(METEOGIORNALE.IT) Dicembre a Catania
Arrivare a CATANIA a dicembre è come entrare in una scena teatrale accesa. Le luci, il mare che continua a respirare piano anche in pieno inverno, e sullo sfondo l’ETNA, con la sua testa fumante. Fredda ma viva, questa città sa accoglierti con un calore particolare: quello delle strade, dei profumi, della gente che non smette di parlare — neanche quando ha la bocca piena di arancini.
L’aria ha quel taglio limpido che solo l’inverno sa dare. Sui cartelloni compaiono locandine di concerti, presepi, spettacoli al Teatro Massimo Bellini. E intanto, tra una piazza e l’altra, il Natale prende forma in mille modi.
Il Natale sotto l’Etna
Dal 6 dicembre al 6 gennaio, al centro fieristico LE CIMINIERE, si apre il grande parco tematico Christmas Town. È un piccolo mondo dentro la città: pista di ghiaccio, giostre, spettacoli, perfino un Christmas Circus con artisti e acrobati. I bambini corrono verso la Casa di Babbo Natale, ma anche gli adulti finiscono per fermarsi davanti alle luci, a quel modo buffo che hanno i fiocchi di neve finti di cadere sulle teste dei passanti.
Nel frattempo, per le vie del centro, i mercatini di Natale trasformano PIAZZA UNIVERSITÀ in un mosaico di legno e lucine. Casette con ceramiche, presepi, miele dell’Etna, mandorle caramellate. Odore di cannella e vin brulé, ma anche di panelle e castagne. Il grande albero di Natale svetta sulla piazza, lucente e quasi esagerato — ma a Catania, l’esagerazione è una forma d’arte.
Il Comune organizza più di settanta eventi: concerti, mostre, la Notte Bianca con la città che non dorme fino all’alba. Dentro il Teatro Bellini, “Lo Schiaccianoci” risuona con la stessa grazia di sempre, mentre fuori il traffico impazzisce di gioia e di motorini.
Tra lava e neve
Dicembre è anche il mese giusto per l’ETNA. Basta salire un po’, e la città scompare. Si passa dalla brezza salmastra al silenzio del vulcano. Ci sono escursioni con guide vulcanologiche, trekking tra i tunnel di lava e passeggiate al tramonto, quando la neve (sì, la neve vera) riflette una luce rosa che sembra provenire da un altro pianeta.
A volte il vento taglia, le temperature scendono anche sotto i 5°C, ma la vista sulla piana di Catania — quella sì, resta calda.
E poi scendere di nuovo, tornare al mare. Fermarsi in un bar e ordinare un cannolo, un bicchiere di vino rosso dell’Etna. Lì capisci che in questa città convivono gli estremi: il fuoco e il gelo, il sacro e il caotico, il mare e la montagna.
Cibo e tradizione
Dicembre profuma di pasticcerie. Ovunque, cassate, buccellati, torrone di mandorle, e i dolci con fichi secchi e miele che le nonne preparano senza ricetta.
A tavola non mancano i maccheroni al forno, la salsiccia con finocchietto, i cardi fritti. E nelle trattorie si parla di cibo con la stessa passione con cui si parla di calcio.
Ogni sera, tra le viuzze del centro, si sente musica: un gruppo improvvisato davanti alla Pescheria, un violinista sotto Porta Uzeda, o solo un jukebox acceso in un bar con la vetrina appannata.
Capodanno a Catania
E poi arriva Capodanno, che qui è una cosa seria. Piazza Duomo si riempie di gente fin dal tardo pomeriggio. Si brinda con spumante e granite (!), si balla, si ride. L’atmosfera è quella di una festa collettiva, spontanea, a metà tra concerto e rito pagano.
Il Comune organizza un grande concerto gratuito in piazza, con artisti locali e ospiti nazionali, ma anche senza palco la città è un palcoscenico. Nei locali di Via Gemmellaro o di Via Santa Filomena, la notte continua tra bicchieri e chiacchiere. Alcuni preferiscono salire sull’Etna per aspettare l’alba, altri scendono al mare, a SAN GIOVANNI LI CUTI, a guardare i fuochi d’artificio riflettersi sull’acqua.
Non è raro, qui, vedere qualcuno buttarsi in mare il primo gennaio. “Per buon augurio”, dicono. L’acqua è gelida, intorno ai 16°C, ma lo fanno lo stesso.
Il ritmo della città
Catania, anche d’inverno, non rallenta. È un miscuglio di pietra nera, sale marino e dolci al pistacchio. Cammini lungo Via Etnea e vedi l’Etna in fondo, come una promessa. Ti fermi in una chiesa, entri in un cortile barocco, poi esci e ti perdi nel mercato del pesce, dove il Natale sembra un’altra cosa, più ruvida ma vera.
E capisci che dicembre qui non è una parentesi: è un altro modo di vivere la città. Più intimo, ma non meno intenso.



