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Meteo: la data del RITORNO del MALTEMPO in Italia, secondo il modello GFS

Davide Santini di Davide Santini
08 Dic 2025 - 09:00
in A La notizia del giorno, Alla Prima Pagina Meteo, Meteo News
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Meteo: Maltempo in arrivo, Piogge e temporali su molte regioni

ECMWF e GFS confermano: forte peggioramento meteo sull’Italia dal 15 al 17 Maggio

(METEOGIORNALE.IT) I nostri lettori sanno bene che è in arrivo una fase meteo particolarmente mite e stabile. Sole e clima decisamente tiepido saranno i principali protagonisti. Ovviamente nelle zone dove non vinceranno le nebbie. Perché in queste aree, Valle Padana in primis, il clima sarà piuttosto freddo e soprattutto molto uggioso. Ma la domanda che sorge spontanea è la seguente. Quando ritorna a piovere? E soprattutto a nevicare? Lo scopriamo insieme.

 

Ci vuole ancora tempo

Non esiste una data cardine dove è sicuro che ritornino precipitazioni diffuse. Però possiamo fare le seguenti considerazioni. La seconda decade di dicembre sembra destinata a una fase iniziale di stabilità e bel tempo, seguita da un ritorno di piogge, temporali e nevicate. Non si tratterebbe di aria particolarmente fredda. Più che altro, una saccatura abbastanza organizzata che arriva dal vicino Atlantico potrebbe riportare precipitazioni diffuse in molte regioni italiane.

 

Le nostre ipotesi

Secondo le ultime elaborazioni del modello americano GFS, il periodo di alta pressione continuerà a essere praticamente l’unica protagonista fino al 15 dicembre, senza particolari variazioni significative. Durante questi giorni, le condizioni saranno stabili su quasi tutta Italia, con temperature in aumento soprattutto nelle aree montuose, nelle colline, al Sud e isole maggiori. Dando qualche numero, in queste zone non è escluso il raggiungimento di valori anche vicini ai 17-20 gradi. Decisamente tanti per il periodo!

 

Al contrario, nelle valli alpine, appenniniche e in Valpadana le temperature resteranno nettamente più contenute a causa dell’inversione termica, fenomeno che renderà le notti più fredde e darà l’impressione di stare in pieno inverno. Anche se risulterà il solito freddo fittizio. In Pianura Padana torneranno inoltre le classiche nubi basse, le foschie e le nebbie, spesso cariche di inquinanti, tipiche di questa stagione.

 

La fine del tempo stabile

Pare proprio che, a cominciare dal 16 dicembre, la corrente a getto nord-atlantica inizierà a ondularsi, esercitando forti pressioni sul margine occidentale dell’alta pressione. Questo processo potrebbe indebolire progressivamente l’anticiclone, aprendo la porta a nuove perturbazioni in arrivo da ovest, pronte a riportare nuvole e precipitazioni su diverse regioni italiane.

 

Le prime aree a dover riaprire l’ombrello saranno, come sempre accade in questi casi, quelle del Nord-Ovest, le prime a sentire i cosiddetti flussi zonali Atlantici. Successivamente, tra il 17 e il 19 dicembre, una potente depressione alimentata da aria fredda polare-marittima potrebbe raggiungere il Mediterraneo, determinando condizioni di maltempo diffuse su gran parte della penisola.

 

Impossibile dare ulteriori dettagli. Quello che possiamo dire è che un eventuale peggioramento meteo di questo tipo riporterebbe la neve a quote interessanti e piogge diffuse su molte regioni italiane. Ma per adesso ci fermiamo qui e attendiamo nuovi aggiornamenti dai principali modelli.

 

Possibile evoluzione tra il 16 e il 19 dicembre, con una profonda saccatura che dovrebbe portare intenso maltempo. Non possiamo dare ulteriori dettagli precisi, serviranno aggiornamenti importanti.

 

Credit

L’articolo è stato redatto analizzando attentamente i run dei modelli meteo seguenti e rieditati dall’autore: ECMWF, Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE (METEOGIORNALE.IT)

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Tags: alta pressioneARPEGEclima mitedicembreECMWFgfsICONinvernoinversione termicamaltempometeometeo Italiamodelli meteoNebbie Val Padananevicateperturbazionipioggeprevisioni meteosaccatura atlanticastabilità atmosfericatemperatura in aumento
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Davide Santini

Davide Santini

Davide Santini, laureato magistrale in Fisica. Ha effettuato una tesi triennale con il professor Vincenzo Levizzani sui temporali, sulla loro suddivisione e sui fenomeni più violenti. Ha poi approfondito la tesi magistrale, con il professor Maugeri e il professor Miglietta, analizzando la correlazione tra aumento termico della temperatura estiva e probabilità di promontori di alta pressione di matrice subtropicale. Ha collaborato e collabora tuttora con Nimbus, la rivista di meteorologia italiana. Collabora dal 2018 per diverse testate meteorologiche italiane (5 in totale) e in particolare ha una esperienza quinquennale con il sito web Meteo Giornale. Tratta numerose tematiche, tra le quali previsioni a breve, medio e lungo termine; climatologia; cambiamenti climatici; etica ambientale. È esperto di analisi modellistica, di tendenze a lungo termine e analisi di radiosondaggi e profili termici verticali dell'atmosfera. È inoltre insegnante rinomato, dove prepara gli studenti delle superiori e dell'università, idoneo a trattare concorsi pubblici e privati, con professionalità e impegno.

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