
(METEOGIORNALE.IT) Per capire come possa evolvere una stagione bisogna chiarire alcuni concetti essenziali. Innanzitutto, in questo articolo non trattiamo di previsioni meteo. Non possiamo sapere che tempo farà il giorno X o la settimana Y. Ma parliamo dal punto di vista statistico.
Ed ecco che entrano in gioco modelli molto più complessi, meno noti al grande pubblico, che non producono una singola previsione ma una serie di possibili sviluppi. Stiamo parlando dei famosi Ensemble. È come osservare tante traiettorie possibili: se sono tutte simili, la previsione è affidabile; se divergono, significa che l’incertezza è elevata.
Come si leggono
Entro i primi 3-5 giorni questi strumenti offrono risultati piuttosto solidi, ma quando lo sguardo si allunga verso 10 giorni e oltre il quadro diventa inevitabilmente più sfocato. Nonostante ciò, analizzando l’insieme dei dati, emerge un segnale ricorrente.
O se volete una tendenza di fondo che suggerisce un cambiamento netto rispetto alla situazione attuale. Non si tratta di semplici perturbazioni locali, bensì di enormi spostamenti di masse d’aria, capaci di condizionare, alla lunga, il tempo in centinaia di migliaia di chilometri quadrati di territori.

Mappe a lungo termine
Lontanissimo da noi, ma non per questo meno importante, si nota la formazione di una vastissima area di aria gelida sulla Siberia centrale. Un vero e proprio colosso di freddo intenso che potrebbe muoversi lentamente verso ovest, oltrepassando gli Urali e dirigendosi verso l’Europa.
Stabilire con precisione il percorso di questa massa d’aria è estremamente difficile, ma alcune proiezioni indicano come zone più esposte l’Europa centrale e, in parte, le isole britanniche. In caso di conferma, si parlerebbe di un’ondata di gelo severa. È un po’ quello che sta succedendo in queste ore già sull’Europa settentrionale e orientale.
E per l’Italia?
Come spesso accade in questi casi, la situazione resta più incerta. La presenza delle Alpi e del Mediterraneo rende il nostro Paese particolarmente sensibile a piccoli cambiamenti di traiettoria. Al momento, lo scenario più probabile vede il freddo intenso rimanere oltreconfine. Ma comunque sulla penisola godremo di un periodo spiccatamente invernale. Senza però urlare e sbandierare ai quattro venti giro epocale.

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Martin Graf | Dreamstime.com
Un ulteriore problema
A rendere il quadro ancora più intrigante c’è l’assenza, almeno per ora, di un marcato riscaldamento stratosferico, evento spesso associato alle grandi ondate di gelo. Ne abbiamo trattato in questo articolo. Questo suggerisce che i meccanismi in gioco possano svilupparsi anche a livelli più bassi dell’atmosfera.
Oltretutto, è bene chiarire il concetto. Quando c’è un riscaldamento stratosferico non è affatto detto che per forza arrivino gelo e neve in Italia. Mentre quando non c’è, nulla ci vieta di avere un periodo dal cinema più freddo della media.
Inverno si, inverno no?
Come potete vedere, sono tantissime le variabili in gioco. Non esiste la soluzione per tutto. È possibile che avremo un periodo piuttosto dinamico e marcatamente freddo, ma solo entro la prima metà del mese di gennaio. Successivamente, sono probabili aumenti termici almeno a livello europeo. Nulla ci vieta di avere una fase meteo invernale anche in febbraio o addirittura in marzo. Ma, a maggior ragione, saranno ondate di freddo “mordi e fuggi”.

Regina Sarkuviene | Dreamstime.com
Credit
Global Forecast System del NOAA,
IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change)
Copernicus Climate Change Service (C3S)
