
(METEOGIORNALE.IT) Partendo da un punto fermo: il prossimo fine settimana sarà senza alta pressione. Si romperà quindi l’equilibrio anticiclonico che per buona parte della settimana interesserà le regioni settentrionali. Questo avrà conseguenze dirette: ad esempio, si andranno a inibire le inversioni termiche, cioè il deposito di aria fredda nelle ore notturne su pianure e vallate, aria fredda che poi durante il giorno non viene sufficientemente riscaldata dalla radiazione solare ormai calante. Ricordiamo che siamo nella prima decade di Novembre e la seconda si avvicina: le giornate diventano più brevi e il sole meno caldo. Il Nord Italia ne risente parecchio, in particolare la Valle Padana, dove in qualche località stanotte la temperatura ha toccato 0°C.
Per quanto riguarda il peggioramento, vediamo che cosa indicano i due principali modelli matematici. Quello americano prospetta un sensibile cedimento della pressione atmosferica e il transito di fronti nuvolosi irregolari, in grado di portare precipitazioni su buona parte delle regioni settentrionali. Queste sarebbero associate a un deciso abbassamento della temperatura in quota e, soprattutto nella settimana prossima, a nevicate che localmente potrebbero scendere sotto i 1200 metri. Questa è una novità non da poco. Sull’entità delle precipitazioni c’è molta incertezza: in generale vengono previste piogge intense e di breve durata, una caratteristica che stiamo riscontrando sempre più spesso e che in Autunno sembra riproporsi.
Successivamente, questa perturbazione andrà a interessare le regioni centrali e il Sud Italia nel corso della settimana prossima, segnando un cambiamento meteorologico importante. Nel prosieguo la situazione resta incerta, perché – sempre secondo il modello americano – potrebbe formarsi un ulteriore campo di alta pressione a est dell’Italia: un impianto anticiclonico piuttosto debole, facilmente erodibile da perturbazioni oceaniche e, soprattutto, da una novità non da poco.
Il Centro-Nord Europa potrebbe essere inglobato da aria fredda di origine artica: il Vortice Polare – lo abbiamo già detto più volte – è debole e stavolta l’aria fredda andrebbe a interessare le Isole Britanniche, gran parte della Francia, la Germania, la Polonia e decisamente la Scandinavia, con situazioni meteorologiche invernali e molte nevicate. Non è prevista per ora neve in pianura, per esempio in Francia o in Germania; ricordiamo che l’anno scorso, nel 2024, alla fine di Novembre si ebbe una tempesta di neve sull’Europa centrale a causa di un’irruzione di aria fredda.
Passando a ciò che espone il Centro Europeo (ECMWF), non viene vista un’irruzione di aria fredda verso l’Italia. Questo è il punto essenziale. Indica però un raffreddamento non trascurabile rispetto ai livelli termici in quota che raggiungeremo soprattutto a metà di questa settimana. Prevede inoltre l’arrivo della perturbazione nel prossimo fine settimana, con nevicate sull’Arco Alpino presumibilmente dai 1500 metri in su, localmente anche a quote inferiori. Possibilità di piogge in alcune aree della Pianura Padana, temporali sparsi in Sardegna e sulle regioni tirreniche, in estensione poi ad altre zone perché il fronte, pur in disgregazione, si muoverà verso est.
Resta però un disturbo non da poco per l’Italia: l’alta pressione. Addirittura, nella seconda parte della settimana prossima, viene inquadrato un campo anticiclonico anche piuttosto potente sul nostro Paese, con conseguente aumento della temperatura in quota.
In sostanza, l’Inverno rimarrebbe bloccato a nord delle Alpi, ma anche l’Autunno, perché precipitazioni così occasionali come quelle osservate non sono tipicamente autunnali: l’Autunno vedrebbe piogge più intense e frequenti. Quindi persisterebbe un deficit pluviometrico in Italia, soprattutto sulle regioni settentrionali, ma anche al Centro: aree come le regioni centrali tirreniche e la Sardegna occidentale, ad esempio, sono zone che in Autunno registrano il picco massimo di precipitazioni annuali. Lo stesso vale per la Pianura Padana.
Ma Novembre, almeno in ambito previsionale, si prospetta senza grossi fenomeni, anzi con un certo deficit pluviometrico come linea di tendenza, in continuità con quanto abbiamo realmente avuto in Ottobre.
C’è comunque un trend verso un calo della temperatura – tra l’altro del tutto normale- perché ci stiamo avvicinando all’inizio dell’Inverno meteorologico, che scatta il 1° Dicembre, tre settimane prima di quello astronomico.
