
(METEOGIORNALE.IT) Negli ultimi giorni abbiamo registrato temperature sotto la media, gelate diffuse e prime nevicate sulle montagne, dal Nord fino all’Appennino. Questo scenario, però, potrebbe essere solo l’inizio di una fase ancora più movimentata.
Nel breve periodo il tempo concederà una breve tregua, con schiarite e fenomeni in attenuazione. Tuttavia i modelli matematici stanno evidenziando una nuova possibile svolta: l’arrivo, nei primi giorni di dicembre, di una goccia fredda in discesa dal Nord Europa. Si tratta di un nucleo di aria molto fredda in quota che, una volta isolato sul Mediterraneo, è in grado di riattivare piogge intense, temporali e nevicate a quote relativamente basse. È un tipo di configurazione capace di portare maltempo diffuso anche per diversi giorni.
Intanto, mentre guardiamo a ciò che succederà nel breve periodo, un altro elemento merita attenzione: la situazione della stratosfera. Il vortice polare stratosferico, che in inverno tende a mantenere l’aria gelida confinata vicino al Polo Nord, sta mostrando segnali di indebolimento.

Un riscaldamento anomalo intorno ai 30 km di quota sta rallentando i venti che ruotano attorno al Polo, configurazione tipica di un riscaldamento stratosferico improvviso (SSW). Quando ciò accade, le settimane successive possono diventare molto interessanti dal punto di vista meteo.
Infatti, un SSW può facilitare la discesa di masse d’aria fredda verso le medie latitudini, cioè verso Europa, Stati Uniti e Asia. Se questo schema dovesse concretizzarsi, potremmo assistere a fasi di freddo marcato o addirittura a ondate di gelo, anche lontano dal circolo polare.
Nel frattempo, la goccia fredda attesa a inizio dicembre potrebbe riportare neve abbondante sulle Alpi, soprattutto sui settori orientali, e nuove nevicate anche sull’Appennino, inizialmente oltre i 1000–1300 metri ma con possibili cali di quota durante i rovesci più intensi.
Guardando più avanti, lo scenario resta aperto: alcuni modelli indicano la possibilità di nuove irruzioni fredde verso l’Europa, mentre altri vedono una fase più stabile e anticiclonica.
Ciò che sappiamo, però, è che un SSW così precoce è un segnale importante: l’inverno 2025/2026 potrebbe essere tutt’altro che monotono, con potenziali colpi di scena anche per il Mediterraneo.
Credit: questo articolo è stato realizzato analizzando i dati dei modelli matematici ECMWF e Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, UKMO per le previsioni meteorologiche. (METEOGIORNALE.IT)
