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Gelo da est a due passi dall'Italia, inizio 2026 da brividi con tantissima neve

Gennaio parte col maltempo e con insidiose ondate di freddo dell'est. Il gelo a due passi dall'Italia, arriva davvero tantissima neve?

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Il gelo artico russo arriverà a due passi dall’Italia: su questo sembrano esserci davvero pochi dubbi. L’ingombrante campo di alta pressione che negli ultimi giorni ha raggiunto il Nord Atlantico e l’Europa settentrionale avrà un ruolo determinante per la discesa del grande freddo su gran parte dell’Europa centro-orientale tra la fine di dicembre e l’inizio di gennaio. Parte di quest’aria gelida potrebbe dilagare sul Mediterraneo e in Italia, aprendo una parentesi fredda, nevosa e instabile molto prolungata.

Il grande freddo sull’Europa orientale, neve a due passi

Tuttavia, ci sono ancora molte incertezze riguardo la traiettoria di questo fiume gelido proveniente da nord-est. L’Europa orientale, invece, vivrà con alta probabilità un periodo molto più freddo del solito, con temperature fino a 15°C sotto le medie del periodo, tanta neve fino in pianura e giornate davvero rigide.

Il gelo potrebbe estendersi:

  • fino alle porte di Polonia, Repubblica Ceca, Romania e Bulgaria
  • su gran parte della Penisola Balcanica, con un deciso raffreddamento generale

Il grande freddo dell’Est dilagherà con forza, creando un vasto serbatoio gelido a pochi chilometri dall’Italia.

Cosa serve per il freddo in Italia

Per l’arrivo del freddo in Italia, chiaramente, serve qualcosina in più. Innanzitutto occorrerebbe un anticiclone delle Azzorre ancora molto presente sull’Atlantico orientale e sull’Europa nord-occidentale, in modo da sbarrare la strada alle correnti atlantiche.

Solo in questo modo il freddo da est potrebbe:

  • trovare la strada spianata verso il Mediterraneo
  • arrivare in moto retrogrado, cioè da est verso ovest, andando contro il normale flusso dei venti dell’emisfero boreale

Inverno scatenato a inizio Gennaio

I principali centri meteo mostrano l’arrivo di una parte dell’aria molto fredda russo-scandinava nei primi giorni di gennaio. L’avvio del 2026 potrebbe dunque essere segnato da condizioni meteo pienamente invernali, con freddo diffuso, tanta pioggia e anche nevicate molto abbondanti, soprattutto in montagna.

Già a Capodanno potremmo assistere a una giornata segnata dal maltempo su molte regioni, ma tra il 2 e il 5 gennaio aumentano sensibilmente le chance di:

  • un’ondata di freddo degna di nota
  • un crollo delle temperature tale da spingere la neve molto in basso, localmente fino in pianura

Neve: in montagna quasi certa, pianure ancora in bilico

Al momento è praticamente impossibile determinare la traiettoria precisa di questo flusso molto freddo nord-orientale, poiché proprio da essa dipenderà la presenza o meno della neve a bassa quota.

La neve in montagna, quantomeno, sembra ormai altamente probabile, soprattutto lungo l’Appennino, grazie alla possibile formazione di minimi di bassa pressione nel Mediterraneo, alimentati dalle correnti fredde nord-orientali. Questi vortici potrebbero scatenare vere e proprie tempeste di neve in quota.

Qualora riuscisse a penetrare nel Mediterraneo la parte più gelida di questo immenso serbatoio freddo situato ad est, la neve potrebbe davvero conquistare le basse quote e le pianure italiane, aprendo una fase invernale come non si vedeva da anni.

Fonti e modelli di riferimento

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