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Non c’è tregua. O meglio, qualche piccola tregua c’è e ci sarà, ma il via vai di perturbazioni provenienti dall’Oceano Atlantico è destinato senz’altro a proseguire. Perturbazioni che porteranno tante piogge ma anche neve, soprattutto su alcuni settori alpini come ad esempio la fascia occidentale

 

Ma prima di andare a trattare dettagliatamente quello che sarà il peggioramento, severo, del fine settimana dobbiamo necessariamente riprendere in mano l’analisi della circolazione atmosferica. Perché se è vero che dall’altra sponda dell’Atlantico – leggasi USA – è in atto un’ondata di gelo (l’ennesima) da record è altrettanto vero che sul continente europeo abbiamo un netto dominio del flusso zonale.

 

Ciò che sorprende, visto il periodo, è la persistenza di un’intensa attività depressionaria a ridosso dell’Europa occidentale. Sorprende perché simili configurazioni sarebbero state “normali” nel corso della stagione autunnale, viceversa non lo sono affatto considerando che siamo nel bel mezzo dell’Inverno.

 

Ma dobbiamo necessariamente prenderne atto, evidentemente la reattività della troposfera sta mettendo in seria discussione quello che avrebbe potuto rappresentare l’ennesimo diktat di un Vortice Polare Stratosferico piuttosto coriaceo. Coriaceo perché fino a questo punto, benché per niente e forma e spesso e volentieri debole, non sta lasciando – almeno per ora – alcuna possibilità di condizionamento troposferico.

 

Probabilmente dovrà chinare la testa a Febbraio, allorquando le varie proiezioni modellistiche continuano a mostrarci uno “split” collocabile grosso modo verso la conclusione della prima decade mensile. Ma questo è un altro discorso e lo affronteremo in altra sede. Quel che conta, in questo momento, è che non ci sarà alcuna pausa. Non ci sarà alcun miglioramento anticiclonico. Non ci sarà un’Alta Pressione capace di prendere il sopravvento.

 

Ed ecco qui che nel corso del weekend il transito dell’ennesima perturbazione dovrebbe ricevere il solito contributo energetico del Mediterraneo. Il peggioramento, quindi, rischia ancora una volta di scaricare al suolo tanta pioggia e le regioni che potrebbero patirlo maggiormente dovrebbero essere – ancora una volta – le due Isole Maggiori e la Calabria.

 

Qui, infatti, i modelli matematici a più alta risoluzione confermano accumuli imponenti, che ovviamente si andranno a sommare alla tantissima pioggia già caduta. Le stime inerenti gli accumuli le faremo nel corso delle prossime 48 ore, così come andremo a valutare insieme l’eventuale coinvolgimento di altre regioni. Perché qualche pioggia potrebbe estendersi alla fascia tirrenica, così come potrebbero tornare abbondanti nevicate sulle Alpi occidentali.

 

Insomma, il lungo periodo perturbato non accenna a placarsi e chi sperava in un miglioramento almeno di qualche giorno dovrà ancora attendere. Mai come quest’anno serve tanta pazienza.

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