
(METEOGIORNALE.IT) Il mese di novembre sta partendo molto male, con condizioni meteo miti e spesso e volentieri senza avere e proprio perturbazioni. L’Italia, invece di essere avvolta dalle classiche atmosfere autunnali, con piogge, venti freschi e giornate sempre più corte e fredde, rischia davvero di avere una lunga pausa asciutta.
Una sorta di estate di San Martino davvero anomala. La causa di questa anomalia è da ricercare nella presenza costante e tenace di vasti promontori altopressorei, che dominano il bacino del Mediterraneo e gran parte dell’Europa meridionale.
20 gradi a inizio novembre
Questi anticicloni, provenienti in prevalenza dalle regioni subtropicali, stanno portando sulle nostre teste masse d’aria eccezionalmente calde per il periodo, determinando un innalzamento notevole delle temperature. In molte aree della Penisola stiamo superando di slancio i 20 gradi, talvolta con minime folli sui 16-18.
Le giornate soleggiate, il cielo limpido e la sensazione di tepore quasi estivo hanno reso questo novembre un mese fuori da ogni schema. Anche se spesso è capitato così negli ultimi anni. Basti pensare a quello che è successo solamente nel 2024.
Correnti polari in arrivo tra fine novembre e inizio dicembre?
Nonostante la situazione attuale sembri ancora dominata dall’anticiclone, alcuni segnali indicano che questa fase di stabilità potrebbe essere minata a cominciare dalla seconda metà del mese. L’Alta Pressione che oramai da alcuni giorni è padrona assoluta del Mediterraneo centrale potrebbe indebolirsi progressivamente, lasciando spazio a correnti più fredde provenienti dal Nord Europa.
I meteorologi osservano con grande attenzione la posizione e l’andamento della corrente a getto. Per dirla a breve si tratta di una sorta di fiume d’aria ad alta quota che regola la distribuzione delle perturbazioni. Un suo spostamento verso sud potrebbe aprire la strada a fronti freddi e umidi, interrompendo la fase di calma atmosferica. Al momento, però, la corrente a getto rimane troppo settentrionale e l’Anticiclone subtropicale continua a esercitare un forte controllo sull’Europa meridionale, mantenendo le temperature ben oltre le medie stagionali.
Un caldo anomalo dagli effetti tutt’altro che positivi
Le conseguenze di questo clima anomalo sono già note. Sul piano agricolo, le temperature elevate e la scarsità di piogge stanno modificando i normali cicli biologici delle piante. Alcune colture, soprattutto nel Centro e nel Sud Italia, stanno prolungando la loro fase vegetativa, con effetti a volte positivi ma comunque dannosi alla lunga. In altre aree, invece, la mancanza di precipitazioni rischia di provocare stress idrico e danni ai terreni.
Poi c’è il problema smog. L’aria stagnante e la debole ventilazione, tipiche delle situazioni anticicloniche, stanno favorendo l’accumulo di inquinanti nelle città. È la solita solfa. Questo peggioramento della qualità dell’aria rappresenta un rischio per la salute, specialmente per le persone più vulnerabili come anziani e bambini o per chi soffre di patologie respiratorie.
L’importanza che l’autunno faccia…l’autunno
In questo momento l’anticiclone subtropicale è in posizione dominante, ma la meteorologia insegna che basta poco per cambiare il quadro. Per la verità, non è un campo di alta pressione così tenace. Potrebbe essere facilmente bucabile. Il problema è che mancano le depressioni che escono a scacciare via questa cupola di alta pressione.
Secondo alcuni modelli a lunghissima gittata, a partire dal mese di dicembre potremmo assistere a un radicale cambiamento: correnti fredde provenienti dal Nord Atlantico o dall’Europa orientale potrebbero raggiungere la Penisola. In tal caso, si aprirebbe una fase decisamente più invernale, con temperature in sensibile diminuzione e possibili nevicate sulle regioni centrali e settentrionali, specie lungo la dorsale appenninica e nelle Alpi.
Dicembre: arriverà davvero il freddo?
Guardando alle prospettive per il prossimo mese, gli esperti non escludono che finalmente possa arrivare una serie di perturbazioni molto utili. Magari masse d’aria di matrice artica. Se tale previsione si rivelasse corretta, proprio durante il periodo natalizio potremmo assistere a un ritorno del freddo e forse anche della neve su alcune regioni italiane.
Sarebbe una sorta di remake del 2024. Solo che ovviamente mancando tanto tempo non possiamo dire con assoluta certezza che cosa accadrà. Quello che importa è che dicembre sia un mese fresco e soprattutto piovoso che possa riportare perturbazioni importanti e fasi meteo nevose, per lo meno in montagna.
Credit
L’articolo è stato redatto analizzando i dati dei modelli meteo ECMWF e Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE. (METEOGIORNALE.IT)
