Ma sarà mantenere una certa prudenza, perché prima dovremo affrontare altri due peggioramenti – il primo ormai imminente e frutto di un’altra irruzione artica, il secondo probabilmente di matrice nord atlantica – e perché poi potrebbero subentrare scossoni atmosferici ben più profondi di quelli attuali.
Recentemente, infatti, abbiamo scritto che l’eventuale ritorno dell’Alta Pressione potrebbe rappresentare uno step essenziale nel passaggio verso scenari meteo climatici invernali ben più crudi. Il tutto, è bene non scordarlo, a causa dell’insolito marcato indebolimento del Vortice Polare.
Si deve tenere conto, infatti, che tale dinamica non è affatto semplice da interpretare. Lo è ancor di meno per gli autorevoli modelli matematici, abituati a leggere una circolazione atmosferica orientata da ovest verso est e non viceversa. Perché in quel caso, qualora certi segnali continuassero ad arrivarci, la circolazione potrebbe cambiar segno, orientandosi da est in direzione ovest.
Prima che ciò accada, di solito, assistiamo a forti rimonte anticicloniche ed ecco quindi che l’eventuale ritorno del bel tempo a ridosso dell’Immacolata rappresenterebbe un segnale invernale piuttosto potente. Paradossale, è vero, ma se l’Inverno vuole prendersi la scena è necessario mettere in conto una sinottica di quel tipo.
Dopo che si è descritta la motivazione barica che potrebbe scatenare alte temperature a questo punto è doveroso soffermarsi sul trend previsionale. Detto che non può essere affidabile – visto il range temporale che ci separa dall’avvio del periodo pre natalizio – è lecito ipotizzare un’esplosione termica al rialzo.
Le proiezioni termiche, infatti, lasciano intravedere per quel periodo temperature ampiamente superiori alle medie stagionali. Addirittura di 8-10°C, il che potrebbe significare punte massime di 20°C su alcune zone d’Italia. Sole e caldo anomalo che prenderebbero letteralmente il sopravvento, ma in quel caso tornerebbero le nebbie e le pesanti inversioni termiche notturne. Col rischio gelate in aree pianeggianti e vallive.
La rimonta anticiclonica potrebbe spingersi verso l’Europa centrale, passando in primis per il Mediterraneo. Posizione propizia allo scivolamento di aria gelida sull’Europa orientale ed è proprio in quella direzione che si dovrà guardare in seguito, perché il freddo – anzi il gelo – potrebbe arrivare proprio da lì.