน paralizzante in epoca recente
      • 3 marzo 2005: neve storica su tutta la pianura
      • 1ยฐ marzo 1986: esordio primaverile bianco
      • 6-9 e 13-14 marzo 1976: tra le piรน estese e durature
      • Eventi minori o meno documentati (1926-1975)
      • Note generali e trend

      La pianura di Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto ha visto accumuli significativi, superiori a 10-15 centimetri diffusi, con punte locali oltre 25-30 centimetri, solo in pochi casi, spesso legati a irruzioni fredde tardive o a gocce fredde retrograde.

      Molti eventi sono stati โ€œnon attesiโ€ per il calendario, ma il criterio piรน stringente, cioรจ neve giunta dopo un periodo mite, si applica pienamente solo ad alcuni casi, come il 2018. Ho incrociato fonti storiche, archivi meteo locali.

      Non emergono nevicate โ€œsecolariโ€ paragonabili a quelle di gennaio 1985 o febbraio 1956 e 1929, che perรฒ non appartenevano al mese di marzo. Ecco i principali episodi, in ordine cronologico inverso per rilevanza recente.

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      1-2 marzo 2018: il classico โ€œdopo teporeโ€ estremo

      Irruzione artica tardiva dopo un gennaio 2018 tra i piรน miti da due secoli, con anomalie fino a +10ยฐC sullโ€™Artico e temperature ben sopra media al Nord.

      Il 1ยฐ marzo neve farinosa da addolcimento su tutta la pianura padano-veneta: accumuli intorno ai 10 centimetri a Torino, Milano, Bologna, Venezia e Padova, insoliti per la data. Temperature massime negative: -2,0ยฐC a Ferrara, -1,8ยฐC a Bologna, valori di 12-15ยฐC sotto le medie, rarissimi a inizio marzo; primato dal 1929 a Pontremoli con -1,1ยฐC.

      La neve attecchรฌ facilmente grazie al cuscino freddo. Evento eccezionale per latitudine e tardivitร , paragonabile al 3 marzo 2005, ma con freddo ancora piรน anomalo.

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      9-11 marzo 2010: la piรน paralizzante in epoca recente

      Vortice gelido stazionario con tormente diffuse su Lombardia e Veneto. Accumuli record per marzo in molti siti.

      A Pavia 33,5 centimetri, una delle nevicate piรน importanti di sempre per il mese. A Brescia 20-30 centimetri, senza riscontri paragonabili nel Novecento per la data. In diverse zone lombarde, tra Cremonese, Pavese e Alessandrino, caddero 20-40 centimetri, con punte di 50-60 centimetri sullโ€™Appennino.

      In Veneto accumuli tra 5 e 10 centimetri, con Verona che registrรฒ lโ€™episodio piรน significativo dal 1976.

      Evento fuori logica per marzo, con condizioni da blizzard e bora fino a 150 chilometri orari. Fu lโ€™ultima vera ondata di gelo primaverile estesa. Lโ€™inverno 2009-2010 era giร  stato nevoso, ma la fase di inizio marzo risultรฒ particolarmente fredda e umida. Impatto notevole, con trasporti bloccati e disagi diffusi.

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      3 marzo 2005: neve storica su tutta la pianura

      Irruzione artica da est associata a un fronte da sud-ovest. Neve copiosa su tutta la Val Padana e sulla Liguria, con Genova imbiancata e accumuli tra 10 e 50 centimetri a seconda delle zone.

      A Milano e nelle aree limitrofe si registrarono 15-20 centimetri, con punte oltre 30 centimetri; a Pavia 12,5 centimetri; nel Nord-Est 15-20 centimetri e oltre.

      Temperature minime tra -4ยฐC e -7ยฐC nei giorni precedenti favorirono neve farinosa e attecchimento immediato. Lโ€™evento fu definito โ€œstoricoโ€, con cittร  e autostrade paralizzate. Non preceduto da mitezza prolungata, poichรฉ lโ€™inverno era giร  freddo, ma comunque inatteso per il mese.

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      1ยฐ marzo 1986: esordio primaverile bianco

      Correnti russe associate a un vortice umido sulla Spagna determinarono nevicate diffuse.

      Accumuli: Pavia 28 centimetri, Milano 8 centimetri; imbiancate anche Torino, Novara, Bergamo, Venezia e Bologna. Temperature di -2ยฐC a Milano e Torino.

      Febbraio 1986 fu uno dei piรน freddi del secolo, con neve al suolo per tutto il mese in molte zone: non si trattรฒ quindi di un evento โ€œdopo miteโ€, ma lโ€™episodio risultรฒ comunque sorprendente per lโ€™inizio della primavera meteorologica. Neve granulosa o farinosa.

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      6-9 e 13-14 marzo 1976: tra le piรน estese e durature

      Goccia fredda retrograda da est con nevicate abbondanti su tutto il Nord.

      A Verona 12-14,5 centimetri il 9 marzo; a Varese totale di 27 centimetri distribuiti su sei giorni nevosi. Coinvolte anche Torino, Milano, Brescia, Bologna, Rimini e gran parte del Veneto, con accumuli superiori a 10 centimetri.

      Nella seconda decade si verificรฒ unโ€™ulteriore ondata fredda con nuove nevicate.

      Il mese nel complesso non fu rigidissimo, ma questi episodi rientrano tra i piรน rilevanti del dopoguerra per marzo, spesso citati nei confronti con 2010 e 2018. Accumuli e durata furono eccezionali per il periodo, con disagi diffusi.

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      Eventi minori o meno documentati (1926-1975)

      Nel marzo 1954 e 1955 si registrarono nevicate leggere o moderate, fino a 10 centimetri su Nord-Est, Emilia e Lombardia orientale, ma non si trattรฒ di eventi di grande rilievo.

      Tra gli anni Venti e Sessanta la nevositร  media annua in pianura risultava modesta, tra 20 e 45 centimetri complessivi invernali secondo uno studio ISTAT/Poligrafico del 1971, con marzo generalmente meno nevoso rispetto a gennaio e febbraio.

      Nessun episodio paragonabile a quelli descritti in precedenza: le grandi nevicate storiche, come 1929 e 1956, si concentrarono infatti in febbraio o gennaio. Le serie di Pavia e di altre stazioni storiche non riportano accumuli superiori a 15-20 centimetri in marzo in quel periodo.

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      Note generali e trend

      Gli accumuli piรน elevati in marzo raramente superano i 20-30 centimetri diffusi, con eccezioni locali come il 2010 a Pavia. La neve โ€œmarzolinaโ€ spesso dura poco โ€“ โ€œdura dalla sera alla mattinaโ€, recita il proverbio โ€“ ma in questi casi il freddo intenso ne favorรฌ la conservazione.

      Gli episodi piรน inaspettati dopo un periodo mite restano rari: il 2018 rappresenta il caso da manuale, con gennaio molto mite seguito da un crollo improvviso. Altri eventi arrivarono dopo inverni giร  freddi o in contesti atmosferici variabili.

      Dal 1980 in poi gli episodi si sono diradati, in coerenza con il Riscaldamento Globale, che rende gli inverni piรน brevi e marzo sempre piรน primaverile. Tuttavia la variabilitร  atmosferica consente ancora sorprese, come dimostrato nel 2010 e nel 2018.

      Questi sono gli episodi che entrano di diritto nella โ€œtop listโ€ delle grandi nevicate marzoline padane dellโ€™ultimo secolo.

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      Fonti di supporto
      Dati climatici e rianalisi: ECMWF
      Dataset globali e archivi storici: NOAA
      Database climatologici europei: Copernicus Climate Change Service โ€“ C3S

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