• Privacy Cookie
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Privacy settings
lunedì, 18 Maggio 2026
METEO GIORNALE
  • Home
  • Previsioni Meteo
  • Cronaca Meteo
  • Mappe
  • Diretta Meteo
  • Magazine
  • Viaggi
  • Old news
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Home
  • Previsioni Meteo
  • Cronaca Meteo
  • Mappe
  • Diretta Meteo
  • Magazine
  • Viaggi
  • Old news
  • Chi siamo
  • Contatti
Meteo Giornale
Home A La notizia del giorno

Meteo: vediamo quando l’Italia sarà nel MIRINO del FREDDO

Davide Santini di Davide Santini
15 Ott 2025 - 18:00
in A La notizia del giorno, A Scelta dalla Redazione, Alla Prima Pagina Meteo, Meteo News
A A
Share on FacebookShare on Twitter

 

LEGGI ANCHE

Meteo cambia volto, ecco quando avremo i primi giorni dell’estate 2026

C’è una corrente oceanica che ha riscritto il clima: è la più potente della Terra

(METEOGIORNALE.IT) Alcuni lettori e meteo appassionati cominciano a farci la seguente domanda. Quand’è che arriva il freddo vero? Quando potremo veramente avere temperature invernali? Fermo restando che siamo ancora a metà ottobre, in questo articolo cerchiamo di capire quale potrebbe essere un segnale di freddo di stampo invernale nei prossimi periodi.

 

Cosa sta accadendo in Europa

Un esteso e potente anticiclone staziona oramai da parecchi giorni sulle Isole Britanniche, determinando condizioni di stabilità su buona parte del continente. Sul lato opposto dell’Europa, invece, una profonda depressione si estende tra Russia, Ucraina e Bielorussia. Con temperature piuttosto basse. Non si tratta di un’ondata di gelo, poiché siamo solo ai primi di ottobre, ma l’afflusso mantiene un’impronta termica decisamente più fredda rispetto alla media stagionale.

 

Guardando a noi

Nel frattempo, il Mediterraneo occidentale è teatro di un intenso disturbo atmosferico. Una DANA attiva sulla Penisola Iberica ha già provocato alluvioni e fenomeni estremi tra Spagna meridionale, Marocco e Algeria. Si tratta di un profondo vortice ciclonico che, richiamando aria calda di matrice subtropicale, si scontra con l’instabilità in quota. Creando temporali molto forti e stazionari. Quello che sta accadendo un po’ al Sud Italia, anche se fortunatamente in maniera minore.

 

Parliamo di freddo

Guardando alle prossime due settimane, emergono divergenze significative tra i principali modelli previsionali. Insomma, non c’è ancora una data precisa per l’arrivo del freddo invernale. Ma qui parliamo di temperatura al di sotto delle medie. Notiamo Inoltre la seguente cosa.

 

Le perturbazioni oceaniche faticano in maniera incredibile a entrare nel cuore del continente, ma qualche passaggio instabile potrebbe raggiungere il Nord Italia e, più debolmente, il Tirreno. Questo perché la situazione sulle Isole Britanniche è piuttosto bloccata. Di conseguenza, o abbiamo anticicloni, o abbiamo piccole ma violente e ciclogenesi. Oppure il freddo, ma quello vero.

 

Flusso atlantico bloccato

Un segnale fortemente anomalo emerge dal comportamento dell’Oceano Atlantico, che in questo periodo dell’anno dovrebbe alimentare saccature più organizzate. Invece, la spinta perturbata è quasi assente, e ciò si traduce in un autunno statico, povero di piogge.

 

Non possiamo parlare perturbazione autunnali se abbiamo forte maltempo isolato al meridione. Qui mancano proprio i veri fronti, quelli duraturi. Basta andare a vedere che cosa succede sui nostri rilievi. L’assenza di grandi nevicate alpine è particolarmente significativa. Ricordiamo che ottobre, solitamente, è un mese cruciale per i ghiacciai italiani, ma quest’anno l’accumulo di neve in quota resta praticamente nullo.

 

Sembra quasi estivo!

Parlare di autunno estivo è quasi un ossimoro. Ma sembra che sia davvero così. Mentre l’estate appena trascorsa ha mostrato una certa instabilità con temporali sparsi, l’autunno sta mancando del tutto la sua componente più tipica. Parliamo delle perturbazioni strutturate, capaci di portare piogge diffuse, deboli o moderate ma molto estese e costanti nel tempo.

