
(METEOGIORNALE.IT) Abbiamo annunciato più volte il transito di un’area ciclonica sull’Italia. Nella giornata di sabato questa sta interessando in maniera particolare la Sardegna e la Sicilia, coinvolgendo poi anche le regioni meridionali italiane. Più a nord, invece, gli effetti risultano molto attenuati e si manifestano quasi esclusivamente con della nuvolosità, poiché queste aree sono influenzate dall’alta pressione.
A dominare la scena è soprattutto il grande gelo che si sta spingendo dalle regioni scandinave verso l’area del Baltico e l’Ucraina, dove le temperature precipitano su valori compresi tra i -20°C e localmente fino a -30°C. Queste masse d’aria fredda sono trasportate dal Vortice Polare troposferico, e attenzione: non quello della stratosfera.
Si tratta quindi di un’area di bassa pressione, un minimo posizionato sulla Russia, che entra in contatto con un anticiclone sempre sulla Russia settentrionale e verso la Finlandia, il quale spinge aria gelida direttamente dalla Siberia verso sud-ovest. Questo aspetto è particolarmente interessante perché, come ribadito più volte, anche in assenza di un forte Stratwarming possono verificarsi correnti fredde dalla Siberia verso l’Europa. In questo caso ne abbiamo una chiara testimonianza con un’ondata di gelo rilevante sull’Europa orientale.
Un’ondata di gelo che, tuttavia, si fermerà su queste aree, poiché da ovest continuano ad affluire forti correnti oceaniche. L’oceano Atlantico presenta infatti un indice definito negativo, il che determina una notevole energia delle perturbazioni oceaniche, in grado di bloccare e contenere l’espansione dell’aria fredda siberiana verso l’Europa occidentale.
Il primo ciclone, dunque, transita tra Sardegna, Sicilia e Sud Italia, ma ciò che risulta particolarmente interessante è il secondo sistema perturbato atteso tra il 2 e il 3 febbraio. Questo interesserà inizialmente le regioni settentrionali, portando nevicate molto abbondanti su tutto l’arco alpino fino a quote estremamente basse. Alcuni modelli matematici ipotizzano neve non solo sulle vallate di Piemonte e Valle d’Aosta, ma anche a quote molto basse della Lombardia, fino a lambire l’area di Milano. Neve attesa anche sull’Appennino ligure e sull’Appennino tosco-emiliano.
La perturbazione, pur anticipata da correnti meridionali lungo la penisola, troverà il Nord Italia sotto l’influenza di masse d’aria fredda. Successivamente il sistema si muoverà verso est, coinvolgendo le regioni tirreniche, in particolare la Toscana, con piogge e temporali abbondanti, la Sardegna e poi nuovamente le regioni tirreniche, con un minimo di bassa pressione in ulteriore approfondimento. Nella giornata di mercoledì 4 febbraio il minimo potrebbe scendere sotto i 990 ettopascal, posizionandosi in prossimità di Roma.
Ancora maltempo il giorno 4 su molte aree del Nord Italia, con nevicate diffuse su tutto l’arco alpino e sull’Appennino. Nel corso della stessa giornata un’altra area di bassa pressione tenderà a fermarsi sulla Catalogna, in Spagna, coinvolgendo con condizioni di forte maltempo le Isole Baleari, preparandosi successivamente a raggiungere l’Italia. La giornata del 4 febbraio trascorrerà dunque all’insegna del maltempo, soprattutto sul settore centro-orientale del Nord Italia, sulle regioni tirreniche e con marcata variabilità sulla Sardegna.
Condizioni meteorologiche chiaramente invernali, anche se qualcuno continua a definirle autunnali.
Nella giornata di giovedì 5 febbraio avremo ancora l’influenza di una bassa pressione con un minimo intorno ai 991 ettopascal sul Nord Italia, ma al momento questa non sembra associata a una perturbazione organizzata. Il sistema perturbato giungerà a fine giornata, investendo la Sardegna, ed è associato a una vasta e profonda bassa pressione principale sull’oceano Atlantico, con valori intorno ai 970 ettopascal.
Siamo dunque a giovedì 5 febbraio e sull’Italia prevarranno correnti occidentali, non fredde, ma il contesto rimarrà piuttosto freddo, con temperature generalmente in media stagionale. Non è prevista neve in pianura, ed è corretto sottolinearlo. Nevicate diffuse in pianura, invece, si avranno sul Benelux – quindi Olanda, Belgio, Lussemburgo – sulla Germania settentrionale, in Polonia, in Bielorussia e su parte dell’Ucraina. In sostanza, sul Centro Europa e sul Nord Europa avremo condizioni di pieno inverno.
Proseguendo nei giorni successivi, pur con una naturale riduzione dell’affidabilità modellistica, è probabile l’avvicinamento di una nuova perturbazione verso il 6 febbraio. Questa potrebbe in parte dissolversi sul Nord Italia, ma sarà accompagnata da un minimo di bassa pressione molto profondo che, secondo il Centro Meteo Europeo ECMWF, potrebbe raggiungere valori prossimi ai 980 ettopascal tra la Corsica e l’Arcipelago Toscano nella giornata di venerdì 6 febbraio.
In questo scenario avremo venti forti da ovest su tutte le regioni tirreniche, con piogge, temporali e locali grandinate. Ancora neve sull’Appennino settentrionale, sulle Alpi e a quote relativamente basse su diverse aree del Nord Italia. L’evoluzione meteo, lo ribadisco, è invernale e non può essere definita autunnale.
Va considerato che le basse pressioni, nel loro transito, richiamano aria più mite sul settore occidentale e aria fredda su quello orientale. A nord delle Alpi staziona infatti un serbatoio di aria fredda, che viene in parte risucchiata dai minimi presenti sul Mediterraneo. Non sono previste vere e proprie ondate di gelo, ma una situazione meteorologica decisamente interessante sotto il profilo invernale.
Il 2 febbraio sulle regioni settentrionali è prevista un’isoterma di alcuni gradi sotto lo zero, ma senza precipitazioni particolarmente intense. La perturbazione giungerà successivamente, con un temporaneo rialzo termico. I modelli matematici indicano addirittura un flebile rischio di nevischio su Milano nelle primissime ore del 3 febbraio, ma si tratta di elaborazioni automatiche che non rientrano in un bollettino meteo ufficiale a scala locale.
In conclusione, per parecchi giorni, sostanzialmente per tutta la settimana, assisteremo a un susseguirsi di perturbazioni. La tempistica e l’intensità potranno variare, così come i valori delle basse pressioni, ma ciò che conta nella visione d’insieme è un contesto di Meteo Oceanico che si mescola con aria fredda presente a nord delle Alpi.
Parliamo quindi di meteo invernale, tipico del mese di febbraio, del tutto normale. Le nevicate avvengono solo in determinate condizioni e in specifiche configurazioni atmosferiche. È vero che le condizioni meteo presentano delle anomalie nella loro complessità, e questo è innegabile, ma nella settimana in arrivo avremo condizioni atmosferiche invernali a tutti gli effetti.
Per favore, evitiamo polemiche sterili.
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