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Freddo e fiocchi per le feste: crescono le possibilità. Ecco quando rischio più freddo

Antonio Iannella di Antonio Iannella
16 Dic 2025 - 12:30
in A Scelta dalla Redazione, Meteo News
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(METEOGIORNALE.IT) Ci stiamo accostando alle festività natalizie e di fine anno, all’inizio delle quali mancano oramai meno di 10 giorni. In termini di affidabilità previsionale, certo, siamo ancora troppo in là, per cui in riferimento al possibile tempo per le festività, possiamo affidarci soltanto alle tendenze di massima simulate dai vari centri di calcolo mondiali, che, tuttavia, non sono previsioni.

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Dunque, nessuna certezza circa i possibili scenari che andremo a proporre in questa sede, d’altronde sappiamo che una certa affidabilità in termini di ipotesi evolutive la si può avere sotto i 4-5 giorni, oltre la credibilità sugli scenari barici proposti decade progressivamente.

 

Tuttavia, va rilevato che, da almeno una settimana, tutti i centri di calcolo tarati specificamente sul possibile andamento barico di massima nel lungo periodo, stanno costantemente proponendo, in riferimento all’Europa, scenari circolatori impostati decisamente verso un assetto invernale.

Questa tendenza di massima potrebbe avere una buona credibilità a scala generale Europa, ma sarebbero da individuare, via via con dati più freschi e prossimi agli eventi, le aree europee che potrebbero essere più esposte ai flussi più freddi e contemporaneamente anche instabili.

 

E’ verosimile che questa individuazione con buona precisione, possa non avvenire prima di 4-5 giorni dagli eventi stessi. In ogni modo, volendo rappresentare il quadro proposto a oggi, ci sarebbe un buon coinvolgimento dell’Italia in contesti più freddi e invernali. Intanto cerchiamo di inquadrare la fase più vocata ad azioni più fredde per il nostro paese.

Essa non arriverebbe prima di Natale. Naturalmente in questa sede sorvoliamo sulle fasi instabili precedenti, una di queste, tra l’altro anche sostanziosa, già in atto su diverse regioni, condizioni instabili che continuerebbero a fasi alterne, quindi con pause di anche qualche giorno, sui vari settori Italiani, tuttavia instabilità senza connotazione fredda o, se qualche manifestazione nevosa anche a quote medio-basse, questa per effetto di bassi strati freddi grazie a inversioni termiche pregresse e non per circolazione strettamente invernale.

 

Fino a tutto il giorno di Natale, le condizioni prevalenti sarebbero per insistenza di flussi umidi atlantici sui comparti mediterranei centro occidentali, ivi anche con azione principale dei centri depressionari, quindi con correnti in prevalenza meridionali, piogge in nuova intensificazione dal 22 e verso Natale, ma poca sostanza fredda, sebbene con temperature in più apprezzabile calo dal 22/23, rispetto ai giorni precedenti.

Ultimo aggiornamento delle 00 odierne, in media-bassa Stratosfera, 100 hpa, 16.000 metri circa, del modello americano GFS

Via via, sulla circolazione atlantica più umida, nel frattempo isolatasi sul Mediterraneo centro occidentale per via di un recupero anticiclonico sul medio Atlantico e Regno Unito, potrebbe innestarsi un flusso più freddo baltico-russo.

Allo stato attuale dei dati, l’alta oceanica potrebbe chiudere definitivamente la circolazione atlantica, operando un blocco largo e alto in Oceano con promontorio fino all’Islanda, e veicolare masse d’aria fredda appunto dal settore Scandinavo centro orientale verso il cuore dell’Europa e il Mediterraneo centro occidentale (come suggerito anche dall’orientamento barico a 100 hpa, 16.000 m circa, in una simulazione del modello americano GFS dal 27/28 dicembre, immagine interna).

 

Stando alle dinamiche attuali, l’aria fredda avrebbe un percorso medio-alto, con flusso più freddo verso Francia, anche Spagna e, naturalmente, su Nord e Centro-Est Europa, meno freddo sul Mediterraneo centro meridionale per via, su questa area, della maggiore presenza dei minimi depressionari, tuttavia moderatamente fredda anche verso l’Italia.

Le occasioni per neve medio-bassa sarebbero assenti o scarse sul nostro paese fino a tutto Natale, se non a quote di montagna. Da Santo Stefano, poi via via dal 27/28 e a iniziare dal Nord, verso il Centro Sud, le opportunità per fiocchi sarebbero maggiori, magari fino a quote basse o occasionalmente pianeggianti al Nord, a quote collinari o di bassa montagna sul Centrosud Appennino.

 

La fase  potenzialmente più fredda di questo dicembre andrebbe, quindi, dal 27 al 31 del mese e il freddo si farebbe sentire di più sul medio e alto Adriatico, sulle pianure del Nord, al Nordovest, su alto Tirreno e sulla Sardegna.

I valori sotto media più marcati si realizzerebbero sul Sud Piemonte, sul Ponente Ligure, sul Nord Appennino, anche sulla Sardegna, qui fino a 3/4° sotto media; 1/2° sotto norma sul medio-alto Adriatico, dalla Romagna, Venezie e fino al Nord della Puglia e Nordest Campania.

 

Condizioni termiche tutto sommato nella media, per lo stesso periodo di riferimento, sul resto d’Italia, significando ciò una fase normalmente fredda invernale, cosa non certo scontata, dato il trend degli ultimi anni.

Infine, uno sguardo, sempre in riferimento alla fase più fredda attesa dal 27 al 31, sulle aree più esposte a precipitazioni, stando al quadro barico simulato a ora.

 

Queste sarebbero le aree del medio Adriatico e relative appenniniche, quelle meridionali, la Sicilia e l’Est della Sardegna, con apporti maggiori su Calabria, specie ionica, e su Sicilia nordorientale. Esposto anche il settore piemontese centro meridionale. Su queste aree le precipitazioni sarebbero anche un po’ sopra media, magari più abbondantemente sopra norma su Calabria ionica, aree ioniche anche lucane e sull’area Etnea.

Potrebbe continuare una circolazione mediamente fredda e più invernale anche a seguire, fino all’Epifania, ma su questa ipotesi l’incertezza è maggiore e, lo ribadiamo, resta una mera ipotesi evolutiva, tuttavia a oggi confermata, anche quella tra Natale e Capodanno.

 

Continueremo ad aggiornare sul possibile tempo delle festività, nelle nostre quotidiane rubriche sul più lungo termine. Su elaborazione dati del Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio-Lungo Raggio (ECMWF).

  (METEOGIORNALE.IT)

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