 

Parliamo di giorni di precipitazioni incessanti, grigi e piovosi, su aree di migliaia e migliaia di chilometri quadrati. Al contrario, i fenomeni rimangono concentrati nel bacino del Mediterraneo. Hanno colpito la Spagna, arrivano in maniera irregolare su Sardegna, Sicilia, Calabria, parte del Sud Italia e colpiranno la Grecia. Stop.

 

Comincia a fare freddo ma solo per inversione

Alcuni di voi ci contesteranno. Perché ci diranno che hanno già accesi caloriferi in molte località del Nord e comunque fa freschino. Siamo più in magliette e pantaloncini. Ma dobbiamo seguire Questo ragionamento. Il raffreddamento al suolo, il sindacabile è incontrovertibile, inizia a farsi sentire soprattutto nelle pianure del Nord Italia, dove l’azione dell’alta pressione accentua le inversioni termiche e lascia paradossalmente le temperature sotto la media.

 

Ma la solfa non cambia. Non ci sono affezioni veramente fredde. L’aria più fredda resta confinata a ridosso dell’Italia, senza però riuscire a penetrarvi in modo deciso. Non è distante da noi. Ma manca ancora quella manovra giusta affinché penetri davvero sulle nostre teste.

 

Ipotetica carta del modello GFS per fine mese, dove il freddo guadagnerebbe terreno a livello europeo, ma sarebbe ancora piuttosto marginale in Italia

 

Credits

Questo articolo è stato redatto dal professionista, analizzando tutte le seguenti fonti.

World Meteorological Organization (WMO)

European Centre for Medium-Range Weather Forecasts (ECMWF)

NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration)

Copernicus Climate Change Service (C3S)

 ICON

 AROME

 ARPEGE (METEOGIORNALE.IT)

Seguici su Google News
Tags: alta pressioneanticiclone britannicoautunno europeodana spagnadeficit di pioggeECMWFfreddo articogfsMediterraneo Occidentaleperturbazioni atlantichepianura padanasardegnaSicilia
CondividiTweetInvia
Articolo precedente

Ciclone in transito al Centro Sud tra Giovedì 16 e venerdì 17 Ottobre

Prossimo articolo

Seconda metà d’OTTOBRE, si prospetta uno stravolgimento Meteo. Le cause

Davide Santini

Davide Santini

Davide Santini, laureato magistrale in Fisica. Ha effettuato una tesi triennale con il professor Vincenzo Levizzani sui temporali, sulla loro suddivisione e sui fenomeni più violenti. Ha poi approfondito la tesi magistrale, con il professor Maugeri e il professor Miglietta, analizzando la correlazione tra aumento termico della temperatura estiva e probabilità di promontori di alta pressione di matrice subtropicale. Ha collaborato e collabora tuttora con Nimbus, la rivista di meteorologia italiana. Collabora dal 2018 per diverse testate meteorologiche italiane (5 in totale) e in particolare ha una esperienza quinquennale con il sito web Meteo Giornale. Tratta numerose tematiche, tra le quali previsioni a breve, medio e lungo termine; climatologia; cambiamenti climatici; etica ambientale. È esperto di analisi modellistica, di tendenze a lungo termine e analisi di radiosondaggi e profili termici verticali dell'atmosfera. È inoltre insegnante rinomato, dove prepara gli studenti delle superiori e dell'università, idoneo a trattare concorsi pubblici e privati, con professionalità e impegno.

Prossimo articolo

Seconda metà d'OTTOBRE, si prospetta uno stravolgimento Meteo. Le cause

Nessun risultato trovato
Guarda tutti i risultati
  • Privacy Cookie
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Privacy settings

Innovazione Scienza S.r.l. unipersonale P.IVA/C.F. 10463560960- Milano (MI)
Credit immagini: le immagini utilizzate su questo sito sono con licenza e copyright di Adobe Stock, Canva, Shutterstock, Dreamstime e Freepik.

Nessun risultato trovato
Guarda tutti i risultati
  • Home
  • Previsioni Meteo
  • Cronaca Meteo
  • Mappe
  • Diretta Meteo
  • Magazine
  • Viaggi
  • Old news
  • Chi siamo
  • Contatti

Innovazione Scienza S.r.l. unipersonale P.IVA/C.F. 10463560960- Milano (MI)
Credit immagini: le immagini utilizzate su questo sito sono con licenza e copyright di Adobe Stock, Canva, Shutterstock, Dreamstime e Freepik.