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Meteo, Vortice Polare in crisi strutturale: impatti su Europa, Asia e Nord America

Dalla Siberia al Nord America fino all’Europa, il vortice polare deformato ridisegna gli equilibri atmosferici: ecco gli scenari attesi tra inizio e metà dicembre secondo i modelli emisferici

Angelo Ruggieri di Angelo Ruggieri
03 Dic 2025 - 18:30
in A La notizia del giorno, A Scelta dalla Redazione, Meteo News
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Vortice polare in forte disturbo: ecco come potrebbe cambiare il meteo di dicembre tra Europa, Asia e Nord America.

 

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(METEOGIORNALE.IT) L’avvio dell’inverno 2025-2026 si presenta tutt’altro che ordinario: la circolazione atmosferica emisferica sta ruotando attorno a un Polar Vortex particolarmente disturbato, con effetti diretti sulle principali teleconnessioni, in particolare AO (Artic Oscillation) e NAO (North Atlantic Oscillation), e quindi sui pattern meteorologici delle medie latitudini.

 

AO e NAO: un equilibrio sempre più fragile

L’AO rimane su valori prossimi alla neutralità, ma con una tendenza verso fasi debolmente negative nelle prossime due settimane. In passato, configurazioni simili hanno spesso favorito discese fredde verso le medie latitudini, senza però garantire automaticamente ondate di gelo sul vecchio continente.

 

Anche la NAO, dopo settimane intorno allo zero, mostra segnali di possibile passaggio in territorio negativo, complice il rafforzamento delle anomalie di geopotenziale positive tra Groenlandia e Artico canadese. Una NAO negativa tende a promuovere un regime più bloccato in Atlantico, con maggiori ondulazioni del flusso occidentale e potenziali ripercussioni sul clima europeo.

 

Europa: prevale ancora il flusso mite atlantico

Sull’Europa le proiezioni sinottiche descrivono un quadro dominato da una saccatura semi-stazionaria a sud dell’Irlanda, responsabile dell’ingresso di aria mite e marittima da ovest-sudovest. Ne deriva una prevalenza di temperature in media o superiori alla norma, con poche sacche di freddo limitate essenzialmente all’estremo nord scandinavo.

 

In parallelo, un promontorio subtropicale in estensione tra Scandinavia e Asia occidentale impedisce alle masse d’aria gelida di scendere in modo deciso verso il cuore del continente. L’area mediterranea, Italia compresa, resta così esposta a fasi di maltempo di stampo autunnale, spesso perturbato ma non realmente invernale, almeno nel breve termine.

 

Asia: un continente diviso in due

Sull’Asia emerge un quadro fortemente contrastato. Le simulazioni mostrano un’ampia fascia di anomalie termiche positive dalla Turchia alla Cina meridionale, passando per Medio Oriente, Asia centrale e parte della Siberia orientale.

 

Al contrario, una vasta area di temperature inferiori alla norma interessa la Siberia occidentale e centrale, con progressiva estensione verso il settore nordorientale del continente. Questo assetto è legato all’ondulazione delle onde planetarie e a una cintura di geopotenziale positivo che collega Groenlandia, Asia occidentale e Siberia orientale, a fronte di valori più bassi sul comparto siberiano centrale.

 

Nord America: corridoio ideale per le irruzioni fredde

Il vero teatro delle irruzioni artiche sembra essere il Nord America. Un robusto promontorio, in espansione dall’Est Siberia verso le Aleutine, favorisce per risposta dinamica una vasta area ciclonica tra Alaska, Canada centrale-orientale e Stati Uniti orientali.

 

Lungo quest’asse l’aria artica trova una traiettoria privilegiata, dall’Artico verso il Canada e gli USA nordorientali. Al contrario, gli Stati Uniti occidentali e meridionali rimangono più spesso sotto un campo di alta pressione, con valori termici prossimi o leggermente superiori alla media stagionale.

 

Stratosfera e vortice polare: un PV “stirato”, non spezzato

Alla base di questo quadro emisferico c’è un vortice polare stratosferico fortemente disturbato, ma non in fase di split. Le ultime settimane sono state caratterizzate da ripetuti episodi di Canadian warming, riscaldamenti localizzati in alta stratosfera capaci di deformare il PV senza però innescare un vero SSW (Sudden Stratospheric Warming).

 

Il vortice si presenta quindi stirato (stretched), con asse principale allungato tra Siberia e Nord America e, in alcune simulazioni, con la temporanea comparsa di due minimi distinti all’interno del lobo polare, pur in assenza di un collasso completo.

