
(METEOGIORNALE.IT) Le previsioni della settimana dell’Immacolata vedono un deciso cambio di passo dopo un lungo periodo dominato dalle piogge e dalle perturbazioni atlantiche. Il ritorno dell’alta pressione sub-tropicale in questo periodo dell’anno è senza dubbio un grosso problema per le nostre montagne, poiché saranno quelle dove le alte temperature riusciranno a graffiare con forza.
Previsioni pessime per le montagne
Ormai da anni l’alta pressione nordafricana ha modo di raggiungere il Mediterraneo con grande facilità anche nelle stagioni fredde, apportando temperature in alta quota tipiche dell’estate.
Ed è proprio questo il problema più grande, da molti sottovalutato, ma che in alta montagna agisce indisturbato creando danni considerevoli alla neve e ai ghiacciai. In effetti l’aumento delle temperature legato all’alta pressione subtropicale a valle e in pianura è parzialmente mascherato dall’inversione termica, un fenomeno tipico del periodo in presenza di alta pressione.
Temperature folli, zero termico alle stelle!
Quando però usciamo da questa piccola bolla dove le temperature si mantengono su livelli tardo-autunnali o invernali, ecco che salta il coperchio e ci imbattiamo faccia a faccia con le pesanti anomalie che caratterizzano questi campi di alta pressione subtropicali. In alta quota le temperature saliranno ben oltre le medie del periodo, portandosi su valori tipicamente tardo-primaverili o addirittura estivi al di sopra dei 1500 m di altitudine. Lo zero termico schizzerà al di sopra dei 3000 m dalle Alpi alla Sicilia per buona parte della settimana, pertanto la neve presente fino a queste quote sarà messa a dura prova e in gran parte potrà fondersi inesorabilmente.
Ecco cosa comporterà questa anomalia termica:
- Fusione accelerata della neve presente in quota in tutte le catene montuose.
- Temperature eccezionalmente miti, poco consone al periodo e dannose per ghiaccio e neve.
E più in basso?
Ma cosa succederà nelle nostre principali città? Chiaramente, con l’arrivo dell’alta pressione per 7 giorni di fila, ovvero fino al 14 dicembre, non ci saranno piogge o situazioni di maltempo. Per le regioni del Sud, le isole maggiori, le colline e le montagne sarà una settimana tutto sommato bella e soleggiata, con temperature che a livelli di pianura si porteranno al di sopra dei 16 o 17°C.
Nord avvolto da nebbie e foschie persistenti
Nelle valli appenniniche, nelle valli alpine e in Pianura Padana invece ci imbatteremo in tante foschie, nebbie o nubi basse che renderanno l’atmosfera più cupa, più grigia e uggiosa – ed anche parecchio più inquinata. Logicamente in Val Padana le temperature saranno più basse rispetto al resto d’Italia, soprattutto in presenza di nebbie persistenti non solo di notte ma anche di giorno, che manterranno saldamente le temperature al di sotto dei 7°C.
Zone più esposte ai fenomeni di nebbia:
- Bassa Lombardia, Emilia e basso Veneto, con foschie fitte e durature.
- Possibile estensione della nebbia a gran parte della Pianura Padana tra 10 e 11 dicembre.
Arriveranno anche un po’ di nubi basse da metà settimana sul medio-alto Tirreno, quindi sulle coste della Liguria e della Toscana. Poi qualche banco di nebbia riuscirà a proliferare anche sui litorali o nelle pianure del Centro-Sud nelle ore notturne e nelle prime ore del mattino.
Tutto questo almeno fino al 14 dicembre, dopodiché una perturbazione atlantica potrebbe smuovere le acque all’interno del Mediterraneo e riportare nubi cariche di pioggia e temperature più consone al periodo.
Credit: questo articolo è stato realizzato analizzando i dati dei modelli matematici ECMWF e Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, UKMO per le previsioni meteorologiche. (METEOGIORNALE.IT)
