
(METEOGIORNALE.IT) L’analisi meteo della situazione è chiara. L’avvio di Ottobre ha sorpreso davvero tutti, con un brusco cambiamento. Un flusso d’aria molto fredda, direttamente dalla Russia, è scivolato verso il settore centro-orientale del Mar Mediterraneo. Esso ha determinato un deciso calo termico e ha causato condizioni di maltempo diffuso. Le temperature hanno subito un repentino tracollo, hanno riportato valori più consoni a fine autunno.
Il freddo è stato accompagnato da venti tesi e da precipitazioni anche intense sulle regioni centrali e meridionali, con fenomeni più marcati su Abruzzo, Molise, Sud Italia e Isole Maggiori. In Appennino, la quota neve è potuta scendere fino ai 1300-1500 metri, ha regalato i primi paesaggi imbiancati della stagione. Una cosa rarissima, oramai.
Cosa sta accadendo
A partire dal 5-6 Ottobre, le correnti fredde si stanno ritirando progressivamente verso oriente, permettendo la rimonta di un vasto campo di alta pressione. Ma attenzione. L’Italia resterà collocata sul margine orientale dell’anticiclone.
Questa è una posizione che potrebbe consentire il passaggio di deboli fronti perturbati in discesa dalle latitudini settentrionali. Nonostante un generale miglioramento e un clima più mite, la stabilità non sarà assoluta e potranno verificarsi episodiche incursioni instabili, specie nelle ore pomeridiane. Una sorta di instabilità nelle ore più miti.
Nuovo cambiamento
Nella seconda metà del mese, il quadro meteo è destinato a cambiare nuovamente. L’anticiclone perderà progressivamente forza, lasciando spazio all’arrivo delle correnti atlantiche. È probabile che dall’oceano si farà strada un flusso più umido e perturbato che porterà piogge diffuse, venti sostenuti e un ritorno dell’instabilità tipica della stagione autunnale.
Questa nuova fase dinamica, alimentata dalle correnti occidentali, potrebbe proseguire anche durante i primi giorni di Novembre. In fondo le tendenze meteo sono chiare. Novembre potrebbe risultare un mese piuttosto turbolento, soprattutto per le regioni settentrionali e le tirreniche.
Credit
L’articolo è stato redatto analizzando i dati dei modelli meteo ECMWF e Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE (METEOGIORNALE.IT)
