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Cos'è la "subsidenza" che farà schizzare le temperature in montagna tra poche ore

Anticiclone in arrivo su tutta Italia nel Weekend, tempo più stabile e soleggiato. Clima molto più mite in montagna.

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Dopo le fortissime nevicate che hanno ammantato le Alpi occidentali e dopo i nubifragi che hanno indotto danni e allagamenti in Val Padana, è tempo di alta pressione. Il finale di dicembre, dunque, riserverà un forte miglioramento del tempo e un aumento delle temperature per certi versi inaspettato, dopo le recenti e abbondanti nevicate in montagna. Ciò che farà impennare i valori termici sarà il fenomeno della subsidenza, un grosso problema per le nostre montagne.

Ed è proprio questo il punto più delicato della fase che stiamo per vivere: la subsidenza, se da un lato garantisce cieli sereni e condizioni meteo apparentemente ideali, dall’altro rappresenta uno dei principali fattori di destabilizzazione del manto nevoso, soprattutto quando interviene subito dopo grandi nevicate.

Che cos’è la subsidenza e perché si verifica

Si tratta di un fenomeno legato a potenti campi di alta pressione in quota, i quali sono talmente “pesanti” da schiacciare l’aria verso il basso, inibendo totalmente la formazione di nubi e precipitazioni. Insomma, tornerà il sereno in ogni angolo d’Italia nel weekend e ad inizio prossima settimana, soprattutto tra 28, 29 e 30 dicembre: tre giorni di Sole, bel tempo e una vera e propria impennata delle temperature, ma non per tutti.

Quando l’aria viene compressa verso il basso, come avviene durante la subsidenza, essa si riscalda per compressione adiabatica. Questo riscaldamento è tanto più efficace quanto più si sale di quota ed è il motivo per cui le temperature aumentano sensibilmente in montagna anche in pieno inverno.

Perché in pianura il caldo si sentirà poco

In pianura faticheremo a percepire questo forte aumento termico. Ci troviamo in pieno inverno, ragion per cui l’inversione termica è ancora indiscussa protagonista, soprattutto nelle valli e in Pianura Padana. Con l’inversione termica avremo un accumulo di aria fredda nei bassi strati dell’atmosfera, che inevitabilmente si rifletterà sulle temperature sia minime sia massime.

In piena notte potremo facilmente scendere sotto lo zero, mentre in pieno giorno le massime faticheranno a superare i 7–8°C al Nord in presenza di Sole; in caso di nebbia, addirittura, non si andrà oltre i 3–4°C.

Questa situazione crea un marcato contrasto verticale, con aria fredda e umida bloccata al suolo e aria sempre più mite salendo di quota. Un vero e proprio coperchio che separa due mondi opposti a poche centinaia di metri di distanza.

Forte alta pressione fino al 30 Dicembre

Montagna sotto l’effetto pieno della subsidenza

Discorso diametralmente opposto per le montagne, soprattutto al di sopra dei 1000 metri di quota, dove sarà dominante la subsidenza. Il forte aumento della pressione schiaccerà l’aria verso il basso, causando un cospicuo aumento delle temperature in quota. Si prevedono valori fino a:

  • +11°C a 1500 metri sul Nord-Ovest
  • fino a +9°C su Centro Italia, Sardegna e Nord-Est
  • fino a +5/+6°C al Sud

Per le Alpi sarà un’impennata a dir poco clamorosa, tipica della tarda primavera. La subsidenza avrà effetti fino a livelli collinari, mentre più in basso agirà l’inversione termica: al suolo farà più freddo, mentre sopra il “coperchio” dell’inversione le temperature saliranno rapidamente.

Rischio valanghe?

Questa configurazione è particolarmente critica per il manto nevoso. Le temperature elevate in quota, unite al forte soleggiamento e alla mancanza di rigelo notturno alle medio-alte altitudini, favoriranno una rapida trasformazione della neve fresca, che diventerà più umida e pesante. Questo processo può compromettere la stabilità degli strati nevosi, soprattutto laddove la neve recente poggia su strati più vecchi e freddi.

Il rischio valanghe tende ad aumentare sensibilmente, in particolare sui pendii esposti al Sole e nelle ore centrali della giornata. Le valanghe di neve umida e da scorrimento diventano più probabili anche su versanti normalmente considerati più sicuri. È proprio nelle fasi di alta pressione post-nevicata che si verifica un numero elevato di incidenti in montagna, perché le condizioni meteo apparentemente “perfette” possono indurre a sottovalutare la fragilità del manto nevoso.

Fortunatamente non durerà a lungo. L’alta pressione persisterà fino a fine dicembre, dopodiché le temperature crolleranno a tutte le quote, anche in montagna, per l’arrivo di correnti fredde nord-orientali.

Fonti e modelli di riferimento

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