
(METEOGIORNALE.IT) Questa volta il riferimento nasce da alcune analisi sul Vortice Polare, che hanno mostrato valori particolarmente bassi nella parte più alta dell’atmosfera, la stratosfera. Un dato che, se letto senza contesto, ha alimentato l’idea di un imminente tracollo termico sull’Europa. Ma la realtà meteorologica di questi giorni racconta un’altra storia.
Un Vortice Polare debole… ma non in crisi
Il Vortice Polare viene spesso interpretato come un unico indicatore di freddo imminente. In realtà è una struttura complessa, e per valutarne lo stato si osserva la velocità del vento attorno ai 60°N. È vero: questa settimana, in quel punto, i venti sono risultati quasi nulli. Tuttavia, questo non significa che il vortice sia in collasso.
Il vortice non è debole “in senso assoluto”, bensì spostato e allungato verso la Siberia, una configurazione molto comune a inizio inverno. In queste situazioni, una parte dell’aria fredda tende a scendere verso il Canada, mentre sull’Alaska si rafforza l’alta pressione, creando un canale diretto per ondate di gelo sul Nord America.
L’Europa, invece, resta fuori da questo schema, e sperimenta esiti molto diversi.
Per l’Italia non arriva il gelo: arriva il maltempo
La configurazione attuale porta sull’Europa occidentale correnti atlantiche più attive, tipiche dell’autunno avanzato. Risultato? Piogge, perturbazioni e sbalzi termici, ma nessuna irruzione artica.
Ed è proprio questo il punto fondamentale: il maltempo che sta colpendo e colpirà l’Italia nei prossimi giorni sarà molto più intenso di quanto molti media stanno raccontando.

Prima perturbazione: tra oggi e domani nubifragi sul Centro-Sud
Una prima perturbazione atlantica sta già interessando il Centro-Nord. Nelle prossime ore i fenomeni si intensificheranno sulle regioni tirreniche:
- nubifragi nel Lazio,
- forti piogge in Campania,
- precipitazioni diffuse da Roma a Napoli.
Seconda perturbazione: mercoledì 3 dicembre
Subito dopo, mercoledì 3 dicembre, arriverà una seconda ondata di maltempo:
- piogge molto abbondanti su Liguria, Piemonte e Valle d’Aosta,
- neve copiosa a quote basse sulle regioni del Nord-Ovest,
- prime piogge forti anche su Puglia, Calabria e Sicilia, dove inizierà una fase di intenso maltempo.
Il picco del maltempo: giovedì 4 e venerdì 5 dicembre
Saranno le giornate più critiche della settimana:
- rischio di piogge alluvionali su Sicilia, Calabria, Basilicata, Puglia, Molise e Abruzzo,
- possibili allagamenti e criticità idrogeologiche,
- maltempo esteso anche su Sardegna, Nord-Ovest e medio-alto Adriatico, in base alla circolazione intorno al minimo di bassa pressione.
Conclusione: inverno in ritardo, ma maltempo molto serio
Nessuna vera ondata di gelo siberiano, quindi. Al contrario, vivremo una fase di maltempo intenso, persistente e di natura più autunnale che invernale, con precipitazioni abbondanti e fenomeni localmente violenti.
Un’evoluzione che merita attenzione, più dei titoli fuorvianti sul “freddo polare”, e che richiede di seguire con cura gli aggiornamenti dei meteo ufficiali e dei servizi di Protezione Civile.
Credit: questo articolo è stato realizzato analizzando i dati dei modelli matematici ECMWF e Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, UKMO per le previsioni meteorologiche. (METEOGIORNALE.IT)
