METEO GIORNALE
    Facebook X-twitter Instagram Rss
    • Home
    • Previsioni Meteo
    • Cronaca Meteo
    • Mappe
    • Diretta Meteo
    • Magazine
    • Viaggi
    • Old news
    • Chi siamo
    • Contatti
    Font ResizerAa
    METEO GIORNALE METEO GIORNALE
      Search
      • Home
      • Previsioni Meteo
      • Cronaca Meteo
      • Mappe
      • Diretta Meteo
      • Magazine
      • Viaggi
      • Old news
      • Chi siamo
      • Contatti
      Follow US
      Home » Meteo: parte UFFICIALMENTE la Niña. Attenzione alle conseguenze per l’Italia
      A La notizia del giornoA Scelta dalla RedazioneAd PremiereMeteo News

      Meteo: parte UFFICIALMENTE la Niña. Attenzione alle conseguenze per l’Italia

      Davide Santini
      Davide Santini
      Pubblicato: 26/10/2025
      Condividi
      4 Min Lettura
      Condividi
      Seguici su Google

      Contents
      • Come nasce la Niña
      • Cosa cambia?
      • E per noi?
      • E il Vortice Polare?
      • Credit

       

      Ormai è ufficiale. Parte la Niña. Perché non lo sapesse, si tratta di un fenomeno atmosferico che prende vita nel cuore dell’Oceano Pacifico, ma i cui effetti meteo climatici si estendono a livello planetario. Anche se distante, questa dinamica oceanica è in grado di modificare la circolazione atmosferica globale, alterando il regime delle piogge, spingendo irruzioni fredde e cambiando la posizione dei sistemi di alta e bassa pressione. Insomma prepariamoci ad avere importanti novità nei prossimi periodi.

       

      Come nasce la Niña

      Facciamo un piccolo approfondimento tecnico. La Niña rappresenta una delle tre fasi principali del ciclo ENSO, insieme al suo opposto El Niño e alla condizione neutrale. Si manifesta quando le acque superficiali del Pacifico equatoriale centrale e orientale si raffreddano in modo anomalo, mentre gli alisei – venti costanti che soffiano da est verso ovest lungo l’equatore – si intensificano. Vi mostriamo questa immagine che sancisce in maniera inequivocabile che siamo in una condizione di Nina.

       

      È ufficiale: è partita la Niña, si vedono anomalie fredde pacifiche alla latitudine dell’equatore: fonte NOAA

       

      Secondo le più recenti rilevazioni della NOAA, l’agenzia americana specializzata nello studio delle dinamiche oceaniche e atmosferiche, la superficie dell’Oceano Pacifico si sta raffreddando rapidamente. La Niña è quindi confermata per i mesi di novembre, dicembre e gennaio.

       

      Cosa cambia?

      Quando le acque equatoriali del Pacifico si raffreddano in maniera considerevole ci sono conseguenze a livello planetario. Nel Sud-Est asiatico, ad esempio, i monsoni diventano più intensi e portano con sé piogge torrenziali e frequenti alluvioni. In diverse aree dell’Africa, del Brasile e dell’Australia, il surplus di precipitazioni incide pesantemente sull’agricoltura e sugli ecosistemi locali.

       

      Nel Nord America, invece, la Niña tende a favorire inverni più freddi e nevosi, in particolare nel Midwest e nel Nord-Est degli Stati Uniti, dove l’aria gelida viene spinta più a sud dalle correnti a getto alterate dal raffreddamento oceanico.

       

      E per noi?

      Anche il Vecchio Continente non resta immune dai suoi effetti, pur in maniera più indiretta, proprio per la ingente distanza geografica. Il cambiamento nella posizione e nella forza delle correnti a getto può condizionare la dinamica atmosferica europea, favorendo irruzioni fredde alle medie e basse latitudini.

      Gli studi più recenti indicano che, durante gli inverni dominati dalla Niña, cresce la probabilità di afflussi artici. Ma attenzione. Parliamo proprio in campo probabilistico e non di certezza. Potremmo avere delle irruzioni fredde particolarmente ingenti. Ma non è detto che colpiscono il pieno il nostro Paese.

       

      E il Vortice Polare?

      C’è anche un’altra conseguenza importante. Non è da escludere che la Niña abbia una certa forza pure sulla stabilità del Vortice Polare, aumentando la possibilità di episodi di riscaldamento stratosferico. In queste circostanze, masse d’aria gelida provenienti dall’Artico potrebbero scivolare verso l’Europa centrale e meridionale.

       

      Vere e proprie colate gelide. Che però non è detto che colpiscano effettivamente il nostro paese, sia chiaro…
      Quello che è sicuro è che potremmo avere un inverno finalmente un po’ più movimentato rispetto agli ultimi tre. Altamente condizionati da alte pressioni ingombranti e vere e proprie pause secche di settimane. Staremo a vedere.

       

      Credit

      L’articolo è stato redatto analizzando i dati dei modelli meteo ECMWF e Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE

      Seguici su Google
      TAG:geloinvernoinverno con la ninaLa NinaneveNina
      Condividi questo articolo
      Facebook Whatsapp Whatsapp LinkedIn Reddit Telegram Threads Copy Link

      MeteoGiornale.it è un portale di divulgazione meteorologica attivo dal 2000, fondato sull’esperienza maturata online fin dal 1996 nel settore dell’informazione meteo.

      Link veloci
      • Chi siamo
      • Contatti
      • Privacy Cookie
      • Chi siamo
      • Contatti
      • Privacy Cookie
      Seguici
      Facebook X-twitter Instagram Rss

      Credit immagini: le immagini utilizzate su questo sito sono con licenza e copyright di Adobe Stock, Canva, Shutterstock, Dreamstime e Freepik.

      © 2026 - Innovazione Scienza S.r.l. unipersonale P.IVA/C.F. 10463560960- Milano (MI)

      Welcome Back!

      Sign in to your account

      Username or Email Address
      Password

      Lost your password?