(METEOGIORNALE.IT) Marte continua a sorprenderci. Proprio quando pensiamo di conoscerlo un po’ meglio, arriva qualche dato a rimescolare le carte. Questa volta, un doppio colpo: da un lato il rover Perseverance ha intercettato minuscole scariche elettriche nell’atmosfera; dall’altro, nuovi dati radar mettono seri dubbi sull’esistenza del famoso lago sotterraneo individuato anni fa al polo sud. Due scoperte, una accanto all’altra, che ci ricordano quanto il Pianeta Rosso sia ancora pieno di misteri irrisolti.
Mini-fulmini su Marte: elettricità nell’aria
Tutto comincia quasi per caso. Analizzando l’audio raccolto dal microfono SuperCam, i ricercatori hanno individuato 55 scariche elettriche registrate nell’arco di due anni marziani. La conferma ufficiale è arrivata questa settimana su Nature: è la prima prova diretta che l’atmosfera marziana può produrre elettricità.
La scintilla – è il caso di dirlo – è arrivata da una registrazione del Settembre 2021, quando un dust devil aveva attraversato Perseverance. Riascoltando il file, gli scienziati hanno trovato quello che nessuno si aspettava: archi elettrici di pochi centimetri, più simili a clic di elettricità statica che ai fulmini spettacolari terrestri. Mini-fulmini, li ha chiamati Baptiste Chide, l’autore principale dello studio.
Scariche da 40 millijoule, più o meno l’energia di una racchetta elettrica per zanzare. Roba piccola, certo, ma sufficiente a porre una domanda di fondo: cosa significa davvero per il clima, la polvere e persino la chimica dell’atmosfera marziana?
Daniel Mitchard, esperto di fulmini della Cardiff University, lo ha detto chiaramente: «È uno dei più grandi misteri di Marte». Ora un tassello è finalmente al suo posto.
Il lago polare? Forse non c’è mai stato
Parallelamente, mentre Perseverance ascoltava l’aria di Marte, un altro strumento – questa volta in orbita – ha seminato dubbi su una delle scoperte più discusse degli ultimi anni: il lago sotterraneo al polo sud.
Nel 2018, lo strumento MARSIS dell’ESA aveva individuato un riflesso radar molto brillante, interpretato come un lago salato largo una ventina di chilometri. Una notizia che aveva acceso speranze enormi per la ricerca di possibili habitat per la vita.
Ora, però, lo strumento SHARAD del Mars Reconnaissance Orbiter della NASA ha raccolto una serie di nuovi dati usando una particolare manovra di rollio a 120°. Il risultato? Un segnale sorprendentemente debole, incompatibile con la presenza di acqua liquida.
Gareth Morgan, autore dello studio pubblicato su Geophysical Research Letters, lo ha detto senza giri di parole: «È molto difficile sostenere l’idea di un lago».
Secondo il team, quel riflesso forte potrebbe essere spiegato molto più semplicemente: terreno liscio, forse un antico flusso lavico. Niente acqua, niente laghi. Almeno lì.
Implicazioni per chi andrà su Marte
Le due scoperte, messe insieme, non sono dettagli da poco. L’elettricità atmosferica non rappresenta un pericolo diretto per eventuali astronauti, ma può degradare gradualmente le tute e disturbare l’elettronica. Non proprio ideale in un ambiente dove tutto deve funzionare alla perfezione.
E poi c’è un’altra questione: gli scarichi elettrici potrebbero generare ossidanti, come il perossido di idrogeno, che distruggono le molecole organiche. Un problema serio per chi cerca tracce di vita passata.
Ralph Lorenz del Johns Hopkins APL non ha escluso neppure un’ipotesi suggestiva: il misterioso collasso della sonda sovietica Mars 3 nel 1971, avvenuto durante una tempesta di polvere, potrebbe essere stato causato proprio da una scarica elettrica. Forse. Nessuna certezza, ma il sospetto resta.
Nel frattempo, il radar SHARAD è già al lavoro su altri siti cruciali, come la Medusae Fossae Formation, che potrebbe nascondere enormi depositi di ghiaccio utili per le future missioni umane.
Marte continua a parlare. E, come sempre, ogni risposta arriva accompagnata da nuove domande. (METEOGIORNALE.IT)

