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Questo è maltempo da alta pressione, vediamo perché

Alta pressione sub-tropicale in Italia, non solo caldo ma anche inquinamento. Due grossi problemi in azione, sia in montagna che in pianura.

Raffaele Laricchia di Raffaele Laricchia
11 Dic 2025 - 19:15
in A La notizia del giorno, Alla Prima Pagina Meteo, Meteo News
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(METEOGIORNALE.IT) Occorre sfatare un mito: l’alta pressione non sempre è sinonimo di “bel tempo”. Sia in estate che in inverno l’alta pressione può diventare un’autentica fonte di maltempo, di gran lunga peggiore delle pioggerelle o di un po’ di vento, che per tanti rappresentano l’idea di “brutto tempo”.
Cosa c’è di bello nel respirare aria di pessima qualità colma di inquinanti? Cosa c’è di bello nel vedere lo zero termico schizzare oltre i 3000 metri sulle Alpi, causando la fusione totale della neve presente? Solo per qualche mattinata soleggiata, per altro solo su alcune regioni? Troppo poco per parlare apertamente di “bel tempo”.

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L’alta pressione può diventare il vero maltempo

A volte l’alta pressione diventa il “nemico” della situazione: provoca lunghi periodi di siccità, ristagno di aria fredda, umida e inquinata, genera pesanti anomalie in alta quota ed è in grado di cancellare ogni traccia d’inverno dalle nostre latitudini temperate.
Ora più che mai, complice il riscaldamento globale e il cambiamento climatico, l’alta pressione diventa sempre più minacciosa per i nostri territori, su tutti i fronti.

 

Alta pressione pesante e inquinata in Estate

In estate l’anticiclone africano è in grado di determinare severe ondate di caldo, con temperature percepite proibitive da nord a sud.
Anche nei mesi più caldi l’inquinamento diventa un problema, soprattutto in Val Padana: la forte insolazione diurna, unita all’assenza di vento, provoca un drastico aumento dei gas inquinanti al suolo, tra cui l’ozono, estremamente pericoloso per la salute.

 

Alta pressione fonte di maltempo soprattutto in Inverno

In inverno i problemi si acutizzano ulteriormente, perché sono i mesi in cui dovrebbe nevicare quantomeno in montagna.
Con questi ingombranti anticicloni, come quello che attualmente risiede nel Mediterraneo, non può assolutamente nevicare.

Anzi, l’aumento delle temperature in quota è tale da fondere totalmente anche la poca neve presente, quella caduta nelle scorse settimane.
Lo zero termico è costantemente al di sopra dei 3000 metri da oltre quattro giorni, e vi resterà fino al termine della settimana: una pessima notizia per Alpi e Appennini, che non possono nemmeno ricorrere alla neve artificiale, poiché le temperature restano positive lungo tutti i versanti.

 

Inquinamento alle stelle in pianura Padana

In pianura, invece, sussiste il problema enorme dell’inquinamento.
La Val Padana è al centro dell’attenzione perché, dopo quasi una settimana di alta pressione, l’aria è diventata davvero pesante e stagnante.
Le nebbie e le nubi basse fanno da padrone, creando un vero e proprio coperchio sotto il quale si accumulano umidità e inquinanti.

I gas di scarico delle auto e delle fabbriche stanno abbassando sempre più la qualità dell’aria.
Tra le sostanze più problematiche troviamo:

Gli inquinanti principali accumulati in pianura

  • PM10, PM2.5, NOx e altre sostanze nocive.
  • Emissioni da traffico, industrie e riscaldamenti domestici.

 

Le aree più colpite

  • Bassa Lombardia
  • Emilia
  • Veneto

Qui la qualità dell’aria è davvero pessima e pericolosa per la salute, soprattutto nelle ore di punta del traffico.
Eloquenti i rilevamenti satellitari, che indicano la Val Padana come il territorio italiano maggiormente compromesso.

 

Qualità dell’aria dell’11 Novembre 2025 – Pessima in Val Padana

 

L’inquinamento aumenta anche al Centro-Sud

L’inquinamento non va sottovalutato nemmeno sul resto delle pianure e delle città del Centro-Sud.
L’alta pressione è presente anche qui, seppur in modo meno “pressante”, e le principali città come Roma, Napoli e Bari registrano una qualità dell’aria tutt’altro che buona.

Per respirare aria pulita occorre spingersi in collina o in montagna, dove grazie al fenomeno dell’inversione termica troviamo aria più asciutta, più calda e più pulita.

Sì, questo è maltempo: quando finirà?

Possiamo definirlo a tutti gli effetti “maltempo da alta pressione”.
Ma quando finirà?

Un cambio di passo potrebbe mostrarsi a inizio settimana, specie tra martedì 16 e mercoledì 17, quando una perturbazione atlantica proverà a regalare un po’ di piogge soprattutto sul medio-basso Tirreno, sul Nord-Ovest e sulle isole maggiori.

La situazione migliorerà solo parzialmente, poiché pare che l’alta pressione possa poi riprendere in mano l’Italia ancora per molti giorni, addirittura fino alle porte di Natale.

 

Fonti e approfondimenti internazionali: (METEOGIORNALE.IT)

  • NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration): Climate Prediction Center – Stratosphere Analyses
    • Monitoraggio in tempo reale delle temperature stratosferiche e analisi del Vortice Polare.
  • ECMWF (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts): Seasonal Forecasts
    • Le mappe e i dati ufficiali del centro europeo per le tendenze a lungo termine.
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Tags: alta pressioneAnticiclone africanofoschiainquinamentoinversione termicamaltempomaltempo alta pressionemeteonebbiapolveri sottilismog
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Raffaele Laricchia

È nata in me una passione irrefrenabile per la meteorologia già dall'età di 8 anni, quando ancora si consultavano le previsioni meteo sul televideo. Ho studiato Fisica, sono diventato Tecnico Meteorologo certificato e riconosciuto dal WMO (Organizzazione Mondiale della Meteorologia) ed ora ho alle spalle già decine di migliaia di articoli di meteorologia in appena 13 anni di attività (ho 34 anni ora!). Lavoro anche come presentatore meteo presso emittenti televisive come Antenna Sud, Tele Molise, Video Calabria TV e altre regionali. Produco contenuti social di stampo meteo, dove migliaia di persone mi seguono assiduamente.

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