
ย
Non si tratta di una semplice fluttuazione modellistica di breve durata, ma di unโipotesi che continua a ripresentarsi con una certa coerenza, segnale che lโatmosfera sta realmente valutando un cambio di passo rispetto alla circolazione mite e zonale osservata finora.
ย
Un possibile ribaltamento della circolazione europea
Alla base di questo scenario vi sarebbe uno sbilanciamento dellโalta pressione verso le alte latitudini, con massimi barici tra Scandinavia e Nord Europa. Una simile configurazione favorirebbe lโindebolimento delle correnti occidentali atlantiche, consentendo allโaria fredda di origine artico-continentale di scivolare verso sud-ovest, direttamente dallโEuropa orientale e dalla Russia in direzione del Mediterraneo centrale.
ย
In questo contesto, lโItalia si troverebbe sul bordo meridionale del blocco anticiclonico, una posizione delicata perchรฉ spesso associata alla formazione di depressioni mediterranee.
ย
Proprio lโingresso dellโaria fredda da nord-est, a contatto con un mare ancora relativamente mite, potrebbe innescare la nascita di un vortice ciclonico sul bacino centrale del Mediterraneo, con una fase di maltempo diffuso e precipitazioni anche di tipo nevoso su molte regioni.
ย
Freddo intenso e rischio neve anche a bassa quota
Secondo alcune simulazioni, a partire dal 26 dicembre le temperature in quota potrebbero subire un calo netto. Le isoterme a 850 hPa mostrano valori prossimi a -10/-12ยฐC sullโarco alpino occidentale e sulla dorsale appenninica settentrionale, mentre sullโItalia centrale si potrebbero raggiungere -4ยฐC alla stessa quota: valori piรน che sufficienti per garantire nevicate fino a quote molto basse, soprattutto in presenza di precipitazioni organizzate.
ย
In uno scenario di questo tipo, non sarebbe da escludere nemmeno la possibilitร di neve su Roma, evento raro ma non senza precedenti quando si combinano afflusso continentale, minimo ben posizionato sul Tirreno e richiamo umido dai quadranti meridionali. ร proprio questa combinazione che rende lo scenario particolarmente affascinante e, allo stesso tempo, complesso da inquadrare con precisione.
ย
Le grandi incognite: il ruolo dellโalta pressione
Lโelemento piรน difficile da decifrare resta la resistenza dellโalta pressione e la reale capacitร dellโatmosfera di rallentare il flusso zonale. Se i venti occidentali dovessero mantenere una certa intensitร , il freddo potrebbe rimanere confinato piรน a est o essere rapidamente smorzato. Al contrario, un loro deciso indebolimento aprirebbe la strada a unโirruzione fredda di tutto rispetto.
ย
ร significativo notare come da molti anni non si osservasse un segnale cosรฌ strutturato per il periodo natalizio, probabilmente dai tempi del dicembre 1996. Questo non significa che lo scenario sia certo, ma indica che lโopzione resta credibile e tuttโaltro che marginale.
ย
Uno scenario da seguire con attenzione
Le mappe continuano a riproporre questa evoluzione, segno che lโipotesi non viene abbandonata dai modelli. In termini previsionali, siamo ancora in una finestra temporale che impone prudenza, ma anche attenzione massima.
ย
Se la tendenza verrร confermata nei prossimi giorni, potremmo trovarci di fronte a una svolta invernale significativa, capace di cambiare radicalmente il volto delle festivitร su gran parte della Penisola.
ย
Per ora non resta che monitorare passo dopo passo lโevoluzione: lโinverno, quello vero, potrebbe essere pronto a giocare la sua carta proprio quando meno ce lo aspettiamo.
ย
ย
Credit: questo articolo รจ stato realizzato analizzando i dati dei modelli matematici ECMWF e Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, UKMO per le previsioni meteorologiche.
