
(METEOGIORNALE.IT) Dai modelli matematici non emergono, ovviamente, dettagli che possano far propendere per l’una o l’altra soluzione. Tuttavia alcuni centri di calcolo internazionali iniziano a mostrarci segnali invernali di un certo peso
Anzitutto dovremo affrontare una settimana, la prossima, che si rivelerà essenziale per scardinare la resistenza del promontorio anticiclonico. In questo momento, infatti, si fa fatica a parlare d’Inverno pur consapevoli del fatto che l’Alta Pressione fa parte del gioco.
Spesse volte, in passato, il periodo dell’Immacolata è stato caratterizzato da condizioni di stabilità atmosferica. Magari non con temperature così alte, o comunque con anomalie termiche positive così eclatanti, ma la presenza di un promontorio anticiclonico non va visto come un qualcosa di insolito.
La prossima settimana, invece, dovrebbe riportarci il maltempo a causa di un affondo depressionario che dopo aver investito l’Europa occidentale dovrebbe sprofondare fin sul Nord Africa generando una risposta ciclonica afro-mediterranea. Avremo modo e tempo per parlarne, anche perché il quadro previsionale andrà seguito giorno per giorno.
Ciò che preme evidenziare è che il cambiamento della prossima settimana dovrebbe rappresentare lo spartiacque ideale verso il ritorno dell’Inverno. Le festività natalizie, infatti, dovrebbero riportarci il freddo. Se dall’Artico o dall’Est Europa non si sa, in questo momento siamo più propensi a ipotizzare un’irruzione artica di un certo spessore.
In tal senso, lo ripetiamo, i modelli matematici capaci di spingersi più in là mostrano una sinottica di questo tipo: spostamento dell’Alta Pressione sull’Europa occidentale, spinta verso l’Islanda – o comunque in pieno Atlantico – e risposta meridiana del freddo, capace a quel punto di gettarsi con impeto verso sud.
La traiettoria dell’eventuale irruzione – dobbiamo pur sempre ragionare in termini probabilistici – sarà determinante non soltanto dal punto di vista termico ma anche sotto l’aspetto precipitativo. Diciamo che la traiettoria, inizialmente, potrebbe essere un po’ più occidentale, impegnando maggiormente Francia e Penisola Iberica.
Dopodiché potrebbe traslare verso est, puntando le nostre regioni e pilotando un’ondata di maltempo dal sapore pienamente invernale. Possiamo aggiungere, per concludere, che potrebbe trattarsi di un antipasto in vista di un’irruzione ben più consistente che potrebbe arrivare tra fine 2025 e l’inizio dell’anno nuovo. (METEOGIORNALE.IT)
