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      Home » Perché non arriverà il gelo in Italia fino a Natale
      A Scelta dalla RedazioneMeteo News

      Perché non arriverà il gelo in Italia fino a Natale

      Freddo invernale molto lontano, niente neve in pianura almeno fino a Natale. Cosa sta succedendo? Facciamo il punto.

      Raffaele Laricchia
      Raffaele Laricchia
      Pubblicato: 11/12/2025
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      7 Min Lettura
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      Contents
      • Inverno in pausa, niente gelo a lungo
      • Perché manca il freddo vero
        • Due motivi principali spiegano l’assenza di freddo reale:
      • Perché non arriveranno ondate di gelo entro Natale
        • Il vero problema è il vortice polare
        • Per far arrivare il gelo in Europa servono correnti da nord o nordest
      • Temperature sopra media fino al 22–23 dicembre
      • Possibile svolta a fine mese

      Da qualche giorno è tornata l’alta pressione nordafricana su tutta Italia e addirittura su mezza Europa. Gli effetti sono lampanti e sotto gli occhi di tutti, poiché tutte le perturbazioni sono costrette a deviare verso il Nord Europa non riuscendo in alcun modo a scalfire questa solida cupola di alta pressione. Questa contribuisce a tenere molto alla larga dal Mediterraneo il freddo polare e di conseguenza anche la neve a bassa quota oltre che in montagna. Come se non bastasse, non è l’unico motivo per cui mancherà con alta probabilità il gelo invernale e la neve in Italia ancora a lungo.

       

      Inverno in pausa, niente gelo a lungo

      Il mese di dicembre sembra davvero compromesso poiché per tutta questa seconda decade del mese avremo a che fare solo con alta pressione e, al limite, una veloce perturbazione atlantica che porterà solo un po’ di pioggia e qualche nevicata in alta montagna. Questa perturbazione sembra confermata tra martedì 16 e mercoledì 17 dicembre: nel mirino ci saranno principalmente le regioni del Centro-Sud e le isole maggiori, mentre un po’ di neve potrebbe raggiungere quantomeno le Alpi nord-occidentali.

       

      Perché manca il freddo vero

      In tutto questo però continuerà a mancare il freddo vero, quello proveniente dal Polo Nord o dalla Russia, capace di portare tanta neve non solo in montagna ma anche a bassa quota come negli inverni di una volta. La mano del riscaldamento globale e del cambiamento climatico è ormai sotto gli occhi di tutti, soprattutto nei mesi invernali dove l’assenza di neve è fin troppo eclatante.

       

      Due motivi principali spiegano l’assenza di freddo reale:

      • La frequenza delle ondate di freddo si è ridotta drasticamente negli ultimi anni.
      • Le irruzioni polari che raggiungono il Mediterraneo risultano spesso deboli e incapaci di portare neve diffusa a bassa quota.

      Ci sono state piccole eccezioni legate alle ondate di gelo continentali che negli ultimi due decenni sono riuscite a invadere il Mediterraneo, ma è troppo poco per parlare di un cambio di rotta. Addirittura, l’ultima nevicata a bassa quota sul Centro-Sud Italia è arrivata nel 2019 e dopo di quella il nulla assoluto, se non sporadiche nevicate fino a quote di alta collina.

       

      Perché non arriveranno ondate di gelo entro Natale

      Tornando al presente, come mai non arriveranno ondate di gelo e neve per almeno altri 15 giorni? Effettivamente prima di Natale sarà praticamente impossibile assistere all’arrivo di fiocchi di neve a bassa quota per un motivo molto specifico. Non stiamo parlando dell’alta pressione subtropicale, poiché questa a partire dal 15 dicembre perderà colpi e si ritirerà alle proprie latitudini d’origine.

       

      Il vero problema è il vortice polare

      Il problema più grosso risiede al Polo Nord e sul Nord Atlantico, dove troviamo il vortice polare. La sua disposizione attuale non aiuterà in alcun modo la discesa di ondate di freddo sul vecchio continente. Questa imponente depressione gelida, che avvolge il Polo Nord, si trova al momento allungata tra il Nord America e la Siberia, lasciando l’Europa sotto correnti oceaniche che traghettano aria tiepida e poco fredda, non solo in Italia ma su quasi tutto il continente.

       

      Per far arrivare il gelo in Europa servono correnti da nord o nordest

      • Le correnti polari provenienti da ovest o nord-ovest, dalla Groenlandia e Nord Atlantico, devono attraversare enormi porzioni di oceano, perdendo freddo nei bassi strati.
      • Solo le masse d’aria che scendono dalla Russia o dall’Artico (quindi da nord o da nord-est) riescono a mantenere temperature rigide fino a bassa quota.

      Ebbene, queste correnti nordoccidentali saranno ancora indiscusse protagoniste del tempo per almeno altre due settimane. La corrente a getto, protesa sul Nord Atlantico, tende ad accelerare rapidamente per poi deviare verso il Polo Nord, disponendo così le correnti dai quadranti occidentali su quasi tutta Europa.

       

      Temperature diffusamente superiori alle medie su quasi tutta Europa

       

      Temperature sopra media fino al 22–23 dicembre

      Qualche perturbazione può sfuggire alla corrente a getto e raggiungere l’Europa, apportando piogge e nevicate soltanto in alta montagna. Ma per gelo e neve a bassa quota occorre ben altro. Almeno fino al 22 o 23 dicembre le temperature risulteranno spesso al di sopra delle medie, non solo in Italia ma su quasi tutta Europa. Anche in Scandinavia tenderanno gradualmente ad aumentare dopo metà mese.

      Insomma, non è possibile parlare di freddo e neve in Italia finché mancherà la materia prima, ovvero il freddo nelle zone d’Europa cruciali per noi, come l’Est e la Scandinavia: se mancherà la neve su questi territori, figuriamoci in Italia.

       

      Possibile svolta a fine mese

      Questo cambio di direzione delle correnti potrebbe giungere nel finale di dicembre, subito dopo Natale, ma tutto sarà strettamente legato al comportamento del vortice polare e al modo in cui si frammenterà e si disporrà sui vari continenti.

       

      Fonti e approfondimenti internazionali:

      • NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration): Climate Prediction Center – Stratosphere Analyses
        • Monitoraggio in tempo reale delle temperature stratosferiche e analisi del Vortice Polare.
      • ECMWF (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts): Seasonal Forecasts
        • Le mappe e i dati ufficiali del centro europeo per le tendenze a lungo termine.
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      TAG:geloItaliamaltempometeometeo nataleNataleneveprevisioni
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