
(METEOGIORNALE.IT) L’Italia sta vivendo una fase di tranquillità e di pausa dopo tanto maltempo e tanto freddo di stampo artico, merito senza dubbio dell’alta pressione subtropicale che da qualche ora si è riproposta all’interno del Mediterraneo, in particolar modo al Sud, dove nelle prossime ore vivremo i momenti più belli della settimana grazie al Sole e a temperature un po’ più gradevoli.
Tuttavia la pausa non durerà a lungo e già nel corso di giovedì avremo un graduale peggioramento a partire dal Nord, per l’arrivo di nuove perturbazioni atlantiche che potrebbero culminare nei prossimi giorni con nubifragi e addirittura con un ciclone mediterraneo.
Cambio di circolazione: ciao freddo, spazio a piogge intense
Il cambio di circolazione rispetto alla prima decade di gennaio sarà ragguardevole: non ci saranno più i venti freddissimi settentrionali a dominare la scena, pertanto scordiamoci la neve a bassa quota nel corso della settimana e almeno fino al 20 gennaio.
Al loro posto torneranno venti più tiepidi e umidi meridionali e soprattutto le perturbazioni atlantiche, colme di pioggia, nubifragi e temporali intensi. Con l’arrivo di queste perturbazioni, che non saranno assolutamente alimentate da aria artica in quota, ci attendiamo un graduale aumento della quota neve in montagna, tanto che sulle Alpi potrà nevicare solo al di sopra dei 1200 metri.
Prime piogge insistenti tra 16 e 18 gennaio
Più in basso, invece, di pioggia ne cadrà davvero tanta secondo gli ultimi aggiornamenti dei principali centri meteo. Dapprima dovremo fare i conti con un vasto fronte semi-stazionario tra il 16 e il 18 gennaio.
Questo fronte instabile, legato alla saccatura nord-atlantica che sprofonderà sulla Penisola Iberica, determinerà piogge insistenti e localmente forti tra Liguria, Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia, Toscana e Sardegna. Già in questa fase potremmo imbatterci in accumuli pluviometrici importanti, localmente superiori ai 100 mm a ridosso delle aree montuose.
Le regioni più coinvolte nella prima fase:
- Liguria e Piemonte
- Valle d’Aosta e Lombardia
- Toscana e Sardegna
Rischio ciclone mediterraneo a inizio prossima settimana
La situazione potrebbe però degenerare improvvisamente ad inizio della prossima settimana, ovvero tra lunedì 19, martedì 20 e mercoledì 21 gennaio. In questo frangente una grossa parte della saccatura fresca, che nel frattempo avrà raggiunto la Penisola Iberica, potrebbe sprofondare sul Nord Africa, dove entrerebbe in contrasto con la catena dell’Atlante e con l’aria molto più tiepida presente sul deserto del Sahara.
Da questi forti contrasti potrebbe nascere un ciclone insidioso e ben organizzato, pronto a risalire sul Canale di Sardegna e a gettarsi nel Mediterraneo, dando vita a un ciclone in piena regola.
Proprio questo ciclone potrebbe rappresentare un serio problema per il nostro Stivale, poiché sul suo bordo orientale risalirebbe un’enorme quantità di umidità e aria tiepida nordafricana, pronta a tramutarsi in forti piogge e nubifragi.

Aree a rischio accumuli eccezionali:
- Liguria (Genovese, Savonese) e Piemonte (Torinese)
- Sardegna
- Sicilia orientale
- Calabria ionica
- Basilicata e Puglia
Gli ultimi aggiornamenti indicano accumuli di pioggia molto elevati nei prossimi sette giorni, tanto che potremmo superare i 300 mm complessivi a ridosso del Torinese, del Genovese e del Savonese, ma anche sulla Sicilia orientale, sulla Calabria ionica e sulla Sardegna.
L’evoluzione relativa all’inizio della prossima settimana resta però ancora ricca di incertezze. Saranno quindi necessarie ulteriori analisi e nuovi aggiornamenti nei prossimi giorni per chiarire la traiettoria definitiva di questo insidioso ciclone mediterraneo e valutarne con maggiore precisione gli impatti sul territorio.
Fonti e modelli previsionali
Per questa analisi sui nubifragi e sul possibile sviluppo di un ciclone mediterraneo sono state consultate le più recenti elaborazioni dei principali centri meteorologici internazionali, tra cui il modello GFS (https://www.ncep.noaa.gov), il centro europeo ECMWF (https://www.ecmwf.int) e i dati ufficiali della NOAA (https://www.noaa.gov). (METEOGIORNALE.IT)
