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Un paradosso in Cina: le politiche intensive sul clima peggiorano l'aria

Diciamolo chiaramente: la lotta della Cina contro lo smog è stata un successo senza precedenti, forse una delle più grandi vittorie per la salute pubblica

Effetti negativi nel contrasto del cambiamento climatico in Cina

Diciamolo chiaramente: la lotta della Cina contro lo smog è stata un successo senza precedenti, forse una delle più grandi vittorie per la salute pubblica degli ultimi decenni. Da quando, nel 2013, è stato lanciato il piano d’azione per la prevenzione e il controllo dell’inquinamento atmosferico, il paesaggio urbano di metropoli come Pechino è cambiato radicalmente. Le centrali a carbone sono state dotate di sistemi di filtraggio all’avanguardia, l’industria pesante è stata modernizzata e gli standard sulle emissioni sono diventati severissimi. Il risultato? Una riduzione di oltre il 50% del Particolato atmosferico.

Eppure, c’è un rovescio della medaglia. Uno di quelli che non ti aspetti e che mette in crisi le nostre certezze sulla transizione ecologica. In effetti, mentre l’Anidride Solforosa – quel gas irritante responsabile delle piogge acide – è crollata di due terzi, una nuova ricerca pubblicata su Geophysical Research Letters suggerisce che questo progresso stia involontariamente accelerando il Riscaldamento Globale. Sembra un controsenso, vero? Pulire l’aria dovrebbe aiutarci, non complicare le cose. Ma il sistema climatico, si sa, è una macchina di una complessità disarmante.

Il punto è che queste politiche ambientali stanno funzionando esattamente come previsto per migliorare la qualità dell’aria, ma l’atmosfera non reagisce solo in termini di salute umana. Quando lo zolfo viene emesso, forma i cosiddetti Aerosol Solfatici. Si tratta di particelle minuscole, quasi invisibili, che fluttuano nella Troposfera e nella Stratosfera, agendo come una sorta di gigantesco ombrello riflettente. Rimandano la radiazione solare nello spazio prima che possa scaldare la superficie. Insomma, per decenni l’inquinamento ci ha protetto da una parte del calore che noi stessi stavamo intrappolando con i gas serra.

Si stima che questo effetto di schermatura abbia compensato circa un terzo del riscaldamento causato dalle emissioni di Anidride Carbonica. Ora che la Cina ha chiuso i rubinetti dello zolfo, quell’ombrello si sta chiudendo. Meno specchi in cielo significano più luce che colpisce il suolo. I modelli climatici indicano che il solo calo delle emissioni cinesi potrebbe aver aggiunto tra lo 0,06°C e lo 0,07°C al computo totale della temperatura globale tra il 2007 e il 2025. Può sembrare una bazzecola, ma in un mondo dove ogni decimo di grado conta per l’innalzamento del livello dei mari e l’intensità degli uragani, è una cifra che pesa come un macigno. Rappresenta circa il 12% del riscaldamento osservato in quel periodo.

Non è solo una questione di termometri che salgono. Questa pulizia forzata dei cieli ha innescato cambiamenti nelle precipitazioni e nella chimica atmosferica dell’intera Asia. Utilizzando modelli avanzati e osservazioni raccolte da aerei di ricerca nella regione del monsone estivo, gli scienziati hanno calcolato che la riduzione delle emissioni tra il 2010 e il 2020 ha ridotto la concentrazione di Aerosol Solfatici di oltre il 20% sopra il Nord Pacifico. Anche vicino ai tropici il calo è stato sensibile. In alcune aree specifiche, l’impatto sul bilancio energetico del pianeta è stato fino a sei volte superiore alla media globale.

Mentre la Cina ripulisce, la situazione in India segue però una traiettoria opposta. Lì le emissioni sono aumentate, creando un equilibrio regionale instabile e complesso. Le particelle che finiscono nella Stratosfera, tra i 12.000 e i 50.000 metri di quota, hanno vita lunga e viaggiano lontano, influenzando il clima a migliaia di chilometri di distanza dai confini nazionali.

Dobbiamo quindi smettere di filtrare le ciminiere? Assolutamente no. L’inquinamento da zolfo uccide milioni di persone ogni anno e danneggia gli ecosistemi in modo irreversibile. Il raffreddamento che fornisce è solo un “trucco” temporaneo e pericoloso. Gli Aerosol Solfatici restano in aria per pochi giorni o settimane, mentre i gas serra persistono per secoli. Non c’è partita. La priorità assoluta resta tagliare il metano e la CO2. Tuttavia, questa scoperta ci ricorda che la transizione verso un mondo più pulito sarà tutt’altro che lineare. I nostri modelli devono tenere conto di questo sbilanciamento se vogliamo prevedere con precisione dove ci porterà il clima nei prossimi anni. La strada è quella giusta, ma dobbiamo essere pronti a gestire il calore che l’aria pulita, paradossalmente, lascerà passare.

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