 

PCH e AO: segnali di possibile evoluzione

L’analisi dei Polar Cap Height (PCH) suggerisce un disturbo “ibrido” del vortice. In una prima fase prevale una rapida attenuazione delle anomalie calde in stratosfera, compatibile con scenari di PV stirato con riflessione d’onda.

 

Successivamente, diverse corse modellistiche mostrano una maggiore persistenza delle anomalie positive e un parziale trasferimento verso la troposfera. Questo comportamento apre la possibilità, sul medio termine, di una AO più negativa nella seconda parte di dicembre, con possibili ripercussioni sugli scambi meridiani alle medie latitudini.

 

Proiezioni a 7–14 giorni: chi prende il freddo e chi no

Nel quadro dei prossimi 7–14 giorni emerge uno scenario piuttosto chiaro: l’Europa resta in prevalenza sotto correnti miti e umide di origine atlantica, con anomalie positive di temperatura e freddo confinato all’estremo nord scandinavo. L’Asia presenta un dipolo termico netto, con un’area fredda in espansione dalla Siberia occidentale verso il Nordest asiatico e condizioni più miti su Asia occidentale, Medio Oriente, Asia centrale, gran parte della Cina e Siberia orientale.

 

Il Nord America sperimenta invece un raffreddamento diffuso dall’Alaska alla maggior parte del Canada e degli Stati Uniti settentrionali e orientali, con nevicate frequenti su Canada, Montagne Rocciose, regioni dei Grandi Laghi e New England, mentre gli USA occidentali e meridionali rimangono spesso in regime termico neutro o lievemente sopramedia.

 

Scenari per fine dicembre: tre possibili strade del vortice polare

Guardando alla seconda parte di dicembre, i sistemi previsionali ensemble delineano tre percorsi principali per l’evoluzione del vortice polare: un rapido ricompattamento con ritorno a un PV molto intenso, uno SSW maturo con inversione dei venti zonali stratosferici oppure una sequenza di episodi di stretching alternati a brevi fasi di rafforzamento.

 

Al momento, lo scenario più coerente con i dati disponibili è il terzo, già osservato lo scorso inverno: un PV disturbato a più riprese, ma senza un collasso netto e definitivo. Un’eventuale intensificazione del blocking groenlandese o uralico-scandinavo potrebbe, più avanti nella stagione, spostare il sistema verso uno scenario più vicino a un vero SSW.

 

Conclusioni: inverno dinamico ma non ancora deciso

In sintesi, l’inverno 2025-2026 parte sotto il segno di un vortice polare debole e deformato, ma non collassato. Il Nord America appare il principale candidato a ricevere le ondate di freddo più marcate, l’Asia vive una stagione a due velocità e l’Europa rimane per ora intrappolata in un regime di correnti atlantiche miti, con fasi perturbate ma poco invernali.

 

Tuttavia, la persistenza del disturbo al PV e la tendenza di AO e NAO a oscillare verso valori più negativi lasciano aperta la possibilità di cambi di pattern in corso d’opera, da monitorare con attenzione nelle prossime settimane attraverso gli aggiornamenti dei principali centri di calcolo.

 

Credit: questo articolo è stato realizzato analizzando i dati dei modelli matematici ECMWF e Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, UKMO per le previsioni meteorologiche. (METEOGIORNALE.IT)

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Tags: anomalia vortice polaredisturbo del vortice polaresplit vortice polarevortice polare europa
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Angelo Ruggieri

Angelo Ruggieri

Angelo Ruggieri ha acquisito la certificazione di Tecnico Meteorologo Dekra nel 2019 e nel 2020 è entrato a far parte di AMPRO (Associazione Meteo Professionisti) in qualità di Meteorologo. Si occupa di previsioni meteorologiche da oltre 25 anni. Ha redatto rapporti di eventi e studi climatologici sul proprio territorio regionale. Si occupa saltuariamente di presentazione di previsioni meteorologiche all'interno di rubriche televisive. Ha pubblicato nel 2017 un'opera dal titolo "La neve a Lanciano dal 1836 al 2016". Pubblica quotidianamente previsioni ed analisi meteorologiche su diversi siti meteo. Ha diverse specializzazioni conseguite negli anni in: 'Meteorologia di base', 'Meteorologia avanzata', 'Meteorologia in mare' presso il Centro Epson Meteo.

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