
(METEOGIORNALE.IT) La prima decade di Gennaio si chiude ufficialmente con temperature sotto le medie, frequenti perturbazioni, piogge e anche episodi di neve fino in pianura, come la nevicata dell’Epifania in Emilia-Romagna. In definitiva un esordio del nuovo anno pienamente invernale, un qualcosa che oggigiorno appare straordinario visti i precedenti degli ultimi inverni. Ora, però, gelo e neve potrebbero prendersi una pausa.
Ultima sferzata fredda prima della tregua
In queste ore il nostro Stivale è alle prese con un’altra perturbazione nord-atlantica, alimentata dal freddo artico, che raggiungerà l’apice dell’intensità nella notte tra domenica 11 e lunedì 12 gennaio. I venti gelidi settentrionali lambiranno soprattutto le regioni adriatiche e il Sud, producendo un brusco calo delle temperature, fiocchi di neve sparsi fino in pianura e minime sotto lo zero.
Tuttavia si tratterà di una ondata di gelo davvero marginale, che non porterà assolutamente accumuli di neve né in collina né tantomeno in pianura. Qualche centimetro sarà possibile solo lungo l’Appennino centro-meridionale, dove le precipitazioni saranno leggermente più consistenti grazie all’effetto stau.
Alta pressione in rimonta e stop al freddo da Est
L’aria fredda si allontanerà rapidamente dall’Italia sotto la spinta dell’alta pressione subtropicale, che sembra ormai intenzionata a riprendere in mano le redini del meteo del Mediterraneo, soprattutto sulle regioni del Sud nel corso della settimana entrante. Ed ecco che freddo e neve si prenderanno una pausa abbastanza prolungata.
Per essere più chiari, ci sarà un vero e proprio reset barico tra Atlantico ed Europa: il gelo situato sull’Est Europa si ritirerà rapidamente verso la Russia e verso l’Artico, favorendo l’arrivo dell’alta pressione su tutta l’Europa centro-orientale. Al contrario, le perturbazioni atlantiche prenderanno il sopravvento su tutta l’Europa occidentale ed ecco che si riattiveranno definitivamente le correnti occidentali su tutto il Vecchio Continente.
Questo significa che sul nostro Stivale, dopo una parentesi stabile e più gradevole tra il 14 e il 15 gennaio, ci sarà il nuovo ritorno di nubi e piogge di origine atlantica, ma con temperature più alte rispetto a quelle dei giorni scorsi.
Seconda decade dominata dall’Atlantico
- Pausa del freddo da Est fino a circa il 20 gennaio
- Perturbazioni atlantiche su Italia ed Europa centro-occidentale
- Aria fredda russa e artica confinata nelle aree d’origine

Gelo russo verso l’Italia?
Il freddo da Est si concede quindi una pausa prolungata che potrebbe persistere addirittura fino al 20 gennaio. L’intera seconda decade del mese sarà dominata essenzialmente dalle perturbazioni atlantiche non solo in Italia, ma su buona parte dell’Europa centro-occidentale, mentre l’aria fredda russa ed anche quella artica resteranno confinate nei propri territori d’origine.
Dagli ultimi aggiornamenti a lungo termine dei principali centri meteo emerge però una nuova finestra per l’arrivo del gelo, una nuova presunta occasione che potrebbe palesarsi nella terza decade di gennaio. Proprio nell’ultima parte del mese il Vortice Polare potrebbe indebolirsi nuovamente, favorendo la risalita dell’alta pressione delle Azzorre su Portogallo, Spagna, Francia e Gran Bretagna.
In questo modo il freddo artico-continentale, ovvero quello proveniente dalla Scandinavia e dalla Russia, potrebbe riprendere il cammino verso l’Europa e verso il Mediterraneo, aprendo le porte a una nuova possibile ondata di gelo intenso e neve.
Fonti e modelli previsionali
Per delineare questa possibile evoluzione atmosferica sono stati analizzati i dati e le proiezioni dei principali centri meteo internazionali, in particolare il GFS (https://www.ncep.noaa.gov), il centro europeo ECMWF (https://www.ecmwf.int) e le elaborazioni ufficiali della NOAA (https://www.noaa.gov). (METEOGIORNALE.IT)
