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Neve in Val Padana grande assente. Cosa dicono le nuove previsioni meteo

Ci risiamo, o forse dovremmo dire che non è mai iniziata davvero. La Val Padana occidentale, ancora una volta, resta a guardare. Se ci pensiamo, è quasi

Neve Val Padana grande assente.

Ci risiamo, o forse dovremmo dire che non è mai iniziata davvero. La Val Padana occidentale, ancora una volta, resta a guardare. Se ci pensiamo, è quasi paradossale: mentre il settore orientale, e parlo nello specifico dell’Emilia orientale e della Romagna, ha visto i fiocchi cadere copiosi fino a imbiancare le spiagge – e i video del litorale innevato hanno fatto il giro del web – a ovest la situazione è desolante.

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Mancano le precipitazioni, è questo il punto. Inutile girarci intorno. Paghiamo lo scotto di un deficit pluviometrico che si trascina da troppo tempo su Piemonte e Lombardia.

Il cuscinetto freddo reggerà?

Non è tanto l’assenza di freddo a preoccupare, bensì la tempistica. Il famoso “cuscinetto” di aria fredda, quella riserva termica intrappolata nei bassi strati che permette alla neve di cadere anche in pianura, è ancora presente. Anzi, nel corso di Lunedì 12 Gennaio potrebbe persino intensificarsi lievemente. Ma c’è un “ma”.

Le precipitazioni sono previste in arrivo durante la settimana, inizialmente timide e poi via via più convinte. Tuttavia, proprio quando l’acqua arriverà, il freddo potrebbe andarsene. Il cuscinetto verrà gradualmente eroso dalle correnti sud-occidentali. Certo, sembrano correnti un po’ fiacche, non impetuose, il che manterrà lo zero termico non troppo elevato, ma per vedere nevicare in piazza Duomo a Milano servirebbe un miracolo, insomma, è estremamente difficile.

Discorso diverso per il Piemonte. Su Torino le probabilità sono leggermente più alte, anche se la neve vera e propria non è garantita nemmeno lì. Chi invece vedrà sicuramente i fiocchi sono le aree a bassissima quota del cuneese, dove la dama bianca tornerà a farsi vedere, complice un nuovo calo delle temperature previsto anche per la prossima settimana.

Uno sguardo verso fine Gennaio

Allargando l’orizzonte alla settimana che va dal 18 al 25 Gennaio, lo scenario cambia ancora. Al momento non si vedono all’orizzonte quelle irruzioni gelide che fanno tremare i denti, bensì un classico tempo oceanico. Cosa significa? Precipitazioni frequenti, cielo grigio, ma clima meno rigido.

Questa è un’ottima notizia per le nostre montagne. Sulle Alpi, grossomodo sopra i 1000 o 1100 metri, la neve tornerà a cadere, e stavolta potrebbe farlo quasi tutti i giorni. È una manna dal cielo, letteralmente, per il comparto sciistico di Milano Cortina. Le Alpi lombarde, quelle del Trentino e del Veneto si preparano ad accogliere le future olimpiadi della neve con un paesaggio finalmente consono.

Tuttavia, bisogna tenere d’occhio i piani alti dell’atmosfera. I modelli matematici suggeriscono un possibile riscaldamento della stratosfera (il famoso Stratwarming), un evento che potrebbe rimescolare le carte in tavola drasticamente e riportare masse d’aria gelida verso le nostre latitudini in un secondo momento. Staremo a vedere.

Un inverno a due facce

Tornando con i piedi per terra, o meglio sulla pianura, la neve resta una chimera. Un solo giorno di neve è decisamente sotto media, persino per l’Emilia-Romagna se guardiamo le statistiche storiche. Eppure, il freddo, quello vero, in Europa c’è stato.

L’emisfero settentrionale vanta una copertura nevosa che non si vedeva da anni, segno che certi indici climatici hanno fatto il loro dovere. L’inverno, a livello emisferico, si sta comportando in modo rigido o quantomeno normale. Il problema è il nostro orticello. Abbiamo alle spalle un mese di Dicembre che in Italia, specialmente al Nord, è stato caldissimo, con temperature sensibilmente sopra la media.

Ora Gennaio sta provando a metterci una pezza, cercando di ricomporre una media termica che sembrava perduta. Ma il danno, se così vogliamo chiamarlo, è fatto. Per raddrizzare la stagione servirebbe un finale di mese gelido e magari un Febbraio interamente sotto media. Invece, al momento, ci accontentiamo di guardare le webcam delle Alpi sperando che, prima o poi, l’inverno si ricordi anche della Pianura Padana occidentale.

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