
(METEOGIORNALE.IT) Ebbene sì, l’Inverno sta per concedersi una pausa di riflessione. Assolutamente normale, giusto evidenziarlo, d’altronde dopo le turbolenze invernali registrate nell’ultima parte di Novembre era lecito attendersi un periodo di stop
Tutto, ovviamente, dipende dal Vortice Polare. Vortice che, fin da Ottobre, è risultato più debole del solito e tale debolezza si è manifestata soprattutto il mese scorso, allorquando abbiamo registrato un primo tentativo di destrutturazione a causa di un riscaldamento della stratosfera.
Riscaldamento che però è stato innescato da una singola onda planetaria, ovvero dall’Anticiclone del Pacifico nordorientale. Tecnicamente prende il nome di “Canadian Warming”, ovvero “riscaldamento canadese”. Solitamente tale dinamica porta al temporaneo indebolimento del Vortice Polare e a una successiva accelerazione. Accelerazione che stiamo registrando proprio in questi giorni e che si traduce semplicemente in una ripresa della circolazione atlantica.
Qui da noi avremo una prima fase instabile-perturbata, dopodiché ci sarà spazio per una rimonta anticiclonica. Quella dell’Immacolata, giusto per essere chiari.
Poi però potrebbero avvenire nuovi scossoni, nuovi importanti cambiamenti che potrebbero regalarci una seconda metà di Dicembre estremamente invernale. Ciò che differenzia quest’anno dai precedenti è la debolezza del Vortice Polare, perché nonostante l’accelerazione in atto non riuscirà a spingere pesantemente sull’acceleratore.
I vari pattern climatici, analizzati in tempi non sospetti, preludono a nuovi disturbi nel corso delle prossime settimane. Disturbi che stavolta potrebbero contemplare anche altre onde planetarie, come ad esempio quella atlantica – indotta dall’Alta Pressione delle Azzorre – e quella asiatica – indotta dall’Anticiclone Russo Siberiano.
Se così fosse ecco che il Vortice Polare potrebbe indebolirsi ancora e più pesantemente. A quel punto le festività natalizie potrebbero proporci, realmente, dinamiche meteo climatiche invernali ben più crude e impattanti rispetto a quanto accaduto recentemente. Ovvio, più si andrà avanti con la stagione più le potenzialità “fredde” saranno elevate ed è bene tenerne conto, perché oltre al freddo artico potrebbero scaturire movimenti orientali capaci di spingere le masse d’aria gelida siberiane verso occidente.
Insomma, ci sono buone chances che la seconda metà di Dicembre possa rivelarsi a dir poco sorprendente, sia in termini di temperature sia in termini di precipitazioni. Ovviamente nevose. Non ci resta che continuare a monitorare insieme l’evoluzione, da qui a una decina di giorni avremo – probabilmente – le idee molto più chiare. (METEOGIORNALE.IT)
