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(METEOGIORNALE.IT) Tra le varie opzioni per la seconda parte dell’inverno c’è anche quella dove il clima è caldo e asciutto. Tali condizioni meteo, benché piacciono a molti, sarebbero un grosso problema. Abbiamo trattato in un precedente articolo cosa può comportare un bimestre mite e senza perturbazioni.
Inverno anticiclonico?
Durante il mese di gennaio e di febbraio, l’Italia è storicamente interessata dall’espansione dell’Anticiclone delle Azzorre. Questa configurazione meteo impedisce del tutto l’arrivo delle perturbazioni atlantiche. Ma questa opzione è sempre stata di breve durata. A parte locali inverni orribili, come il 1988 e il 1989, era difficile che un tempo una grossa alta pressione si piazzasse sull’Italia per settimane.
Anche attualmente, per fortuna, è molto raro. Solo che le temperature medie in quota si sono alzate tantissimo. E quindi non è affatto raro vedere Alpi e Appennini spogli di neve anche fino oltre 2000 metri nel cuore dell’inverno. Cosa che un tempo era praticamente impossibile. Per lo meno per la Regione Alpina.
Una siccità invernale è un problema
Le precipitazioni nevose sulle Alpi svolgono un ruolo assolutamente essenziale nel garantire il rifornimento dei corsi d’acqua e dei bacini idrici nei mesi primaverili ed estivi. La scarsità di neve sulle montagne può comportare una ridotta disponibilità di acqua. Ricordiamo che tutte le maggiori siccità di lungo periodo sono nate proprio a inizio inverno. Tendenzialmente tra febbraio e marzo.
La neve, che si accumula nelle aree montuose durante i mesi più freddi, fonde gradualmente con l’arrivo della Primavera, contribuendo a rifornire i fiumi e i laghi. Ciò non sarebbe un problema se la stagione primaverile fosse ricca di precipitazioni e di perturbazioni. Ma sappiamo che non è sempre così. Ci sono state primavere piovosissime come quella del 2024 e secchissime come quella del 2017.

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Un futuro siccitoso?
L’Italia è un hot spot climatico. Questo vuol dire che il Global Warming galoppa di più rispetto ad altre zone del globo. Come vi abbiamo detto, è possibile che in futuro le fasi meteo siccitose siano in aumento. Già lo stiamo vedendo nella stagione estiva, quando piove sempre di meno oppure in maniera molto più violenta di un tempo.
Ultimamente lo si può vedere anche in inverno. È vero che non ci sono le stesse conseguenze dell’estate. Ma è pur vero che se si arriva alla stagione calda con poca neve sui rilievi è un grosso problema per ghiacciai e nevai. Dato che le condizioni meteo estive oramai sono di caldo e scarsità di acqua per mesi.

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Credit
Global Forecast System del NOAA,
