
(METEOGIORNALE.IT) Al centro di questo scenario ci sono due grandi protagonisti della circolazione atmosferica globale: la La Niña nel Pacifico e il comportamento del Vortice Polare, messo alla prova da un possibile riscaldamento stratosferico improvviso (SSW).
La Niña: cosa significa per il meteo invernale 2025/2026
Quest’anno l’oceano Pacifico sta vivendo una fase di La Niña, cioè un raffreddamento anomalo delle acque nella fascia equatoriale. Anche se l’episodio è stimato come debole o moderato, è sufficiente a cambiare la disposizione dei grandi flussi atmosferici su scala emisferica e quindi a influenzare il meteo invernale.
Le anomali termiche negative nella zona ENSO indicano acque più fredde del normale. In risposta, tende a rinforzarsi un’area di alta pressione sul Nord Pacifico, affiancata da una zona di bassa pressione sul Canada centrale. Questo assetto obbliga il getto polare a scendere più a sud, passando sopra gli Stati Uniti centro-settentrionali.
Il risultato è un aumento della probabilità di irruzioni fredde, gelate e nevicate intense su molte regioni degli USA, soprattutto quando l’aria fredda incontra correnti umide. In Europa, invece, le tendenze stagionali legate alla La Niña suggeriscono un quadro mediamente più freddo sul settore nord e centro-orientale, con maggiore rischio di afflussi di aria artica o continentale.
Vortice Polare e SSW: perché se si indebolisce può arrivare il gelo
Il secondo tassello fondamentale per capire l’inverno 2025/2026 è il Vortice Polare, cioè la grande “giostra” di aria gelida che ruota attorno al Polo Nord in stratosfera. Quando il vortice è forte, il freddo rimane concentrato alle alte latitudini. Se però il vortice si indebolisce o va in crisi, l’aria gelida può scendere verso le medie latitudini, colpendo Europa, Stati Uniti e Canada.
Le ultime simulazioni indicano la possibilità di un riscaldamento stratosferico improvviso (SSW) nella seconda metà di novembre, forse uno dei più precoci degli ultimi decenni. In passato, episodi così anticipati (come nel 1958, 1968 e 2000) sono stati associati a dicembre molto freddi, specie tra Canada e USA.
Se questo SSW dovesse davvero concretizzarsi e indebolire il Vortice Polare, il meteo invernale potrebbe cambiare volto nel giro di 10–20 giorni, aprendo la strada a ondate di freddo e neve anche intense.
Dicembre 2025: partenza col botto tra Nord America ed Europa
La combinazione tra La Niña e possibile SSW rende il dicembre 2025 il mese più a rischio per un avvio di inverno rigido. Le proiezioni a 500 hPa mostrano blocchi di alta pressione in area polare e flussi di aria artica diretti verso Stati Uniti e Canada meridionale, con elevata probabilità di gelo precoce e neve diffusa.

In Europa, gli scenari modellistici puntano su un’alta pressione più settentrionale e basse pressioni sul settore centro-meridionale: una configurazione che favorisce correnti da est e nord-est, quindi aria più fredda verso il continente. In questo contesto aumentano le chance di episodi freddi e nevicate, soprattutto sull’Europa centrale e, a tratti, anche nel bacino del Mediterraneo.
Gennaio e febbraio 2026: inverno ancora attivo, poi possibile svolta mite
Per gennaio 2026, i modelli stagionali vedono la possibilità di uno schema ancora “bloccato” tra Groenlandia, Nord Pacifico e Canada. Il freddo potrebbe continuare ad accumularsi tra Canada meridionale e Stati Uniti centro-orientali, mantenendo attivo il rischio di ondate gelide e neve.
Sull’Europa, gennaio potrebbe risultare in media meno estremo di dicembre ma comunque capace di proporre fasi di freddo intenso, specie con irruzioni da nord o nord-est. Un mese, insomma, ancora “vivo” sul piano del meteo invernale.
Le prime indicazioni per febbraio 2026 mostrano invece segnali di una progressiva attenuazione del freddo. Un eventuale riassetto del Vortice Polare in modalità più compatta potrebbe riportare le masse gelide verso il Polo, riducendo le irruzioni verso le medie latitudini e favorendo un contesto più mite, soprattutto in Europa.
Inverno 2025/2026: cosa aspettarsi in pratica
In sintesi, la combinazione tra La Niña e un possibile riscaldamento stratosferico improvviso rende probabile un inverno 2025/2026 tutt’altro che monotono. L’idea di fondo è quella di una stagione con partenza fredda e nevosa, soprattutto tra dicembre e l’inizio di gennaio, seguita da una possibile fase più mite nella parte finale.
Si tratta comunque di tendenze stagionali, non di previsioni puntuali giorno per giorno. Le singole ondate di freddo, le nevicate più importanti e i dettagli su Europa, Stati Uniti e Canada andranno confermati con le normali previsioni a breve termine. Ma un messaggio è chiaro: chi ama il vero inverno potrebbe avere più di una sorpresa nella stagione 2025/2026. (METEOGIORNALE.IT)
